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Geopolitica e Politicavenerdì 19 giugno 2026

Unanimità sull’Ucraina al vertice Ue, sanzioni estese per la prima volta a un anno

I Ventisette approvano conclusioni comuni dopo oltre diciotto mesi di veti ungheresi, mentre il tentativo di dialogo di Costa con Mosca irrita Berlino e Parigi.

Il Consiglio europeo ha adottato all’unanimità le conclusioni sull’Ucraina per la prima volta dal dicembre 2024, segnando la fine di un blocco politico che per oltre un anno e mezzo aveva impedito a Bruxelles di parlare con una sola voce sul conflitto. Nella stessa sessione i leader hanno deciso di estendere le sanzioni economiche contro la Russia per dodici mesi, abbandonando il rinnovo semestrale che Budapest e Bratislava avevano finora imposto. La svolta è resa possibile dalla sconfitta elettorale di Viktor Orbán e dall’arrivo al governo ungherese di Péter Magyar, giudicato dagli osservatori di Bruxelles assai più europeista e disponibile a ricucire i rapporti con i partner comunitari.

L’inedita compattezza è stata tuttavia incrinata dall’irritazione suscitata dall’iniziativa diplomatica del presidente del Consiglio europeo António Costa. Secondo fonti diplomatiche tedesche, il cancelliere Friedrich Merz ha parlato in riunione di un «affronto», chiarendo che Costa rappresenta l’Unione ma non può agire da mediatore autonomo. Anche il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe espresso malumore per contatti con il Cremlino avviati senza previo coordinamento. Costa ha difeso la mossa spiegando di aver incaricato il proprio ufficio di aprire un canale diplomatico – due telefonate del capo di gabinetto, senza scambio di contenuti né negoziati – per «essere pronti, quando il momento sarà giusto, a difendere gli interessi dell’Ue». Una parte dei capi di Stato e di governo, riferiscono fonti comunitarie, ha invece riconosciuto che il presidente del Consiglio agisce come «rappresentante naturale degli interessi dell’Unione» secondo i trattati.

Da Mosca la reazione è stata di chiusura. In un articolo pubblicato dal ministero degli Esteri, Sergej Lavrov ha escluso che l’Ue possa essere un interlocutore credibile per negoziati di pace, accusando i leader europei di voler soltanto «salvare il governo Zelensky» e mantenere l’Ucraina come piattaforma di confronto con la Russia. Lavrov ha inoltre evocato il rischio di «scambi di colpi nucleari» in caso di scontro diretto tra Russia e Nato. Sul fronte interno, il vertice ha inserito nelle conclusioni un passaggio che subordina la normalizzazione della partecipazione russa a eventi sportivi e culturali internazionali al raggiungimento di una pace giusta e duratura – formula condivisa da tutti i Ventisette, Italia compresa, e maturata anche sullo sfondo del dibattito intorno al padiglione russo alla Biennale di Venezia.

L’accelerazione sul dossier ucraino si inserisce in un quadro più ampio di sostegno europeo: sono già stati avviati i negoziati formali di adesione di Kiev e approvato un prestito da 90 miliardi di euro. Restano tuttavia nodi politici. La Bulgaria, che aveva minacciato di porre il veto sul ventunesimo pacchetto di sanzioni se il patriarca Kirill non fosse stato escluso dalla lista nera, ha visto il premier Radev incontrare Zelensky a margine del vertice per discutere cooperazione bilaterale e sicurezza energetica. Il prossimo banco di prova sarà l’adozione formale del nuovo pacchetto sanzionatorio, che secondo le anticipazioni includerà circa 90 banche russe e un possibile divieto di ingresso nell’Unione per tutti i cittadini russi che hanno prestato servizio militare dopo il 24 febbraio 2022.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa russa e CSI
Stampa europea continentale/ DACH+
PragmatismoScetticismo

Dopo diciotto mesi i Ventisette hanno adottato all'unanimità le conclusioni sull'Ucraina e hanno esteso le sanzioni settoriali contro la Russia a un anno intero, superando il rinnovo semestrale. Il vertice è stato però segnato dall'irritazione per l'iniziativa non concordata del presidente del Consiglio Costa verso Mosca, definita un affronto dal cancelliere tedesco e da altri leader.

Stampa russa e CSI/ Statale
IroniaScetticismo

La decisione dell'UE di allungare le sanzioni a un anno è solo un gioco che si sono inventati; in Russia non interessa a nessuno. Possono mettere tutti i loro pacchetti di sanzioni in un museo. Cambiare la durata non porterà alcun risultato.

