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Apple rimuove le app di VK dallo Store: Mosca denuncia una censura politica

La cancellazione senza preavviso dei servizi del gruppo russo, tra cui VKontakte e Odnoklassniki, innesca reazioni istituzionali e un crollo in Borsa, mentre Apple invoca il rispetto delle sanzioni.

La decisione di Apple di eliminare dall’App Store tutte le applicazioni del gruppo VK ha prodotto un effetto immediato sui mercati: il 25 giugno le azioni della holding tecnologica russa hanno toccato un nuovo minimo storico a 186 rubli, con un calo intraday di quasi il 5%. Per decine di milioni di utenti che utilizzano iPhone e iPad in Russia e nella diaspora russofona, l’accesso a servizi come VKontakte, Odnoklassniki, VK Music, VK Video e la piattaforma di blogging Dzen è ora limitato alle versioni già installate, senza possibilità di aggiornamenti né di notifiche push.

Nell’ottica di Mosca, l’intervento rappresenta un atto di «censura politica» e di «concorrenza sleale». Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che l’affidabilità dei servizi Apple è messa in discussione e ha consigliato agli utenti di passare ad Android o a «sistemi russi». Il ministero per lo Sviluppo digitale ha definito la mossa «politicamente motivata», sottolineando come VK non sia mai stata inserita in alcuna lista di sanzioni – circostanza confermata, secondo la società, da pareri legali internazionali e statunitensi già in possesso di Apple. Lo stesso ministero ha investito del caso l’Autorità antitrust russa (FAS), mentre la portavoce del ministero degli Esteri Marija Zacharova ha parlato di «epurazione dello spazio informativo» e di abbandono di ogni retorica sulle libertà digitali.

Da parte sua, Apple ha motivato la rimozione con la necessità di rispettare le normative sulle sanzioni, senza specificare a quali provvedimenti facesse riferimento. Analisti vicini al dossier osservano che, sebbene VK come entità non sia sanzionata, il suo amministratore delegato Vladimir Kirienko – figlio del consigliere presidenziale Sergej Kirienko – è sottoposto a restrizioni da Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito. La rimozione si inserisce in una sequenza più ampia: nelle settimane precedenti Apple aveva già eliminato il messenger di Stato Max e, in passato, app di banche russe colpite da sanzioni, oltre a ritirare certificati di sicurezza per software locali.

La reazione delle istituzioni russe si accompagna a iniziative legislative e regolatorie già in cantiere. La Duma sta esaminando un progetto che imporrebbe la preinstallazione del negozio di applicazioni nazionale RuStore su tutti i dispositivi Apple venduti in Russia, con multe proporzionali al fatturato e la possibile messa al bando delle vendite in caso di inottemperanza. Il ministero delle Finanze ha inoltre discusso l’ipotesi di sospendere i pagamenti per i servizi Apple tramite operatori mobili. Parallelamente, l’autorità di regolamentazione delle comunicazioni Roskomnadzor ha iniziato a bloccare parte del traffico legato all’autenticazione degli account Apple, causando disservizi nell’accesso allo Store da territorio russo.

Per gli osservatori europei, la vicenda mette in luce la crescente frizione tra le grandi piattaforme statunitensi e gli Stati che rivendicano una sovranità digitale. Mentre Apple continua a non effettuare forniture ufficiali in Russia dal marzo 2022, i dispositivi entrano comunque attraverso canali di importazione parallela, esponendo l’azienda a pressioni incrociate: da un lato l’obbligo di conformarsi ai regimi sanzionatori occidentali, dall’altro le ritorsioni di un mercato che, pur ridimensionato, resta rilevante. Il prossimo banco di prova sarà l’esito del dialogo avviato dalle autorità russe con la multinazionale: se Apple non fornirà chiarimenti, il Cremlino ha già annunciato che trarrà «conclusioni sulla prosecuzione di qualsiasi interazione» con la società.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

42%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa africana subsaharianaStampa russa e CSI
Stampa africana subsahariana/ Anglofona
DistaccoPragmatismo

Apple ha rimosso tutte le applicazioni del social network russo VK dal suo App Store. VKontakte, lanciato nel 2006, è una delle piattaforme più popolari in Russia. L'azienda non ha ancora commentato le ragioni della rimozione.

Stampa russa e CSI/ Statale
IndignazioneVittimismoRevanscismo

La rimozione delle applicazioni VK dall'App Store è un passo politicamente motivato e inaccettabile che danneggia decine di milioni di utenti russofoni. Le autorità russe chiedono spiegazioni ad Apple e non escludono misure di ritorsione, mentre si consiglia agli utenti di passare ad Android o a piattaforme nazionali. L'incidente mette in discussione l'affidabilità dei servizi Apple in Russia.

