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Geopolitica e Politicagiovedì 18 giugno 2026

Vance dà il via ai 60 giorni con l’Iran: Israele avvertito, Beirut sotto i riflettori

Il vicepresidente americano annuncia l’avvio del negoziato, difende l’intesa da critiche israeliane e repubblicane, e mette in guardia sugli attacchi a civili in Libano.

Con una conferenza alla Casa Bianca, il vicepresidente JD Vance ha ufficialmente aperto la fase negoziale di sessanta giorni prevista dal memorandum d’intesa firmato da Donald Trump e dai leader iraniani. Il documento, ratificato con qualche ora di ritardo a causa del fuso orario, entra in vigore oggi, ha dichiarato Vance, precisando che Washington ha già cominciato ad applicare la propria parte degli impegni. «È il momento di verificare se Teheran è disposta a negoziare in buona fede», ha aggiunto, respingendo le critiche interne ed esterne all’accordo.

Il memorandum provvisorio fissa paletti immediati: l’Iran si impegna a non acquisire né sviluppare armi nucleari e a ritirare l’uranio arricchito sotto supervisione internazionale, mentre gli Stati Uniti avviano un percorso di revoca delle sanzioni. Restano in sospeso i nodi più spinosi, a cominciare dalla governance dello Stretto di Hormuz, via d’acqua cruciale per il transito petrolifero globale che Teheran aveva di fatto chiuso durante le ostilità. Su questo punto, Vance ha ribadito la posizione americana: lo Stretto deve rimanere libero da pedaggi e minacce, ma i dettagli saranno definiti solo nei colloqui finali.

La mossa di Washington ha immediatamente sollevato le obiezioni di Israele, che considera l’intesa troppo morbida verso Teheran. Vance ha risposto direttamente, affermando che le preoccupazioni israeliane si basano su una «lettura eccessiva» del testo e che la sicurezza non può essere garantita soltanto con la forza militare. In un passaggio dal forte impatto simbolico, il vicepresidente ha inoltre dichiarato «inaccettabili» gli attacchi su Beirut che provocano vittime civili, inserendo il Libano al centro della pressione diplomatica americana per una de-escalation regionale. Secondo fonti vicine all’amministrazione, l’obiettivo è spingere Israele a rispettare il processo di pace, evitando azioni unilaterali che possano sabotare il fragile negoziato con l’Iran.

L’iniziativa non è esente da tensioni interne: esponenti del Partito Repubblicano hanno messo in dubbio l’efficacia del memorandum, ma Vance e Trump hanno difeso compatti la scelta strategica. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, la posta in gioco è altissima. La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è vitale per la sicurezza energetica del continente, che dipende in larga misura dal petrolio e dal gas liquefatto in transito da quel corridoio. Un’eventuale stabilizzazione del quadro iraniano, con la revoca delle sanzioni, potrebbe inoltre riaprire canali commerciali e di investimento per le imprese italiane, storicamente attive nel mercato persiano.

I prossimi sessanta giorni saranno dunque un banco di prova per la buona fede iraniana, ma anche per la capacità dell’amministrazione Trump di tenere insieme alleati riluttanti e critici interni. Il Libano, stretto tra l’influenza di Hezbollah e la pressione militare israeliana, rischia di diventare il termometro della tenuta dell’accordo. Se il negoziato reggerà, si potrebbe aprire una fase di distensione in Medio Oriente; se fallirà, lo spettro di una nuova escalation, nucleare e convenzionale, tornerà a incombere su un quadrante già instabile.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

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Stampa atlantica / anglosferaStampa arabo levante-Maghreb
Stampa atlantica / anglosfera
distacco

Il periodo di 60 giorni previsto dal memorandum USA-Iran è ufficialmente iniziato, secondo il vicepresidente Vance. L'amministrazione ha ribadito che lo Stretto di Hormuz deve restare libero da pedaggi per le spedizioni di petrolio e gas.

Stampa arabo levante-Maghreb
scetticismo

Vance ha respinto le obiezioni israeliane, liquidandole come una lettura eccessiva dell'accordo. Ha confermato l'inizio del periodo di 60 giorni e ha fatto capire che Washington vuole far progredire il compromesso, comprese le sue implicazioni regionali, senza imporre sanzioni a Israele.

