
Colombia, esordio vincente ma sofferto: Díaz stende l'Uzbekistan di Cannavaro
La Colombia torna al Mondiale dopo otto anni e supera 3-1 l'esordiente Uzbekistan, guidato da Fabio Cannavaro, grazie a un gol e un assist di Luis Díaz, stella del Bayern Monaco, approfittando del pareggio tra Portogallo e RD Congo per balzare in testa al girone.
Il ritorno della Colombia sul palcoscenico mondiale dopo l'assenza del 2022 si è consumato in una notte di passione e sofferenza allo Stadio Azteca di Città del Messico, gremito da oltre ottantamila spettatori in larga maggioranza cafeteros. La vittoria per 3-1 sull'Uzbekistan, all'esordio assoluto nella fase finale di un Mondiale, consente alla squadra di Néstor Lorenzo di issarsi in vetta al Gruppo K, complice il sorprendente pareggio per 1-1 tra Portogallo e Repubblica Democratica del Congo maturato poche ore prima. Secondo gli osservatori sudamericani, il successo era un imperativo categorico per una generazione considerata tra le più talentuose nella storia del calcio colombiano, ma la partita ha rivelato anche le insidie di un torneo allargato a 48 squadre, dove le debuttanti non recitano più il ruolo di vittime sacrificali.
La cronaca dell'incontro ha avuto come protagonista assoluto Luis Díaz, l'attaccante del Bayern Monaco che ha prima colpito un palo, poi servito a Daniel Muñoz l'assist per il vantaggio al 40' con un passaggio filtrante di rara precisione, e infine riportato avanti i suoi al 65' dopo il momentaneo pareggio uzbeko. Proprio il gol di Abbosbek Fayzullaev al 60', il primo nella storia del suo Paese ai Mondiali, aveva gelato l'entusiasmo colombiano, premiando la caparbietà tattica della squadra allenata da Fabio Cannavaro. Gli analisti asiatici hanno accolto con orgoglio quella rete, simbolo di una presenza ormai matura del calcio centroasiatico sulla scena globale, mentre dall'Europa si sottolineava la regia dell'arbitro inglese Anthony Taylor in una serata in cui il VAR non è mai stato chiamato a intervenire. Il definitivo 3-1 porta la firma di Jaminton Campaz, subentrato nella ripresa e autore del terzo gol in pieno recupero, a suggellare una vittoria meritata ma più complicata del previsto.
L'incontro ha messo in luce anche il paradosso italiano di questa edizione del torneo. Cannavaro, capitano e simbolo del trionfo azzurro del 2006, ha disegnato un Uzbekistan ordinato, ispirato a un calcio di contenimento e ripartenze che per lunghi tratti ha imbrigliato la Colombia, rievocando lezioni di scuola difensiva italiana ormai dimenticate in patria. Per l'Italia, assente per la seconda volta consecutiva dalla fase finale, vedere un proprio eroe mondiale guidare una debuttante asiatica rappresenta un richiamo dolceamaro a un'eredità tattica che continua a emigrare. La stampa mediorientale ha elogiato la disciplina degli uomini di Cannavaro, mentre i media colombiani, pur celebrando il primato nel girone, hanno raccolto le parole autocritiche di Lorenzo, che ha ammesso: «Ci siamo intrattenuti troppo nel possesso palla, dobbiamo migliorare nella finalizzazione».
Guardando avanti, la Colombia affronterà la RD Congo il 23 giugno a Guadalajara con la concreta possibilità di ipotecare il passaggio ai sedicesimi di finale, traguardo che manca dal 2014. Il Gruppo K resta però incerto: il Portogallo, apparso opaco all'esordio, è chiamato a una reazione immediata, mentre l'Uzbekistan, nonostante la sconfitta, ha mostrato una solidità che potrebbe riservare sorprese contro gli stessi lusitani. In un Mondiale pensato per allargare i confini del calcio, la notte dell'Azteca ha confermato che la distanza tra le grandi tradizioni e le nuove frontiere si sta assottigliando, e che il talento individuale, incarnato da un Díaz in stato di grazia, resta la chiave per forzare i destini.
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La Colombia debutta con una vittoria convincente, spinta dai gol di Díaz e Muñoz e dalla regia di James Rodríguez. L'allenatore Lorenzo esulta ma con pragmatismo avverte che la squadra può ancora crescere. I cafeteros si prendono la vetta del gruppo, accendendo l'entusiasmo dei tifosi.
La Colombia ha trasformato l'Azteca in un fortino giallo, facendo sentire la propria marea di tifosi come a casa, impresa che il Messico non era riuscito a compiere. Dopo un momentaneo pareggio uzbeko che ha fatto tremare i cafeteros, la squadra ha ripreso il controllo e si è issata in vetta al girone, facendo esplodere il Coloso di Santa Úrsula.
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