
Antonelli doma Spa, sesto trionfo e fuga mondiale
Il 19enne italiano piega la resistenza di Leclerc e allunga in classifica, mentre Hamilton travolge un meccanico e Russell esce di scena al primo giro.
Rincorsa, sorpasso, controllo. Kimi Antonelli ha vinto così il Gran Premio del Belgio, sesto sigillo stagionale, consolidando una leadership iridata che ora profuma di ipoteca. Al trentaquattresimo giro, sul rettilineo di Kemmel, il bolognese ha inghiottito la Ferrari di Charles Leclerc – passato in testa grazie a una virtual safety car – e ha chiuso in solitaria con 1,9 secondi di margine. Il podio, completato da Max Verstappen, ha restituito un’Italia bicipite in vetta: Antonio Giovinazzi non era mai arrivato così in alto, ma ora il ragazzo della Mercedes eguaglia Riccardo Patrese con sei vittorie in carriera, secondo solo ad Alberto Ascari tra gli italiani.
La domenica delle Ardenne aveva preso subito una piega drammatica per la Stella. Alla prima curva George Russell, già sofferente per un calo di potenza elettrica, si è trovato imbottigliato nel gruppo; nel tentativo di resistere a Lewis Hamilton, la sua Mercedes è stata toccata dalla Ferrari ed è finita nella ghiaia, ritiro immediato. I commissari hanno inflitto 5 secondi di penalità a Hamilton, giudicato responsabile, ma per il britannico il pomeriggio è peggiorato: durante la sosta al box, complice un semaforo verde prematuro, ha urtato con la ruota anteriore un meccanico che stava ancora regolando l’ala. L’episodio, concluso senza feriti, è valso alla Ferrari una multa di 30.000 euro e ha aperto un’inchiesta per unsafe release, lasciando in bilico il quarto posto finale di Hamilton.
Antonelli, scattato dalla pole, ha dovuto ricostruire la gara. Dopo un corpo a corpo iniziale con Verstappen, si era già riportato al comando quando, al giro 20, un virtual safety car per detriti ha favorito le strategie altrui. Leclerc e Hamilton si sono fermati risparmiando secondi preziosi: il monegasco è rientrato in pista davanti a tutti, mentre il leader del mondiale si è ritrovato terzo, imbottigliato dietro la McLaren di Lando Norris. La rimonta è stata metodica e feroce: sorpassato Norris, Antonelli ha limato decimo dopo decimo il vantaggio di Leclerc, sfruttando la superiore potenza del motore Mercedes in allungo. “Sono stato fortunato per come è andata in campionato, ma il ritmo c’era sempre”, ha dichiarato a caldo il pilota.
Il colpo di scena iniziale ha ridisegnato la classifica. Russell, che aveva iniziato Spa a soli 25 punti dal compagno, è scivolato a 45 lunghezze di distanza, superato anche da Hamilton, ora secondo con 159 punti. Leclerc, con il podio, resta quarto ma riduce il gap dalla vetta. A centro gruppo, da segnalare la sesta piazza del francese Isack Hadjar, risalito dal fondo della griglia, e il punto col brivido di Franco Colapinto, decimo dopo un doppio sorpasso su Gasly e Lawson nel finale.
Con dieci gare disputate su ventidue, Antonelli ha già messo mezzo mondiale tra sé e gli inseguitori. La Mercedes celebra, ma i problemi di affidabilità che hanno fermato Russell per la terza volta in stagione gettano un’ombra sulla marcia trionfale. Il prossimo appuntamento, in Ungheria il 26 luglio, chiuderà la prima parte di stagione e dirà se il giovane italiano potrà davvero gestire il vantaggio o se la rincorsa – Ferrari in testa – è ancora tutta da scrivere.
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Franco Colapinto sta dimostrando di poter competere ai massimi livelli; il suo progresso è la notizia principale del weekend belga.
Si enfatizza il percorso individuale del pilota argentino, trasformando un evento globale in una storia nazionale di riscatto e speranza.
Non viene dato rilievo all'incidente di Hamilton né alla lotta per la pole, elementi centrali nelle altre coperture.
Lewis Hamilton ha distrutto la sua Ferrari e ora i meccanici devono lavorare contro il tempo per permettergli di qualificarsi.
Si crea suspense attraverso il conto alla rovescia e le dichiarazioni del pilota, enfatizzando l'urgenza della riparazione.
Non si menziona la performance di Colapinto né il contesto più ampio del campionato.
Lewis Hamilton riconosce che la Ferrari deve ancora recuperare terreno rispetto ai rivali, nonostante i progressi.
Si utilizza la dichiarazione diretta del pilota per legittimare una valutazione tecnica, senza aggiungere commenti propri.
Non si menziona l'incidente di Hamilton né il tempo di Antonelli, elementi chiave altrove.
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