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giovedì 18 giugno 2026

Vance dà il via ai 60 giorni con l’Iran: Israele avvertito, Beirut sotto i riflettori

Il vicepresidente americano annuncia l’avvio del negoziato, difende l’intesa da critiche israeliane e repubblicane, e mette in guardia sugli attacchi a civili in Libano.

Con una conferenza alla Casa Bianca, il vicepresidente JD Vance ha ufficialmente aperto la fase negoziale di sessanta giorni prevista dal memorandum d’intesa firmato da Donald Trump e dai leader iraniani. Il documento, ratificato con qualche ora di ritardo a causa del fuso orario, entra in vigore oggi, ha dichiarato Vance, precisando che Washington ha già cominciato ad applicare la propria parte degli impegni. «È il momento di verificare se Teheran è disposta a negoziare in buona fede», ha aggiunto, respingendo le critiche interne ed esterne all’accordo.

Il memorandum provvisorio fissa paletti immediati: l’Iran si impegna a non acquisire né sviluppare armi nucleari e a ritirare l’uranio arricchito sotto supervisione internazionale, mentre gli Stati Uniti avviano un percorso di revoca delle sanzioni. Restano in sospeso i nodi più spinosi, a cominciare dalla governance dello Stretto di Hormuz, via d’acqua cruciale per il transito petrolifero globale che Teheran aveva di fatto chiuso durante le ostilità. Su questo punto, Vance ha ribadito la posizione americana: lo Stretto deve rimanere libero da pedaggi e minacce, ma i dettagli saranno definiti solo nei colloqui finali.

La mossa di Washington ha immediatamente sollevato le obiezioni di Israele, che considera l’intesa troppo morbida verso Teheran. Vance ha risposto direttamente, affermando che le preoccupazioni israeliane si basano su una «lettura eccessiva» del testo e che la sicurezza non può essere garantita soltanto con la forza militare. In un passaggio dal forte impatto simbolico, il vicepresidente ha inoltre dichiarato «inaccettabili» gli attacchi su Beirut che provocano vittime civili, inserendo il Libano al centro della pressione diplomatica americana per una de-escalation regionale. Secondo fonti vicine all’amministrazione, l’obiettivo è spingere Israele a rispettare il processo di pace, evitando azioni unilaterali che possano sabotare il fragile negoziato con l’Iran.

L’iniziativa non è esente da tensioni interne: esponenti del Partito Repubblicano hanno messo in dubbio l’efficacia del memorandum, ma Vance e Trump hanno difeso compatti la scelta strategica. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, la posta in gioco è altissima. La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è vitale per la sicurezza energetica del continente, che dipende in larga misura dal petrolio e dal gas liquefatto in transito da quel corridoio. Un’eventuale stabilizzazione del quadro iraniano, con la revoca delle sanzioni, potrebbe inoltre riaprire canali commerciali e di investimento per le imprese italiane, storicamente attive nel mercato persiano.

I prossimi sessanta giorni saranno dunque un banco di prova per la buona fede iraniana, ma anche per la capacità dell’amministrazione Trump di tenere insieme alleati riluttanti e critici interni. Il Libano, stretto tra l’influenza di Hezbollah e la pressione militare israeliana, rischia di diventare il termometro della tenuta dell’accordo. Se il negoziato reggerà, si potrebbe aprire una fase di distensione in Medio Oriente; se fallirà, lo spettro di una nuova escalation, nucleare e convenzionale, tornerà a incombere su un quadrante già instabile.

Divergenza delle fonti

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

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Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa atlantica / anglosferaStampa arabo levante-Maghreb
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distacco

Il periodo di 60 giorni previsto dal memorandum USA-Iran è ufficialmente iniziato, secondo il vicepresidente Vance. L'amministrazione ha ribadito che lo Stretto di Hormuz deve restare libero da pedaggi per le spedizioni di petrolio e gas.

Stampa arabo levante-Maghreb
scetticismo

Vance ha respinto le obiezioni israeliane, liquidandole come una lettura eccessiva dell'accordo. Ha confermato l'inizio del periodo di 60 giorni e ha fatto capire che Washington vuole far progredire il compromesso, comprese le sue implicazioni regionali, senza imporre sanzioni a Israele.

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