
Villa Certosa passa al Qatar per 350 milioni: fine di un’era, affare per gli al Thani
L’ex residenza estiva di Silvio Berlusconi, tra vertici internazionali e scandali, è stata ceduta all’ex premier qatariota Hamad bin Jassim, consolidando la presenza della dinastia nel lusso italiano.
La vendita di Villa Certosa per 350 milioni di euro all’ex primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Hamad bin Jassim bin Jabr Al Thani, segna la più rilevante transazione immobiliare residenziale mai registrata in Italia su un singolo bene. L’operazione, condotta attraverso una società di investimento lussemburghese, chiude un negoziato in cui gli eredi Berlusconi avevano inizialmente puntato a mezzo miliardo. L’acquisto, definito “a prezzo d’occasione” da alcuni osservatori tedeschi, consolida un interesse strategico del Golfo per gli asset simbolo del lusso e della storia italiana.
Il complesso di 4.500 metri quadrati su 120 ettari a Porto Rotondo, con sette piscine, un anfiteatro e un vulcano artificiale, fu per quasi tre decenni il palcoscenico informale del potere berlusconiano. Ospitò capi di Stato come George W. Bush, Tony Blair e Vladimir Putin – a cui, secondo cronache russe e italiane, il vulcano avrebbe una volta bruciato l’orlo dei pantaloni – e fu classificato nel 2004 come “sede alternativa di massima sicurezza” per il presidente del Consiglio, consentendo l’apposizione del segreto di Stato su indagini per abusi edilizi. Le famigerate feste “bunga bunga”, al centro di procedimenti giudiziari per favoreggiamento della prostituzione minorile, ne hanno fatto un luogo di cronaca globale, ma la villa fu anche sede di vertici politici e di calciomercato, dove si discusse l’arrivo di campioni come Kaká e Nesta.
L’acquirente non è un volto nuovo in Sardegna. La dinastia Al Thani, che regna sul Qatar da oltre centocinquant’anni, possiede già sulla Costa Smeralda gli hotel Cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo, rilevati nel 2012, e l’ospedale Mater Olbia in partnership con la Fondazione Gemelli. Attraverso la Qatar Investment Authority, il fondo sovrano che gestisce proventi da petrolio e gas per circa 450 miliardi di dollari, il Qatar controlla inoltre l’intera area di Milano Porta Nuova – inclusi i grattacieli Bosco Verticale e Unicredit –, la maison Valentino, e una catena di alberghi di extra-lusso come l’Excelsior Gallia a Milano e il Gritti Palace a Venezia. Secondo analisti finanziari del Golfo, l’operazione su Villa Certosa rientra in una strategia di diversificazione che punta a beni iconici con rendite stabili e visibilità internazionale.
Per l’Italia, la cessione rappresenta la fine di un’epoca politica e mediatica, mentre per il mercato immobiliare di pregio conferma l’attrattività di residenze cariche di storia, anche quando gravate da memorie controverse. La successione Berlusconi, che ha già previsto lasciti di 100 milioni ciascuno all’ex compagna Marta Fascina e al fratello Paolo, trova con questa vendita un assetto definitivo. Resta da attendere la conferma ufficiale del prezzo e l’eventuale inserimento della villa nel circuito turistico o diplomatico qatariota, in un momento in cui Doha continua a tessere una fitta rete di influenza economica e culturale nel Mediterraneo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La vendita di Villa Certosa a uno sceicco qatariota per 350 milioni, considerata un affare, chiude un'epoca di feste scandalose e vertici politici. La residenza, tristemente nota per le serate 'bunga bunga', passa ora a un investitore del Golfo, segnando la fine di un'era fatta di eccessi e incontri con leader mondiali.
La villa sarda dell'ex premier Berlusconi è stata venduta alla famiglia reale del Qatar per 350 milioni di euro, in una delle più grandi transazioni immobiliari private. L'accordo è stato concluso circa un anno dopo che gli eredi l'avevano messa sul mercato.
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