
Uruguay, il naufragio senza vittorie: volo cancellato e l’era Bielsa già finita
Eliminata con due punti nel girone, la Celeste torna a casa in ordine sparso dopo la decisione della federazione di revocare il charter, mentre il contratto del tecnico argentino si conclude tra tensioni interne e scuse pubbliche.
La sconfitta per 1-0 contro la Spagna, maturata su un errore del portiere Fernando Muslera che ha spianato la strada al gol di Álex Baena, ha sancito l’uscita di scena dell’Uruguay dalla Coppa del Mondo 2026 già al termine della fase a gironi. La Celeste, bicampione del mondo, lascia il torneo senza aver mai vinto una partita: due pareggi contro Arabia Saudita e la debuttante Capo Verde, e una sconfitta decisiva che l’ha inchiodata al terzo posto del Gruppo H con appena due punti. In un Mondiale allargato a 48 squadre, dove 32 approdano alla fase a eliminazione diretta, l’Uruguay è l’unica rappresentante della Conmebol a non superare il primo ostacolo, un esito che la stampa sudamericana descrive come una delle più cocenti delusioni del torneo.
L’eliminazione ha avuto ripercussioni immediate e profonde. Secondo quanto riportato da fonti uruguaiane, la Asociación Uruguaya de Fútbol (AUF) ha cancellato il volo charter che avrebbe riportato l’intera delegazione a Montevideo, disponendo che ciascuno dei 26 giocatori rientri individualmente con voli commerciali. La decisione, maturata nelle ore immediatamente successive alla partita, riflette l’impatto emotivo e istituzionale del fallimento. Alcuni calciatori raggiungeranno direttamente i club di appartenenza per la preparazione precampionato, altri faranno tappa in patria prima di riprendere l’attività professionale. La misura è stata interpretata dagli osservatori locali come il segnale di una frattura ormai insanabile all’interno del gruppo.
Sul piano tecnico, la campagna uruguaiana ha messo a nudo un logoramento che va oltre i risultati. Il ciclo di Marcelo Bielsa, iniziato con l’obiettivo di restituire protagonismo internazionale alla Celeste, si chiude con un bilancio di zero vittorie e forti tensioni interne. Nei giorni precedenti la sfida con la Spagna, secondo la stampa di Montevideo, alcuni leader dello spogliatoio – tra cui Federico Valverde, Rodrigo Bentancur e Manuel Ugarte – avevano incontrato il tecnico per esprimere preoccupazioni sull’intensità dei carichi di lavoro e sulla gestione tattica. Lo stesso Bielsa, in conferenza stampa, ha dichiarato: «Abbiamo giocato per ottenere sette punti e ne abbiamo fatti due. Qui è descritto il risultato della mia gestione», aggiungendo che il suo passaggio «non ha lasciato nulla». Il contratto dell’allenatore argentino era legato alla partecipazione al Mondiale e, con l’eliminazione, il suo mandato è da considerarsi concluso.
La partita con la Spagna ha anche evidenziato scelte che hanno alimentato il dibattito. Bielsa ha lasciato in panchina per l’intero torneo giocatori come Giorgian de Arrascaeta, Emiliano Martínez e Joaquín Piquerez, quest’ultimo mai impiegato nonostante la disponibilità fisica. Arrascaeta, recuperato da un infortunio al polpaccio proprio in coincidenza con l’ultima gara del girone, non è stato schierato neppure nei minuti finali. Muslera, sostituito all’intervallo, ha poi chiesto pubblicamente scusa: «Non ho mai sofferto così per il calcio. Chiedo perdono alla squadra e a tutto il popolo uruguaiano, anche se non basta».
Mentre l’Uruguay avvia una profonda riflessione sul futuro della propria nazionale, il Gruppo H ha visto passare la Spagna e, a sorpresa, Capo Verde, che con tre pareggi ha conquistato il secondo posto e affronterà l’Argentina nei sedicesimi di finale. Per la Celeste, invece, si tratta della seconda eliminazione consecutiva al primo turno, un dato che aggrava la percezione di un progetto tecnico ormai esaurito e di una ricostruzione non più rinviabile.
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L'eliminazione dell'Uruguay senza vittorie è un duro colpo per il calcio latinoamericano. Il charter cancellato e la fine dell'era Bielsa sono visti come sintomi di problemi strutturali più profondi. La regione piange una generazione perduta e si interroga sul futuro del proprio modello calcistico.
La campagna del Mondiale senza vittorie dell'Uruguay è una normale notizia sportiva. Il charter cancellato e la partenza di Bielsa vengono annotati senza drammi. L'evento è trattato come una nota a margine del torneo globale.
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