
Trump vola sul Boeing donato dal Qatar: polemiche su etica e sicurezza
Il presidente usa il jet da 400 milioni come Air Force One provvisorio, mentre a Washington si discute di conflitti di interesse e lacune nei sistemi di difesa.
Donald Trump ha effettuato il primo volo ufficiale a bordo del nuovo Air Force One, un Boeing 747-8 donato lo scorso anno dalla famiglia reale del Qatar e sottoposto a modifiche per circa 400 milioni di dollari. L’aereo, destinato a fungere da soluzione ponte in attesa dei due esemplari ordinati a Boeing e attesi non prima del 2028, è stato impiegato per un viaggio interno verso il Dakota del Nord, in occasione dell’apertura della biblioteca presidenziale Theodore Roosevelt. Secondo fonti del Pentagono, la conversione ha privilegiato sistemi di comunicazione sicura e adeguamenti degli interni, ma ha escluso alcune delle contromisure missilistiche e delle antenne crittografate presenti sui velivoli presidenziali in servizio da oltre trentacinque anni.
La scelta di accettare un dono di tale valore da una potenza straniera ha alimentato un dibattito trasversale. Da un lato, Trump ha difeso l’operazione sostenendo che gli Stati Uniti «non avrebbero potuto costruire un aereo simile» a costi contenuti e che il gesto rafforza i legami con un alleato mediorientale. Dall’altro, analisti della difesa e osservatori del Congresso hanno sollevato interrogativi sulla compatibilità costituzionale della donazione e sui rischi per la sicurezza nazionale, aggravati dal fatto che il velivolo – stando a immagini e perizie tecniche – sembrerebbe privo di alcuni dispositivi di protezione balistica e di guerra elettronica, il che ne limiterebbe l’impiego a rotte domestiche o a basso profilo di minaccia.
Per l’Europa e l’Italia il dossier assume rilievo in vista del vertice NATO in Turchia, dove Trump ha annunciato l’intenzione di utilizzare il nuovo aereo. A Bruxelles, fonti diplomatiche osservano che la vicenda incrocia due nervi scoperti: la crescente dipendenza delle forniture strategiche statunitensi da attori esterni e la percezione di una commistione tra interessi privati e carica pubblica, alimentata anche dalla recente disclosure finanziaria che attribuisce al presidente e alla sua famiglia guadagni per oltre due miliardi di dollari legati a iniziative imprenditoriali, incluse piattaforme di criptovalute. Il Qatar, dal canto suo, è al centro dei delicati negoziati tra Washington e Teheran, e il dono viene letto da diversi analisti mediorientali come uno strumento di influenza indiretta.
Al momento, l’aeronautica militare statunitense ha confermato che il jet risponde ai requisiti minimi per il trasporto presidenziale, ma ha ammesso l’esclusione di «modifiche ingegneristiche altamente complesse» previste per i futuri Air Force One. Trump ha inoltre dichiarato che, terminato il mandato, tratterrà il velivolo per esporlo nella propria biblioteca presidenziale in Florida. Il dibattito è destinato a proseguire mentre il Congresso valuta se avviare audizioni sulle procedure di accettazione del dono e sulla trasparenza dei costi di adattamento, finora coperti in parte dal segreto militare.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il primo volo presidenziale sul jet da 400 milioni di dollari regalato dal Qatar incarna la corruzione dilagante dell'amministrazione. Il dono solleva gravissimi interrogativi etici e di sicurezza, mentre Trump lo esibisce come il miglior aereo mai costruito.
Il presidente Trump ha elogiato il Boeing 747 donato dal Qatar come forse il più grande aereo commerciale mai costruito, ringraziando per il gesto. L'aereo, con interni lussuosi e una livrea personalizzata, ha compiuto il suo primo volo presidenziale verso il Nord Dakota.
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