
L'ultimatum di Marina Berlusconi: «O lui o me», e il centrodestra rischia la scissione su Vannacci
La presidente di Fininvest spinge per una legge proporzionale pura per isolare l'ex generale, mentre in Germania l'AfD vola al 29% e la Lega arretra fino a essere agganciata da Futuro Nazionale.
Marina Berlusconi, attonita e disgustata dallo show messo in scena da Roberto Vannacci alla prima assemblea di Futuro Nazionale, starebbe valutando di suggerire a Giorgia Meloni di abbandonare l'attuale sistema elettorale e virare verso un proporzionale puro senza vincoli di coalizione. L'obiettivo è dichiarato: impedire che Forza Italia debba andare a braccetto con quella che la presidente di Fininvest considera «feccia» e «camerati». La mossa, rivelata da fonti vicine alla famiglia Berlusconi, giunge mentre tutti i sondaggi certificano la crescita costante del movimento dell'ex parà della Folgore, ormai accreditato di un 5,3% che lo porta ad agganciare la Lega di Matteo Salvini, in caduta libera. Il Campo largo, secondo le rilevazioni, sarebbe in vantaggio, e un'alleanza con Vannacci rischierebbe di alienare definitivamente l'elettorato moderato.
La tensione italiana si inserisce in un quadro europeo sempre più frammentato. In Germania, l'ultimo sondaggio YouGov consegna un dato che gli analisti di Berlino definiscono «terremoto»: l'AfD sale al 29%, mentre l'Unione Cdu-Csu scende al 20%, un distacco di nove punti mai registrato prima. Friedrich Merz e Markus Söder sono sotto pressione, e il sorpasso della destra radicale sui conservatori tradizionali riecheggia le dinamiche italiane, dove Fratelli d'Italia resta primo partito ma con un leggero calo, e la Lega rischia il sorpasso da parte di una formazione personale costruita attorno a un generale controverso. A Bruxelles, si osserva con preoccupazione la tenuta dei partiti popolari, sempre più insidiati da destra da movimenti che mescolano sovranismo e personalismo.
Il fenomeno Vannacci è anche figlio di una macchina mediatica che, come nota un'analisi da Milano, ha trasformato un personaggio destinato alle nicchie in un interlocutore politico di prima grandezza. Massimo Cacciari, intervenendo a Otto e mezzo, ha tuonato contro la propaganda involontaria dei media, definendo Vannacci uno che «non conta un piffero» ma che viene gonfiato dal sistema. Eppure, il movimento cresce, attirando anche ex detrattori come il consigliere triestino Ugo Ricci, che in passato lo accusava di essere «creato a tavolino». Lo stesso Vannacci, in un'intervista, rivendica il ruolo di «vero leader che unisce, non divide», rifiutando etichette e tatticismi. Ma la sua ascesa sta già dividendo il centrodestra, con Forza Italia che minaccia il veto e la Lega che vede erodersi il proprio bacino settentrionale.
In questo scenario, l'ipotesi di una riforma elettorale in senso proporzionale assume un significato strategico. Per Marina Berlusconi, significherebbe liberare Forza Italia dall'abbraccio tossico con Vannacci, ma per Meloni comporterebbe il rischio di governi di coalizione post-elettorali più instabili. Intanto, da Tel Aviv giungono segnali di una simile personalizzazione della politica: i sondaggi israeliani mostrano il generale Eisenkot in forte ascesa con il suo nuovo partito, mentre l'ex premier Bennett arretra, a riprova che la figura del militare prestato alla politica esercita un fascino trasversale in democrazie sotto stress. L'Italia non è un'eccezione, ma un laboratorio di tendenze che attraversano l'Occidente.
La partita resta aperta. Se la legge elettorale non cambierà, il centrodestra dovrà decidere se includere o meno Futuro Nazionale nella coalizione, con il rischio di perdere pezzi moderati o di regalare voti all'astensione. Se invece si andrà verso un proporzionale puro, si aprirebbe una stagione di alleanze fluide, in cui Vannacci potrebbe diventare ago della bilancia. In entrambi i casi, l'ombra del generale si allunga sul governo Meloni e sulla tenuta dell'asse conservatore europeo, mentre i media continueranno a fare da cassa di risonanza, consapevoli o meno, di una parabola politica ancora tutta da scrivere.
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