
Trump in India all'inizio del 2027, accordo commerciale in dirittura d'arrivo
Mentre si prepara la visita presidenziale, Washington rassicura Nuova Delhi sui visti H-1B e si avvicina a un'intesa commerciale bilaterale.
L’amministrazione statunitense sta lavorando a una visita del presidente Donald Trump in India nei primi mesi del prossimo anno, mentre i negoziati per un accordo commerciale bilaterale entrano nella fase finale. Lo ha annunciato il segretario di Stato Marco Rubio in un’intervista all’agenzia IANS, precisando che lui stesso si recherà a Nuova Delhi entro la fine del 2026 per preparare il terreno. Secondo fonti diplomatiche a Washington, la visita – la prima di Trump in India dal febbraio 2020 – segnalerebbe la volontà di rilanciare un partenariato strategico messo alla prova da tensioni commerciali e divergenze geopolitiche, tra cui i dazi imposti dagli Stati Uniti sulle merci indiane e le critiche per i continui acquisti di petrolio russo da parte di Nuova Delhi.
Parallelamente, l’ambasciatore americano in India Sergio Gor ha cercato di contenere le preoccupazioni suscitate dalle modifiche al programma di visti H-1B, chiarendo che le misure «non sono mirate all’India» ma rientrano in una revisione complessiva del sistema immigratorio voluta dal presidente Trump. Gor ha sottolineato la sintonia tra Trump e il primo ministro Narendra Modi sul contrasto all’immigrazione illegale e ha ricordato che l’ambasciata statunitense in India resta una delle più attive al mondo per il rilascio di visti. Nell’ottica di Nuova Delhi, tuttavia, la questione dei visti per lavoratori altamente qualificati rimane un dossier sensibile: secondo un rapporto del Department of Homeland Security, il 70% delle petizioni H-1B approvate nell’anno fiscale 2025 riguardava cittadini indiani, a conferma della forte esposizione del Paese a eventuali restrizioni.
Sul fronte commerciale, sia Rubio sia il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer hanno descritto i colloqui come molto produttivi, con «una manciata di questioni ancora aperte» legate soprattutto alla formulazione giuridica dell’intesa. Per Nuova Delhi, l’accordo è condizionato all’ottenimento di un vantaggio tariffario competitivo rispetto a concorrenti come Vietnam e Bangladesh, mentre Washington punta a una maggiore apertura del mercato indiano nei settori dell’energia, della tecnologia, dell’agricoltura e della difesa. Secondo analisti europei, un’intesa permetterebbe a entrambi i Paesi di ridurre le frizioni degli ultimi mesi e di rafforzare la cooperazione in ambito energetico: gli Stati Uniti sono già diventati un fornitore rilevante di gas naturale liquefatto per l’India, che cerca di diversificare le proprie fonti anche attraverso il petrolio venezuelano, la cui estrazione è favorita da Washington.
La preparazione della visita presidenziale e la finalizzazione dell’accordo commerciale si inseriscono in un quadro più ampio di riavvicinamento tra le due sponde dell’Indo-Pacifico. Entrambi i governi descrivono il rapporto come una delle partnership strategiche più significative del XXI secolo, fondata su esercitazioni militari congiunte, collaborazione tecnologica e il formato Quad con Giappone e Australia. Rubio ha confermato che è in programma a breve un nuovo vertice Quad. La visita di Trump, se confermata, rappresenterebbe il coronamento di questo percorso, ma la sua realizzazione resta subordinata alla definizione degli ultimi dettagli tecnici dell’intesa commerciale e alla missione preparatoria che Rubio intende compiere entro la fine dell’anno.
| Stampa russa e CSI | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.50 | aligned |
| Stampa del Golfo arabo | +0.10 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.30 | critical |
La Russia inquadra la visita come un tentativo americano di contenere la Cina, sminuendo l'importanza dell'accordo commerciale e sottolineando le contraddizioni interne indiane.
Si costruisce una gerarchia di minacce in cui la Cina è il vero bersaglio, e l'India è solo uno strumento, riducendo la portata del successo bilaterale.
Viene omesso il contesto di crescita economica indiana e i dettagli positivi dell'accordo commerciale, che potrebbero mostrare un reale vantaggio per entrambi i paesi.
L'India si presenta come protagonista di un successo diplomatico, attribuendo la visita alla propria abilità negoziale e alla crescente rilevanza globale.
Si personifica lo stato indiano come attore capace e vincente, trasformando un accordo bilaterale in una conferma della propria ascesa.
Vengono omesse le critiche interne all'accordo (ad esempio sui dazi agricoli) e le pressioni americane che hanno portato alla firma.
Il Golfo osserva la visita come un tassello nelle dinamiche globali, senza schierarsi, ma valutando le ricadute su energia e commercio.
Si universalizza l'evento inquadrandolo come parte di un sistema di equilibri tra potenze, smorzando qualsiasi connotazione di parte.
Viene omesso il ruolo dell'India come potenziale concorrente nel settore energetico e le tensioni con il Pakistan, che potrebbero interessare il Golfo.
Il Levante arabo denuncia la visita come un tentativo di spostare il baricentro americano lontano dalle proprie istanze, mettendo in guardia da un'alleanza che marginalizza il mondo arabo.
Si costruisce un'equivalenza tra l'attenzione americana per l'India e l'abbandono del Medio Oriente, creando una simmetria di minacce.
Vengono omessi i benefici dell'accordo per l'India e il fatto che la visita potrebbe anche portare a una mediazione indiana nelle crisi regionali.
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