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Media e Intrattenimentovenerdì 10 luglio 2026

Una lingua di fuoco su Londra, e gli Stones tornano a mordere il presente

Con 'Foreign Tongues' la band degli ottantenni Jagger, Richards e Wood incide in pochi giorni un album di blues ruvido, ospiti illustri e sferzate ai nuovi poteri, mentre già si parla di tour.

Una lingua gigantesca, rossa e carnosa, si stagliava l'altra notte nel cielo di Londra, sospesa come un'icona pop sopra i tetti della città. Non era un'allucinazione collettiva, ma il gonfiabile con cui i Rolling Stones hanno annunciato l'uscita di Foreign Tongues, il loro venticinquesimo album in studio. Poche ore dopo, le prime note di Rough and Twisted rimbalzavano dagli altoparlanti di tutto il mondo: un riff blues graffiato, la voce di Mick Jagger – ottantadue anni, ancora uno sfrontato miagolio – e la trama di chitarre di Keith Richards e Ronnie Wood, incise in presa diretta in uno studio non troppo grande del West London, come ai tempi in cui il tempo era tiranno.

Il disco è nato in meno di un mese, dodici inediti e due cover, con la produzione di Andrew Watt, lo stesso di Hackney Diamonds. L'urgenza si sente: la batteria di Steve Jordan spinge, quella postuma di Charlie Watts riappare in Hit Me in the Head, un punk-blues dove Jagger canta con feroce ironia «uno di questi giorni cadrò stecchito». E poi gli ospiti. Paul McCartney infila una linea di basso melodica in Covered in You, Robert Smith dei Cure aggiunge sintetizzatori quasi invisibili, Bruno Mars suona un campanaccio in un brano. La critica anglosassone ha parlato di «rinascita tardiva», ma il suono resta quello di sempre: un rhythm and blues che non chiede permessi, a tratti fin troppo levigato, ma capace di alternare disco-soul (Jealous Lover) e ballate sgangherate (Some of Us).

C'è però un'inquietudine nuova, uno sguardo politico che serpeggia tra le tracce. In Mr Charm Jagger se la prende con il «magnate pazzo» Elon Musk, mentre Ringing Hollow, honky-tonk amaro, dipinge una Statua della Libertà con la veste strappata, senza mai nominare Donald Trump, che pure aleggia come uno spettro. Secondo gli osservatori europei, è il segno di una band che, giunta all'ottavo decennio di carriera, sceglie di non rifugiarsi nella nostalgia ma di usare il proprio canone per raccontare le crepe della democrazia americana. Non è un caso che il disco esca mentre Jagger e Wood, come ha confidato il frontman alla Reuters, sperano di portare Foreign Tongues in tour: l'ultimo, lo Hackney Diamonds Tour, si era fermato negli Stati Uniti nel 2024, senza raggiungere l'Europa per problemi logistici e per l'artrite di Richards.

La copertina, un collage di volti deformati firmato Nathaniel Mary Quinn, è un piede di naso agli ageisti: tre maschere grottesche che si fondono in un'unica smorfia. E forse è questa l'immagine più onesta. Mentre la lingua gonfiabile si sgonfiava all'alba su Londra, restava nell'aria la domanda che Richards si poneva già nel 1989: fin dove può spingersi un gruppo rock senza snaturarsi? Foreign Tongues non dà risposte definitive, ma regala un'istantanea di ottuagenari che in studio si divertono ancora come ragazzini, e ogni tanto, tra un riff e l'altro, trovano il coraggio di guardare in faccia la fine.

Divergenza — chi la racconta come
10%Bassa
2 blocchi · posizioni da +0.70 a +0.90
CriticoFavorevole
ATLEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera+0.90aligned
Stampa europea continentale+0.70aligned
I Rolling Stones, soggetti della notizia, non sono rappresentati come blocco stampa in questo cluster.
Stampa atlantica / anglosfera+0.90
Voce

I Rolling Stones sono gli anziani del rock che hanno appena consegnato un capolavoro tardivo, dimostrando che rilevanza e vitalità non sono legate all'età.

Meccanismocelebrazione della resilienza

Enfatizzando la longevità della band e la rilevanza tematica dell'album (antiguerra, anti-Musk), la narrazione costruisce una storia di potere artistico duraturo, rendendo la qualità dell'album apparentemente inevitabile.

Omissione

La narrazione omette qualsiasi discussione sui problemi di salute della band o sul potenziale declino, concentrandosi esclusivamente sul ritorno trionfale.

TrionfoIronia
Stampa europea continentale+0.70
Voce

I Rolling Stones sono tornati e si stanno ancora divertendo tantissimo a fare musica. Questo album è la prova della loro vitalità duratura e una promessa di un tour.

Meccanismocelebrazione del ritorno

Concentrandosi sul divertimento della band in studio e sul successo commerciale e critico dell'album, la narrazione crea una storia edificante di una band leggendaria che si rifiuta di svanire.

Omissione

La narrazione omette qualsiasi valutazione critica dell'innovazione artistica dell'album o dei suoi potenziali difetti, evidenziando invece il divertimento della band e il tour imminente.

