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Auto, il mondo cambia marcia: rincari, usato e l’avanzata cinese

Dall’Italia al Sudafrica, la domanda di quattro ruote si sposta verso modelli accessibili e marchi asiatici, mentre l’elettrico fatica a decollare.

L’automobile resta un bene essenziale, ma il modo in cui il mondo la compra sta cambiando rapidamente. In Italia, il 59% degli intervistati ha rinviato o rinunciato all’acquisto di un’auto nuova, secondo un’indagine Bain & Company-Aniasa: i prezzi sono saliti del 52% dal 2013, i redditi solo del 29%, e servono oggi in media undici mensilità di stipendio contro le cinque del 2000. Non è un fenomeno solo italiano. In Sudafrica, il rapporto TransUnion Mobility Insights segnala che la crescita delle vendite di autovetture nuove ha rallentato al 12,6% nel primo trimestre 2026, con i consumatori sempre più attenti ai costi di finanziamento, carburante e assicurazione, e con una quota crescente di prestiti che si allungano oltre i sei anni, aumentando l’esposizione al rischio di valore residuo.

In questo scenario, la geografia della produzione e della domanda si ridisegna. I marchi cinesi hanno aumentato le vendite del 75% in Sudafrica, raggiungendo quasi il 20% del mercato delle auto nuove, mentre in Italia sono ormai al 12% delle immatricolazioni, spinti da prezzi competitivi e da un’offerta tecnologica che, secondo gli analisti di Johannesburg, compete ormai su efficienza, dotazioni e garanzie, non solo sul prezzo. In Indonesia, dove il mercato delle quattro ruote non è ancora tornato ai livelli pre-pandemia (359.490 unità al dettaglio tra gennaio e maggio 2026), i nuovi modelli cinesi raccolgono migliaia di prenotazioni ancor prima del lancio: Chery Q ha superato le 3.000 unità in pre-booking, mentre il SUV ibrido plug-in DFSK E5 Plus ha registrato centinaia di ordini in un solo giorno.

La transizione elettrica procede a velocità diverse. In Indonesia, il marchio Lepas, affiliato a Chery, ha appena presentato la sua prima auto elettrica, la E4, un SUV con 500 km di autonomia dichiarata e ricarica rapida al 30-80% in 22 minuti, posizionandosi in un segmento sempre più affollato da competitor come BYD e Geely. Ma in Italia, per il 51% dei consumatori il prezzo resta la barriera principale all’acquisto di un’elettrificata, e il 28% indica la carenza di colonnine. Il noleggio a lungo termine, che in Italia rappresenta circa il 30% del mercato e supera il 50% tra le ibride plug-in, cerca di colmare il divario, ma da Bruxelles il comparto guarda con preoccupazione alle proposte di quote obbligatorie di veicoli elettrificati per le flotte, definite “insostenibili” dal vicepremier Salvini.

Intanto, su due ruote la fedeltà resta granitica. In Indonesia, nonostante i rialzi dei tassi, le vendite al dettaglio di motocicli Honda sono cresciute del 10-11% nei primi cinque mesi dell’anno, a conferma che il motore a scoppio rimane, per vaste fasce di popolazione, lo strumento di mobilità più razionale. In Brasile, il mercato dell’usato ha toccato 4,3 milioni di passaggi di proprietà nel primo trimestre, in crescita del 12,7%, ma le piattaforme di verifica come Info Verifica mettono in guardia dai rischi nascosti: furti, vincoli giudiziari e passaggi in asta che possono trasformare un affare in una perdita. Il prossimo banco di prova per l’industria sarà il GIIAS 2026 in Indonesia, dove molti di questi nuovi modelli verranno ufficialmente lanciati, mentre in Europa si attendono le decisioni di Bruxelles sulle quote di flotte elettrificate.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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PragmatismoTrionfo

I costruttori cinesi stanno conquistando rapidamente il mercato del Sud-est asiatico con modelli elettrici e ibridi accessibili. In Indonesia, il pre-ordine del SUV PHEV DFSK E5 Plus ha registrato centinaia di unità in un solo giorno, mentre il nuovo marchio Lepas lancia il suo primo EV con 500 km di autonomia. La domanda crescente segnala un cambiamento nelle preferenze dei consumatori verso i veicoli a nuova energia cinesi.

Stampa europea continentale/ Mediterranea
AllarmeScetticismo

L'impennata dei prezzi delle auto e gli obblighi UE sui veicoli elettrici stanno spingendo gli italiani a rinviare l'acquisto, con il 59% che rimanda la decisione. Il settore del noleggio critica apertamente le imposizioni di Bruxelles, mentre i costruttori cinesi si inseriscono nel vuoto con offerte più economiche. La transizione forzata rischia di favorire i marchi cinesi a scapito dell'industria europea.