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giovedì 25 giugno 2026

Apple rimuove le app di VK dallo Store: Mosca denuncia una censura politica

La cancellazione senza preavviso dei servizi del gruppo russo, tra cui VKontakte e Odnoklassniki, innesca reazioni istituzionali e un crollo in Borsa, mentre Apple invoca il rispetto delle sanzioni.

La decisione di Apple di eliminare dall’App Store tutte le applicazioni del gruppo VK ha prodotto un effetto immediato sui mercati: il 25 giugno le azioni della holding tecnologica russa hanno toccato un nuovo minimo storico a 186 rubli, con un calo intraday di quasi il 5%. Per decine di milioni di utenti che utilizzano iPhone e iPad in Russia e nella diaspora russofona, l’accesso a servizi come VKontakte, Odnoklassniki, VK Music, VK Video e la piattaforma di blogging Dzen è ora limitato alle versioni già installate, senza possibilità di aggiornamenti né di notifiche push.

Nell’ottica di Mosca, l’intervento rappresenta un atto di «censura politica» e di «concorrenza sleale». Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che l’affidabilità dei servizi Apple è messa in discussione e ha consigliato agli utenti di passare ad Android o a «sistemi russi». Il ministero per lo Sviluppo digitale ha definito la mossa «politicamente motivata», sottolineando come VK non sia mai stata inserita in alcuna lista di sanzioni – circostanza confermata, secondo la società, da pareri legali internazionali e statunitensi già in possesso di Apple. Lo stesso ministero ha investito del caso l’Autorità antitrust russa (FAS), mentre la portavoce del ministero degli Esteri Marija Zacharova ha parlato di «epurazione dello spazio informativo» e di abbandono di ogni retorica sulle libertà digitali.

Da parte sua, Apple ha motivato la rimozione con la necessità di rispettare le normative sulle sanzioni, senza specificare a quali provvedimenti facesse riferimento. Analisti vicini al dossier osservano che, sebbene VK come entità non sia sanzionata, il suo amministratore delegato Vladimir Kirienko – figlio del consigliere presidenziale Sergej Kirienko – è sottoposto a restrizioni da Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito. La rimozione si inserisce in una sequenza più ampia: nelle settimane precedenti Apple aveva già eliminato il messenger di Stato Max e, in passato, app di banche russe colpite da sanzioni, oltre a ritirare certificati di sicurezza per software locali.

La reazione delle istituzioni russe si accompagna a iniziative legislative e regolatorie già in cantiere. La Duma sta esaminando un progetto che imporrebbe la preinstallazione del negozio di applicazioni nazionale RuStore su tutti i dispositivi Apple venduti in Russia, con multe proporzionali al fatturato e la possibile messa al bando delle vendite in caso di inottemperanza. Il ministero delle Finanze ha inoltre discusso l’ipotesi di sospendere i pagamenti per i servizi Apple tramite operatori mobili. Parallelamente, l’autorità di regolamentazione delle comunicazioni Roskomnadzor ha iniziato a bloccare parte del traffico legato all’autenticazione degli account Apple, causando disservizi nell’accesso allo Store da territorio russo.

Per gli osservatori europei, la vicenda mette in luce la crescente frizione tra le grandi piattaforme statunitensi e gli Stati che rivendicano una sovranità digitale. Mentre Apple continua a non effettuare forniture ufficiali in Russia dal marzo 2022, i dispositivi entrano comunque attraverso canali di importazione parallela, esponendo l’azienda a pressioni incrociate: da un lato l’obbligo di conformarsi ai regimi sanzionatori occidentali, dall’altro le ritorsioni di un mercato che, pur ridimensionato, resta rilevante. Il prossimo banco di prova sarà l’esito del dialogo avviato dalle autorità russe con la multinazionale: se Apple non fornirà chiarimenti, il Cremlino ha già annunciato che trarrà «conclusioni sulla prosecuzione di qualsiasi interazione» con la società.

Divergenza delle fonti

Tecnologia · 11 testate · 2 lingue

42%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale30%
Critico70%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa africana subsaharianaStampa russa e CSI
Stampa africana subsahariana/ Anglofona
DistaccoPragmatismo

Apple ha rimosso tutte le applicazioni del social network russo VK dal suo App Store. VKontakte, lanciato nel 2006, è una delle piattaforme più popolari in Russia. L'azienda non ha ancora commentato le ragioni della rimozione.

Stampa russa e CSI/ Statale
IndignazioneVittimismoRevanscismo

La rimozione delle applicazioni VK dall'App Store è un passo politicamente motivato e inaccettabile che danneggia decine di milioni di utenti russofoni. Le autorità russe chiedono spiegazioni ad Apple e non escludono misure di ritorsione, mentre si consiglia agli utenti di passare ad Android o a piattaforme nazionali. L'incidente mette in discussione l'affidabilità dei servizi Apple in Russia.

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