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Tecnologiavenerdì 3 luglio 2026

Apple sfida la crisi globale dei chip con cinque nuovi iPhone in dodici mesi

Il colosso di Cupertino alza i target produttivi del primo pieghevole e prepara un’offensiva senza precedenti mentre i rivali cinesi tagliano la produzione per la carenza di memorie.

Apple ha istruito i fornitori a prepararsi per un ciclo di lanci che, tra la seconda metà del 2026 e la prima del 2027, porterà sul mercato almeno cinque nuovi modelli di iPhone, incluso il primo dispositivo pieghevole della casa. Secondo fonti della catena di fornitura asiatica, l’azienda ha rivisto al rialzo l’obiettivo di produzione del cosiddetto iPhone Ultra portandolo a circa 10 milioni di unità, contro una stima precedente di 7-8 milioni, e ha già prenotato componenti per circa 80 milioni di smartphone destinati al secondo semestre. Il volume complessivo di iPhone prodotti nell’anno solare 2026 supererebbe così i 220 milioni di esemplari, in un momento in cui l’intera industria dell’elettronica di consumo è stretta dalla carenza di chip di memoria.

La scarsità, innescata dalla domanda esplosiva dei data center per l’intelligenza artificiale, sta ridisegnando gli equilibri competitivi. I produttori cinesi – Xiaomi, Oppo e Vivo – hanno tagliato i piani produttivi annuali sotto la soglia dei 100 milioni di unità, mentre Apple sfrutta un potere negoziale che, secondo dirigenti della componentistica citati dalla stampa asiatica, le consente di accaparrarsi forniture aggiuntive di memorie a condizioni che i rivali non possono eguagliare. Per blindare la catena di approvvigionamento, la società avrebbe anche chiesto ad alcuni partner di accantonare componenti già impiegati nella serie iPhone 17 per destinarli alla futura gamma iPhone 18, una mossa che riduce i rischi di strozzatura e accelera il ramp-up produttivo.

La strategia si articola su più fasce di prezzo. Il pieghevole, atteso per l’8 settembre 2026 con un prezzo d’ingresso intorno ai 2.500 dollari, sarebbe affiancato dai modelli iPhone 18 Pro e Pro Max, mentre nella prima metà del 2027 arriverebbero un iPhone 18 standard e un inedito iPhone Air. In parallelo, indiscrezioni tecniche provenienti da ambienti vicini alla componentistica suggeriscono che Apple stia intervenendo anche sulla struttura dei costi interni: i tagli da 1 e 2 terabyte di iPhone 18 Pro potrebbero adottare memorie QLC NAND, più economiche ma meno performanti delle tradizionali TLC, mentre la batteria del modello Pro Max guadagnerebbe capacità fino a 5.425 mAh nella versione senza slot SIM fisico. Questi movimenti delineano un equilibrio delicato tra spinta all’innovazione e pressione sui margini, in un contesto di rincari che ha già portato a un aumento dei prezzi di MacBook Pro e iPad.

Per il mercato europeo e italiano, l’offensiva Apple si traduce in una presenza potenzialmente più capillare, ma anche in un listino che per il pieghevole potrebbe superare i 2.500 euro, collocandolo in una nicchia estrema. La partita si giocherà sulla capacità di Samsung – che a sua volta prepara due varianti del Galaxy Z Fold 8 con schermo più largo – di difendere la propria quota in un segmento che Apple affronta per la prima volta. Il prossimo appuntamento concreto è l’avvio della produzione di massa del pieghevole, previsto per fine luglio, che confermerà se i problemi tecnici legati alla cerniera sono stati effettivamente risolti e se la tabella di marcia verso settembre potrà essere rispettata.

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venerdì 3 luglio 2026

Apple sfida la crisi globale dei chip con cinque nuovi iPhone in dodici mesi

Il colosso di Cupertino alza i target produttivi del primo pieghevole e prepara un’offensiva senza precedenti mentre i rivali cinesi tagliano la produzione per la carenza di memorie.

Apple ha istruito i fornitori a prepararsi per un ciclo di lanci che, tra la seconda metà del 2026 e la prima del 2027, porterà sul mercato almeno cinque nuovi modelli di iPhone, incluso il primo dispositivo pieghevole della casa. Secondo fonti della catena di fornitura asiatica, l’azienda ha rivisto al rialzo l’obiettivo di produzione del cosiddetto iPhone Ultra portandolo a circa 10 milioni di unità, contro una stima precedente di 7-8 milioni, e ha già prenotato componenti per circa 80 milioni di smartphone destinati al secondo semestre. Il volume complessivo di iPhone prodotti nell’anno solare 2026 supererebbe così i 220 milioni di esemplari, in un momento in cui l’intera industria dell’elettronica di consumo è stretta dalla carenza di chip di memoria.

La scarsità, innescata dalla domanda esplosiva dei data center per l’intelligenza artificiale, sta ridisegnando gli equilibri competitivi. I produttori cinesi – Xiaomi, Oppo e Vivo – hanno tagliato i piani produttivi annuali sotto la soglia dei 100 milioni di unità, mentre Apple sfrutta un potere negoziale che, secondo dirigenti della componentistica citati dalla stampa asiatica, le consente di accaparrarsi forniture aggiuntive di memorie a condizioni che i rivali non possono eguagliare. Per blindare la catena di approvvigionamento, la società avrebbe anche chiesto ad alcuni partner di accantonare componenti già impiegati nella serie iPhone 17 per destinarli alla futura gamma iPhone 18, una mossa che riduce i rischi di strozzatura e accelera il ramp-up produttivo.

La strategia si articola su più fasce di prezzo. Il pieghevole, atteso per l’8 settembre 2026 con un prezzo d’ingresso intorno ai 2.500 dollari, sarebbe affiancato dai modelli iPhone 18 Pro e Pro Max, mentre nella prima metà del 2027 arriverebbero un iPhone 18 standard e un inedito iPhone Air. In parallelo, indiscrezioni tecniche provenienti da ambienti vicini alla componentistica suggeriscono che Apple stia intervenendo anche sulla struttura dei costi interni: i tagli da 1 e 2 terabyte di iPhone 18 Pro potrebbero adottare memorie QLC NAND, più economiche ma meno performanti delle tradizionali TLC, mentre la batteria del modello Pro Max guadagnerebbe capacità fino a 5.425 mAh nella versione senza slot SIM fisico. Questi movimenti delineano un equilibrio delicato tra spinta all’innovazione e pressione sui margini, in un contesto di rincari che ha già portato a un aumento dei prezzi di MacBook Pro e iPad.

Per il mercato europeo e italiano, l’offensiva Apple si traduce in una presenza potenzialmente più capillare, ma anche in un listino che per il pieghevole potrebbe superare i 2.500 euro, collocandolo in una nicchia estrema. La partita si giocherà sulla capacità di Samsung – che a sua volta prepara due varianti del Galaxy Z Fold 8 con schermo più largo – di difendere la propria quota in un segmento che Apple affronta per la prima volta. Il prossimo appuntamento concreto è l’avvio della produzione di massa del pieghevole, previsto per fine luglio, che confermerà se i problemi tecnici legati alla cerniera sono stati effettivamente risolti e se la tabella di marcia verso settembre potrà essere rispettata.

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