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giovedì 25 giugno 2026

Auto, il mondo cambia marcia: rincari, usato e l’avanzata cinese

Dall’Italia al Sudafrica, la domanda di quattro ruote si sposta verso modelli accessibili e marchi asiatici, mentre l’elettrico fatica a decollare.

L’automobile resta un bene essenziale, ma il modo in cui il mondo la compra sta cambiando rapidamente. In Italia, il 59% degli intervistati ha rinviato o rinunciato all’acquisto di un’auto nuova, secondo un’indagine Bain & Company-Aniasa: i prezzi sono saliti del 52% dal 2013, i redditi solo del 29%, e servono oggi in media undici mensilità di stipendio contro le cinque del 2000. Non è un fenomeno solo italiano. In Sudafrica, il rapporto TransUnion Mobility Insights segnala che la crescita delle vendite di autovetture nuove ha rallentato al 12,6% nel primo trimestre 2026, con i consumatori sempre più attenti ai costi di finanziamento, carburante e assicurazione, e con una quota crescente di prestiti che si allungano oltre i sei anni, aumentando l’esposizione al rischio di valore residuo.

In questo scenario, la geografia della produzione e della domanda si ridisegna. I marchi cinesi hanno aumentato le vendite del 75% in Sudafrica, raggiungendo quasi il 20% del mercato delle auto nuove, mentre in Italia sono ormai al 12% delle immatricolazioni, spinti da prezzi competitivi e da un’offerta tecnologica che, secondo gli analisti di Johannesburg, compete ormai su efficienza, dotazioni e garanzie, non solo sul prezzo. In Indonesia, dove il mercato delle quattro ruote non è ancora tornato ai livelli pre-pandemia (359.490 unità al dettaglio tra gennaio e maggio 2026), i nuovi modelli cinesi raccolgono migliaia di prenotazioni ancor prima del lancio: Chery Q ha superato le 3.000 unità in pre-booking, mentre il SUV ibrido plug-in DFSK E5 Plus ha registrato centinaia di ordini in un solo giorno.

La transizione elettrica procede a velocità diverse. In Indonesia, il marchio Lepas, affiliato a Chery, ha appena presentato la sua prima auto elettrica, la E4, un SUV con 500 km di autonomia dichiarata e ricarica rapida al 30-80% in 22 minuti, posizionandosi in un segmento sempre più affollato da competitor come BYD e Geely. Ma in Italia, per il 51% dei consumatori il prezzo resta la barriera principale all’acquisto di un’elettrificata, e il 28% indica la carenza di colonnine. Il noleggio a lungo termine, che in Italia rappresenta circa il 30% del mercato e supera il 50% tra le ibride plug-in, cerca di colmare il divario, ma da Bruxelles il comparto guarda con preoccupazione alle proposte di quote obbligatorie di veicoli elettrificati per le flotte, definite “insostenibili” dal vicepremier Salvini.

Intanto, su due ruote la fedeltà resta granitica. In Indonesia, nonostante i rialzi dei tassi, le vendite al dettaglio di motocicli Honda sono cresciute del 10-11% nei primi cinque mesi dell’anno, a conferma che il motore a scoppio rimane, per vaste fasce di popolazione, lo strumento di mobilità più razionale. In Brasile, il mercato dell’usato ha toccato 4,3 milioni di passaggi di proprietà nel primo trimestre, in crescita del 12,7%, ma le piattaforme di verifica come Info Verifica mettono in guardia dai rischi nascosti: furti, vincoli giudiziari e passaggi in asta che possono trasformare un affare in una perdita. Il prossimo banco di prova per l’industria sarà il GIIAS 2026 in Indonesia, dove molti di questi nuovi modelli verranno ufficialmente lanciati, mentre in Europa si attendono le decisioni di Bruxelles sulle quote di flotte elettrificate.

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I costruttori cinesi stanno conquistando rapidamente il mercato del Sud-est asiatico con modelli elettrici e ibridi accessibili. In Indonesia, il pre-ordine del SUV PHEV DFSK E5 Plus ha registrato centinaia di unità in un solo giorno, mentre il nuovo marchio Lepas lancia il suo primo EV con 500 km di autonomia. La domanda crescente segnala un cambiamento nelle preferenze dei consumatori verso i veicoli a nuova energia cinesi.

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L'impennata dei prezzi delle auto e gli obblighi UE sui veicoli elettrici stanno spingendo gli italiani a rinviare l'acquisto, con il 59% che rimanda la decisione. Il settore del noleggio critica apertamente le imposizioni di Bruxelles, mentre i costruttori cinesi si inseriscono nel vuoto con offerte più economiche. La transizione forzata rischia di favorire i marchi cinesi a scapito dell'industria europea.

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