TrionfoPragmatismo

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Daniel Ortega annuncia la fine delle elezioni in Nicaragua·Libano, al via le zone pilota per il ritiro israeliano: primo test per l’accordo trilaterale·Il voto al Congresso e le primarie della sinistra israeliana: la frattura democratica su Israele si allarga·ARCA dissocia dichiarazione e pagamento: proroga al 27 agosto per Ganancias, ma il saldo resta a luglio·Washington tra spese militari e tensioni elettorali: il nodo del bilancio e il dialogo con l’Asia·Spagna-Argentina, la finale mondiale si chiude tra pugni e polemiche: Paredes espulso dopo il fischio finale·L’offensiva cinese dei SUV elettrici e il dietrofront di Honda: il nuovo disordine globale dell’auto·Droni su Wildberries: l’Ucraina colpisce la spina dorsale del commercio elettronico russo·Daniel Ortega annuncia la fine delle elezioni in Nicaragua·Libano, al via le zone pilota per il ritiro israeliano: primo test per l’accordo trilaterale·Il voto al Congresso e le primarie della sinistra israeliana: la frattura democratica su Israele si allarga·ARCA dissocia dichiarazione e pagamento: proroga al 27 agosto per Ganancias, ma il saldo resta a luglio·Washington tra spese militari e tensioni elettorali: il nodo del bilancio e il dialogo con l’Asia·Spagna-Argentina, la finale mondiale si chiude tra pugni e polemiche: Paredes espulso dopo il fischio finale·L’offensiva cinese dei SUV elettrici e il dietrofront di Honda: il nuovo disordine globale dell’auto·Droni su Wildberries: l’Ucraina colpisce la spina dorsale del commercio elettronico russo·
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venerdì 10 luglio 2026

Una lingua di fuoco su Londra, e gli Stones tornano a mordere il presente

Con 'Foreign Tongues' la band degli ottantenni Jagger, Richards e Wood incide in pochi giorni un album di blues ruvido, ospiti illustri e sferzate ai nuovi poteri, mentre già si parla di tour.

Una lingua gigantesca, rossa e carnosa, si stagliava l'altra notte nel cielo di Londra, sospesa come un'icona pop sopra i tetti della città. Non era un'allucinazione collettiva, ma il gonfiabile con cui i Rolling Stones hanno annunciato l'uscita di Foreign Tongues, il loro venticinquesimo album in studio. Poche ore dopo, le prime note di Rough and Twisted rimbalzavano dagli altoparlanti di tutto il mondo: un riff blues graffiato, la voce di Mick Jagger – ottantadue anni, ancora uno sfrontato miagolio – e la trama di chitarre di Keith Richards e Ronnie Wood, incise in presa diretta in uno studio non troppo grande del West London, come ai tempi in cui il tempo era tiranno.

Il disco è nato in meno di un mese, dodici inediti e due cover, con la produzione di Andrew Watt, lo stesso di Hackney Diamonds. L'urgenza si sente: la batteria di Steve Jordan spinge, quella postuma di Charlie Watts riappare in Hit Me in the Head, un punk-blues dove Jagger canta con feroce ironia «uno di questi giorni cadrò stecchito». E poi gli ospiti. Paul McCartney infila una linea di basso melodica in Covered in You, Robert Smith dei Cure aggiunge sintetizzatori quasi invisibili, Bruno Mars suona un campanaccio in un brano. La critica anglosassone ha parlato di «rinascita tardiva», ma il suono resta quello di sempre: un rhythm and blues che non chiede permessi, a tratti fin troppo levigato, ma capace di alternare disco-soul (Jealous Lover) e ballate sgangherate (Some of Us).

C'è però un'inquietudine nuova, uno sguardo politico che serpeggia tra le tracce. In Mr Charm Jagger se la prende con il «magnate pazzo» Elon Musk, mentre Ringing Hollow, honky-tonk amaro, dipinge una Statua della Libertà con la veste strappata, senza mai nominare Donald Trump, che pure aleggia come uno spettro. Secondo gli osservatori europei, è il segno di una band che, giunta all'ottavo decennio di carriera, sceglie di non rifugiarsi nella nostalgia ma di usare il proprio canone per raccontare le crepe della democrazia americana. Non è un caso che il disco esca mentre Jagger e Wood, come ha confidato il frontman alla Reuters, sperano di portare Foreign Tongues in tour: l'ultimo, lo Hackney Diamonds Tour, si era fermato negli Stati Uniti nel 2024, senza raggiungere l'Europa per problemi logistici e per l'artrite di Richards.

La copertina, un collage di volti deformati firmato Nathaniel Mary Quinn, è un piede di naso agli ageisti: tre maschere grottesche che si fondono in un'unica smorfia. E forse è questa l'immagine più onesta. Mentre la lingua gonfiabile si sgonfiava all'alba su Londra, restava nell'aria la domanda che Richards si poneva già nel 1989: fin dove può spingersi un gruppo rock senza snaturarsi? Foreign Tongues non dà risposte definitive, ma regala un'istantanea di ottuagenari che in studio si divertono ancora come ragazzini, e ogni tanto, tra un riff e l'altro, trovano il coraggio di guardare in faccia la fine.

Divergenza — chi la racconta come
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I Rolling Stones sono gli anziani del rock che hanno appena consegnato un capolavoro tardivo, dimostrando che rilevanza e vitalità non sono legate all'età.

Meccanismocelebrazione della resilienza

Enfatizzando la longevità della band e la rilevanza tematica dell'album (antiguerra, anti-Musk), la narrazione costruisce una storia di potere artistico duraturo, rendendo la qualità dell'album apparentemente inevitabile.

Omissione

La narrazione omette qualsiasi discussione sui problemi di salute della band o sul potenziale declino, concentrandosi esclusivamente sul ritorno trionfale.

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I Rolling Stones sono tornati e si stanno ancora divertendo tantissimo a fare musica. Questo album è la prova della loro vitalità duratura e una promessa di un tour.

Meccanismocelebrazione del ritorno

Concentrandosi sul divertimento della band in studio e sul successo commerciale e critico dell'album, la narrazione crea una storia edificante di una band leggendaria che si rifiuta di svanire.

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