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venerdì 19 giugno 2026

Unanimità sull’Ucraina al vertice Ue, sanzioni estese per la prima volta a un anno

I Ventisette approvano conclusioni comuni dopo oltre diciotto mesi di veti ungheresi, mentre il tentativo di dialogo di Costa con Mosca irrita Berlino e Parigi.

Il Consiglio europeo ha adottato all’unanimità le conclusioni sull’Ucraina per la prima volta dal dicembre 2024, segnando la fine di un blocco politico che per oltre un anno e mezzo aveva impedito a Bruxelles di parlare con una sola voce sul conflitto. Nella stessa sessione i leader hanno deciso di estendere le sanzioni economiche contro la Russia per dodici mesi, abbandonando il rinnovo semestrale che Budapest e Bratislava avevano finora imposto. La svolta è resa possibile dalla sconfitta elettorale di Viktor Orbán e dall’arrivo al governo ungherese di Péter Magyar, giudicato dagli osservatori di Bruxelles assai più europeista e disponibile a ricucire i rapporti con i partner comunitari.

L’inedita compattezza è stata tuttavia incrinata dall’irritazione suscitata dall’iniziativa diplomatica del presidente del Consiglio europeo António Costa. Secondo fonti diplomatiche tedesche, il cancelliere Friedrich Merz ha parlato in riunione di un «affronto», chiarendo che Costa rappresenta l’Unione ma non può agire da mediatore autonomo. Anche il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe espresso malumore per contatti con il Cremlino avviati senza previo coordinamento. Costa ha difeso la mossa spiegando di aver incaricato il proprio ufficio di aprire un canale diplomatico – due telefonate del capo di gabinetto, senza scambio di contenuti né negoziati – per «essere pronti, quando il momento sarà giusto, a difendere gli interessi dell’Ue». Una parte dei capi di Stato e di governo, riferiscono fonti comunitarie, ha invece riconosciuto che il presidente del Consiglio agisce come «rappresentante naturale degli interessi dell’Unione» secondo i trattati.

Da Mosca la reazione è stata di chiusura. In un articolo pubblicato dal ministero degli Esteri, Sergej Lavrov ha escluso che l’Ue possa essere un interlocutore credibile per negoziati di pace, accusando i leader europei di voler soltanto «salvare il governo Zelensky» e mantenere l’Ucraina come piattaforma di confronto con la Russia. Lavrov ha inoltre evocato il rischio di «scambi di colpi nucleari» in caso di scontro diretto tra Russia e Nato. Sul fronte interno, il vertice ha inserito nelle conclusioni un passaggio che subordina la normalizzazione della partecipazione russa a eventi sportivi e culturali internazionali al raggiungimento di una pace giusta e duratura – formula condivisa da tutti i Ventisette, Italia compresa, e maturata anche sullo sfondo del dibattito intorno al padiglione russo alla Biennale di Venezia.

L’accelerazione sul dossier ucraino si inserisce in un quadro più ampio di sostegno europeo: sono già stati avviati i negoziati formali di adesione di Kiev e approvato un prestito da 90 miliardi di euro. Restano tuttavia nodi politici. La Bulgaria, che aveva minacciato di porre il veto sul ventunesimo pacchetto di sanzioni se il patriarca Kirill non fosse stato escluso dalla lista nera, ha visto il premier Radev incontrare Zelensky a margine del vertice per discutere cooperazione bilaterale e sicurezza energetica. Il prossimo banco di prova sarà l’adozione formale del nuovo pacchetto sanzionatorio, che secondo le anticipazioni includerà circa 90 banche russe e un possibile divieto di ingresso nell’Unione per tutti i cittadini russi che hanno prestato servizio militare dopo il 24 febbraio 2022.

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Stampa europea continentale/ DACH+
PragmatismoScetticismo

Dopo diciotto mesi i Ventisette hanno adottato all'unanimità le conclusioni sull'Ucraina e hanno esteso le sanzioni settoriali contro la Russia a un anno intero, superando il rinnovo semestrale. Il vertice è stato però segnato dall'irritazione per l'iniziativa non concordata del presidente del Consiglio Costa verso Mosca, definita un affronto dal cancelliere tedesco e da altri leader.

Stampa russa e CSI/ Statale
IroniaScetticismo

La decisione dell'UE di allungare le sanzioni a un anno è solo un gioco che si sono inventati; in Russia non interessa a nessuno. Possono mettere tutti i loro pacchetti di sanzioni in un museo. Cambiare la durata non porterà alcun risultato.

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