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Wimbledon, l’Argentina sprofonda sull’erba: nove uomini fuori al primo turno, come nel 2010

La sconfitta in rimonta di Mariano Navone contro Flavio Cobolli completa un’ecatombe che riporta il tennis albiceleste a un’assenza dalla seconda settimana che mancava da sedici anni.

L’ultimo colpo di racchetta argentino sull’erba dell’All England Club è stato un rovescio in rete di Mariano Navone, che ha consegnato a Flavio Cobolli il tie-break del quarto set e la vittoria in rimonta per 1-6, 7-6(5), 6-3, 7-6(8). Un match sospeso per oscurità sul 2-1 per l’azzurro e ripreso il giorno seguente, in cui il romano – numero dieci del ranking e reduce dalla finale del Roland Garros – ha saputo ribaltare un avvio shock, cancellando con il servizio e la tenuta mentale il dominio iniziale dell’argentino. «Dopo aver perso il primo set e subito il break nel secondo, ho fatto molto bene», ha dichiarato Cobolli, che ora affronterà l’australiano James Duckworth.

Con questa sconfitta si è consumato un record negativo che il tennis argentino non registrava dall’edizione del 2010: tutti e nove i singolaristi maschili presenti nel tabellone principale – la delegazione più numerosa dal 2009 – sono stati eliminati al primo turno. La superficie in erba, con il suo rimbalzo basso e la velocità che penalizza i fondisti cresciuti sulla terra battuta, si è rivelata una barriera insormontabile. La delusione più cocente, nell’ottica sudamericana, è stata quella di Francisco Cerúndolo, fresco trionfatore al Queen’s e subito spentosi contro lo spagnolo Jaume Munar; accanto a lui, Tomás Etcheverry, Sebastián Báez e gli altri hanno ceduto senza riuscire a strappare nemmeno un set decisivo.

In campo femminile, il percorso si è interrotto al secondo turno con Solana Sierra, capace di vincere all’esordio ma poi arresasi a Coco Gauff in una partita di altissima tensione: 6-3, 3-6, 7-6(7) dopo aver condotto 7-4 nel tie-break decisivo e aver mancato due punti match. La statunitense, settima testa di serie, ha evitato l’eliminazione precoce che già l’aveva colpita in passato sull’erba londinese, aggrappandosi a un servizio efficace e a una volée di rovescio che, sul 7-7, ha ribaltato l’inerzia. «Solana ha giocato un grande match, sono stata spesso in difesa», ha ammesso Gauff, il cui rendimento sull’erba resta il meno brillante tra gli Slam.

Per l’Italia, l’avanzamento di Cobolli conferma la solidità di una scuola che sull’erba sa adattarsi con minore traumaticità rispetto ai pari età sudamericani. La prospettiva europea legge la debâcle argentina come l’ennesima conferma di una specializzazione di superficie che, nella breve stagione su prato, diventa un handicap strutturale. Il paragone con la finale raggiunta da David Nalbandian nel 2002 – un’eccezione che oggi appare lontanissima – alimenta il dibattito sulla necessità di un cambio di preparazione.

Il torneo prosegue senza rappresentanti albicelesti in singolare, mentre nel doppio le residue speranze sono appese ai match ancora in programma. L’attenzione si sposta ora sugli scontri di cartello come Tsitsipas-Djokovic e sul cammino di Sinner, già approdato al secondo turno, in un’edizione che per il tennis argentino si è trasformata in una pagina da archiviare in fretta.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa latinoamericana
IndignazioneScetticismoVittimismo

La campagna argentina a Wimbledon si è conclusa con un fallimento collettivo storico: tutti e nove i tennisti maschi eliminati al primo turno per la prima volta dal 2010. L'erba si è rivelata ancora una barriera insormontabile, mettendo a nudo un cronico problema di adattamento. Le sconfitte di Mariano Navone e Solana Sierra hanno sigillato un record negativo che solleva interrogativi urgenti sul futuro del tennis argentino su questa superficie.

Stampa europea continentale/ Mediterranea
TrionfoPragmatismo

Flavio Cobolli ha superato un avvio lento per battere Mariano Navone in quattro set e accedere al secondo turno di Wimbledon. L'italiano, testa di serie numero nove, ha mostrato resilienza dopo la sospensione notturna del match, chiudendo una vittoria combattuta al tiebreak. Ora affronta l'australiano James Duckworth, con fiducia per un percorso profondo sull'erba.

