
A Kansas City la Colombia sfida il Ghana e il suo passato: Queiroz contro la sua ex creatura
I Cafeteros, imbattuti e solidi, affrontano le Black Stars in un ottavo di finale che incrocia destini, stili e la figura del tecnico portoghese, già ct della Tricolor.
L’Arrowhead Stadium di Kansas City ospita l’ultimo atto dei sedicesimi di finale: Colombia e Ghana si contendono il pass per gli ottavi, dove attende la Svizzera. La partita, in programma nella notte italiana di sabato 4 luglio, mette di fronte due squadre approdate alla fase a eliminazione diretta con percorsi opposti, ma accomunate dalla consapevolezza che, nel calcio a eliminazione, ogni dettaglio può decidere la stagione.
La Colombia di Néstor Lorenzo arriva all’appuntamento forte di un girone chiuso al primo posto e senza sconfitte: sette punti, frutto delle vittorie su Uzbekistan e Repubblica Democratica del Congo e di uno 0-0 con il Portogallo in cui i sudamericani hanno prodotto più occasioni degli avversari. Secondo la stampa di Bogotá e Medellín, la Tricolor ha mostrato un’organizzazione difensiva quasi impermeabile e una pericolosità offensiva che ruota attorno alla qualità di James Rodríguez e all’esplosività di Luis Díaz, entrambi in grado di accendere la manovra in qualsiasi momento. Il Ghana, dal canto suo, è rientrato tra le migliori terze dopo un cammino altalenante nel Gruppo L: vittoria di misura su Panama, pareggio a sorpresa con l’Inghilterra e sconfitta per 2-1 contro la Croazia. I media africani sottolineano come le Black Stars abbiano costruito la qualificazione su una difesa solida – appena due reti incassate in tre gare – e su un’identità collettiva che il ct Carlos Queiroz ha saputo infondere in poche settimane di lavoro.
Proprio Queiroz rappresenta il filo rosso emotivo e tattico della sfida. Il portoghese, alla quinta Coppa del Mondo consecutiva da allenatore, ha guidato la Colombia tra 2019 e 2020, prima di lasciare l’incarico dopo pesanti sconfitte nelle qualificazioni sudamericane. Oggi, alla guida del Ghana, ha parlato di «coraggio, carattere e concentrazione per tutti i novanta minuti», ricordando come in partite del genere contino «un salto in più, uno scatto in più, un passaggio migliore». Il capitano Jordan Ayew ha rivendicato il dovere di «rendere orgogliosa l’Africa», mentre dall’altra parte Jhon Córdoba ha rivelato che la Colombia si è preparata anche ai calci di rigore, consapevole che nulla può essere lasciato al caso.
Sul piano delle formazioni, Lorenzo ha confermato l’undici tipo: Camilo Vargas tra i pali, difesa a quattro con Muñoz, Sánchez, Lucumí e Mojica, mediana affidata a Lerma e Puerta, con Arias, James e Díaz a supporto di Córdoba. Queiroz ha invece operato quattro cambi rispetto all’ultima uscita, riportando in porta Ati-Zigi, inserendo Opoku al centro della difesa, Yirenkyi a centrocampo e Williams in attacco accanto a Semenyo e Ayew. La scelta del portiere era stata tenuta nascosta fino all’ultimo, con il tecnico che si era rifiutato di annunciarla davanti alla stampa colombiana.
L’incontro non assegna solo un posto negli ottavi, ma ridefinisce gli equilibri di un torneo che ha già visto nove squadre africane superare la fase a gironi. Per il Ghana, tornare tra le prime sedici dopo l’epica cavalcata del 2010 significherebbe consolidare un percorso di crescita; per la Colombia, eguagliare i risultati di Italia ’90 e Russia 2018 rappresenterebbe la conferma di una solidità che, secondo gli analisti sudamericani, può puntare a superare i quarti di finale raggiunti in Brasile nel 2014. Chi vince, troverà la Svizzera.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il tecnico della Colombia Lorenzo ha scelto una rosa di giocatori esperti, puntando su combattenti provati per superare il Ghana nei 32esimi di finale. La stampa latinoamericana sottolinea l'affidabilità di questi veterani, suggerendo che la loro esperienza nei tornei sarà decisiva per avanzare. La narrazione enfatizza continuità e fiducia nei vecchi leoni.
Il tecnico del Ghana Queiroz ha convocato una rosa di giocatori esperti, affidandosi a guerrieri provati in battaglia per sconfiggere la Colombia. La stampa africana presenta questa come una mossa strategica, valorizzando la compostezza e il know-how dei veterani. La cornice sottolinea l'importanza della forza mentale e della conoscenza del torneo.
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