
Trump scambia l’Air Force One in viaggio: il jet regalato dal Qatar e i dubbi sulla sicurezza
Il presidente USA ha usato un vecchio aereo per la tratta Turchia-Regno Unito, alimentando le perplessità sulle capacità difensive del Boeing 747 donato da Doha e riconvertito in tempi record.
Donald Trump ha lasciato Ankara al termine del vertice NATO a bordo di un vecchio VC-25A, anziché con il nuovo Boeing 747-8 ricevuto in dono dal Qatar e utilizzato per il viaggio di andata. Dopo uno scalo alla base RAF di Mildenhall, nel Regno Unito, il presidente è risalito sul jet qatariota per la tratta finale verso Washington. Lo scambio, avvenuto mentre si intensificavano gli scontri militari tra Stati Uniti e Iran, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza del velivolo, riconvertito in fretta per fungere da Air Force One provvisorio.
Secondo fonti dell’amministrazione statunitense, la decisione è stata dettata dalla volontà di mostrare il nuovo aereo ai militari di stanza in Europa, una «deviazione minima» che ha permesso ai reparti di visitare la macchina. Trump ha negato qualsiasi problema di sicurezza, definendosi «il numero uno sulla lista nera dell’Iran» ma insistendo sul carattere logistico della sosta. L’Aeronautica militare ha dichiarato che il jet soddisfa tutti i requisiti presidenziali, pur ammettendo che alcune modifiche complesse, previste per i futuri aerei definitivi, sono state escluse dal progetto-ponte per accelerare la consegna. Dal canto loro, esponenti democratici del Congresso e analisti della difesa a Washington hanno espresso riserve: l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica Frank Kendall ha messo in dubbio la presenza di contromisure antimissile e di sistemi di comando e controllo paragonabili a quelli dei velivoli più anziani, mentre un ex ufficiale della CIA ha parlato di un aereo «non ancora pronto per operazioni internazionali».
Nell’ottica di Teheran, la sosta a Mildenhall e lo spegnimento del transponder durante il volo dalla Turchia – misura di sicurezza adottata in scenari di alto rischio – sono stati letti come una conferma indiretta della pericolosità delle minacce iraniane. I media vicini al regime hanno dato ampio spazio alle dichiarazioni di Trump e alle concomitanti minacce di esponenti politici e religiosi, che dopo l’uccisione della Guida suprema hanno invocato apertamente vendetta, con taglie e appelli all’assassinio del presidente americano. In Europa, la deviazione ha suscitato interrogativi sulla tenuta dei protocolli di sicurezza in un contesto di crisi acuta, mentre gli alleati NATO osservavano con attenzione la gestione del vertice di Ankara.
Il Boeing 747 donato dal Qatar – valutato circa 400 milioni di dollari e sottoposto a interventi per un costo stimato tra 400 milioni e un miliardo – era stato accettato dall’amministrazione Trump nonostante le accuse di conflitto di interessi e i moniti sui rischi di controspionaggio. Destinato a colmare il vuoto fino alla consegna dei nuovi VC-25B, attesi non prima del 2028 con costi lievitati oltre i cinque miliardi, il jet rappresenta un tassello di un programma presidenziale segnato da ritardi e polemiche. Al momento non sono state annunciate inchieste formali, ma la commissione Forze Armate del Senato potrebbe tornare a esaminare le condizioni del dono e lo stato delle modifiche, mentre la crisi con l’Iran continua a condizionare ogni movimento della presidenza.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.10 | neutral |
| Stampa cinese | −0.30 | critical |
| Stampa russa e CSI | +0.30 | aligned |
Trump ha semplicemente usato il vecchio aereo; nessuna minaccia, nessun clamore.
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