
La candela e il nome sul parco giochi: il lutto privato di Cody Gakpo sotto i riflettori del Mondiale
L’attaccante olandese ha perso il figlio che la compagna portava in grembo. Un dolore annunciato sui social, mentre la nazionale si prepara agli ottavi.
C’è una candela accesa in una chiesa degli Stati Uniti, e accanto un parco giochi quasi vuoto. Noa van der Bij, compagna di Cody Gakpo, ha raccontato di essersi recata lì con il calciatore e il loro primo figlio Samuel, di due anni. In quel cortile c’era un solo altro bambino. Si chiamava Elijah. «Non poteva esserci un segno più bello da Dio», ha scritto Noa sui social, «ci ha ricordato che il nostro piccolo non è mai lontano». Elijah Raphael Gakpo è il nome che la coppia aveva scelto per il secondo figlio, atteso per ottobre, e che non è mai nato.
La notizia della morte intrauterina è stata data dalla stessa van der Bij con una fotografia delle mani dei due posate su una coperta e un cappellino di lana. «Con il cuore spezzato condividiamo la devastante notizia che il nostro bambino è venuto a mancare durante la gravidanza», ha scritto. Poche ore dopo, Gakpo ha ripubblicato il messaggio aggiungendo una richiesta di «privacy e spazio» in un momento «incredibilmente difficile per la nostra famiglia». Il tutto mentre i Paesi Bassi, primi nel girone F, si preparano ad affrontare il Marocco negli ottavi di finale del Mondiale 2026.
Gakpo, 27 anni, attaccante del Liverpool, è stato tra i protagonisti della fase a gironi: due gol e un assist contro la Svezia, tre partite da titolare. La sua presenza in campo contro il Marocco, in programma nella notte tra lunedì e martedì a Monterrey, in Messico, è ora avvolta dall’incertezza. La federcalcio olandese (KNVB) ha fatto sapere che il giocatore, d’accordo con la compagna, ha deciso di restare con la squadra, e che la federazione sta offrendo tutto il supporto possibile, nel rispetto del dolore privato. Anche il Liverpool ha espresso vicinanza: «Ti mandiamo il nostro affetto, le nostre preghiere e il nostro sostegno a te e alla tua famiglia».
La vicenda riporta alla memoria altri momenti in cui il lutto ha incrociato il grande palcoscenico del calcio, come la perdita subita da Cristiano Ronaldo e Georgina Rodríguez durante il Mondiale in Qatar del 2022. Allora come oggi, i social network sono diventati il luogo di un’intimità esposta, dove il cordoglio si mescola alla cronaca sportiva e alla curiosità del pubblico globale. I messaggi di sostegno sono arrivati da ogni latitudine, compreso un “mi piace” del compagno di squadra Alexis Mac Allister, piccolo gesto che dice di una comunità che si stringe attorno al dolore.
Resta l’immagine di quella candela, e di un nome – Elijah – incontrato per caso su un’altalena. Un dettaglio che, nella sua semplicità, restituisce la dimensione più umana di una vicenda altrimenti schiacciata tra le luci del Mondiale e la spietata macchina della notizia.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La coppia ha vissuto una perdita profonda con l'aborto spontaneo del loro bambino. Nel dolore, hanno trovato conforto in una visita in chiesa e nell'incontro casuale con un bambino di nome Elijah al parco giochi, interpretandolo come un segno divino che il loro figlio è sempre vicino. Hanno chiesto rispetto per la loro privacy in questo momento difficile.
Il Mondiale è stato segnato da due lutti personali: la morte della madre del ct francese e l'aborto spontaneo subito dalla compagna dell'attaccante olandese. Il contrasto tra festa e lutto è racchiuso nell'espressione 'un matrimonio e due funerali'. Mentre Deschamps è tornato in patria per il funerale, Gakpo ha condiviso la tragedia familiare sui social media.
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