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mercoledì 1 luglio 2026

Wimbledon, l’Argentina sprofonda sull’erba: nove uomini fuori al primo turno, come nel 2010

La sconfitta in rimonta di Mariano Navone contro Flavio Cobolli completa un’ecatombe che riporta il tennis albiceleste a un’assenza dalla seconda settimana che mancava da sedici anni.

L’ultimo colpo di racchetta argentino sull’erba dell’All England Club è stato un rovescio in rete di Mariano Navone, che ha consegnato a Flavio Cobolli il tie-break del quarto set e la vittoria in rimonta per 1-6, 7-6(5), 6-3, 7-6(8). Un match sospeso per oscurità sul 2-1 per l’azzurro e ripreso il giorno seguente, in cui il romano – numero dieci del ranking e reduce dalla finale del Roland Garros – ha saputo ribaltare un avvio shock, cancellando con il servizio e la tenuta mentale il dominio iniziale dell’argentino. «Dopo aver perso il primo set e subito il break nel secondo, ho fatto molto bene», ha dichiarato Cobolli, che ora affronterà l’australiano James Duckworth.

Con questa sconfitta si è consumato un record negativo che il tennis argentino non registrava dall’edizione del 2010: tutti e nove i singolaristi maschili presenti nel tabellone principale – la delegazione più numerosa dal 2009 – sono stati eliminati al primo turno. La superficie in erba, con il suo rimbalzo basso e la velocità che penalizza i fondisti cresciuti sulla terra battuta, si è rivelata una barriera insormontabile. La delusione più cocente, nell’ottica sudamericana, è stata quella di Francisco Cerúndolo, fresco trionfatore al Queen’s e subito spentosi contro lo spagnolo Jaume Munar; accanto a lui, Tomás Etcheverry, Sebastián Báez e gli altri hanno ceduto senza riuscire a strappare nemmeno un set decisivo.

In campo femminile, il percorso si è interrotto al secondo turno con Solana Sierra, capace di vincere all’esordio ma poi arresasi a Coco Gauff in una partita di altissima tensione: 6-3, 3-6, 7-6(7) dopo aver condotto 7-4 nel tie-break decisivo e aver mancato due punti match. La statunitense, settima testa di serie, ha evitato l’eliminazione precoce che già l’aveva colpita in passato sull’erba londinese, aggrappandosi a un servizio efficace e a una volée di rovescio che, sul 7-7, ha ribaltato l’inerzia. «Solana ha giocato un grande match, sono stata spesso in difesa», ha ammesso Gauff, il cui rendimento sull’erba resta il meno brillante tra gli Slam.

Per l’Italia, l’avanzamento di Cobolli conferma la solidità di una scuola che sull’erba sa adattarsi con minore traumaticità rispetto ai pari età sudamericani. La prospettiva europea legge la debâcle argentina come l’ennesima conferma di una specializzazione di superficie che, nella breve stagione su prato, diventa un handicap strutturale. Il paragone con la finale raggiunta da David Nalbandian nel 2002 – un’eccezione che oggi appare lontanissima – alimenta il dibattito sulla necessità di un cambio di preparazione.

Il torneo prosegue senza rappresentanti albicelesti in singolare, mentre nel doppio le residue speranze sono appese ai match ancora in programma. L’attenzione si sposta ora sugli scontri di cartello come Tsitsipas-Djokovic e sul cammino di Sinner, già approdato al secondo turno, in un’edizione che per il tennis argentino si è trasformata in una pagina da archiviare in fretta.

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La campagna argentina a Wimbledon si è conclusa con un fallimento collettivo storico: tutti e nove i tennisti maschi eliminati al primo turno per la prima volta dal 2010. L'erba si è rivelata ancora una barriera insormontabile, mettendo a nudo un cronico problema di adattamento. Le sconfitte di Mariano Navone e Solana Sierra hanno sigillato un record negativo che solleva interrogativi urgenti sul futuro del tennis argentino su questa superficie.

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Flavio Cobolli ha superato un avvio lento per battere Mariano Navone in quattro set e accedere al secondo turno di Wimbledon. L'italiano, testa di serie numero nove, ha mostrato resilienza dopo la sospensione notturna del match, chiudendo una vittoria combattuta al tiebreak. Ora affronta l'australiano James Duckworth, con fiducia per un percorso profondo sull'erba.

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