
Trump: «Colloqui molto buoni con l’Iran, la denuclearizzazione procede»
Nonostante i recenti scontri nel Golfo, il presidente USA descrive come positivi i negoziati tecnici indiretti a Doha, mediati da Qatar e Pakistan, per attuare l’intesa di Lucerna.
Donald Trump ha definito «molto buoni» i colloqui in corso tra Stati Uniti e Iran, affermando che il processo di denuclearizzazione di Teheran «sta avanzando bene». Parlando con i giornalisti prima di imbarcarsi sul nuovo Air Force One donato dal Qatar, il presidente americano ha aggiunto: «Li abbiamo colpiti molto duramente, ma ora andiamo molto d’accordo». Le sue parole giungono mentre a Doha sono in corso negoziati tecnici indiretti, con la mediazione qatariota e pakistana, per dare attuazione al memorandum d’intesa firmato dalle due parti il mese scorso a Lucerna, in Svizzera.
Secondo fonti diplomatiche nella capitale qatariota, gli incontri si svolgono a livello tecnico e non prevedono contatti diretti: i delegati iraniani e americani comunicano attraverso i mediatori. Teheran, per bocca del portavoce del ministero degli Esteri, ha smentito qualsiasi piano di negoziato diretto «a qualsiasi livello nei prossimi giorni». Il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, presente a Doha, ha precisato che i gruppi di lavoro previsti dall’intesa non hanno ancora avviato formalmente i lavori, e che sono in corso consultazioni per fissare data e luogo dei negoziati. Da Washington, il vicepresidente J.D. Vance ha liquidato la smentita iraniana come una «tattica negoziale persiana», confermando che i colloqui tecnici stanno effettivamente avendo luogo.
L’intesa di Lucerna, raggiunta dopo un vertice mediato da Qatar e Pakistan, prevede un cessate il fuoco di sessanta giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz – via d’acqua cruciale per il transito di circa un quinto del greggio mondiale – e un percorso verso un accordo definitivo sul programma nucleare iraniano e sugli assetti di sicurezza regionale. Nelle ultime settimane, tuttavia, l’attuazione ha incontrato ostacoli: Teheran ha preso di mira una nave commerciale nello Stretto, accusandola di aver deviato dalla rotta autorizzata; il Comando centrale USA ha risposto colpendo dieci obiettivi militari iraniani, e l’Iran ha replicato con attacchi contro basi americane in Kuwait e Bahrain. Entrambe le capitali del Golfo hanno condannato gli attacchi iraniani. Analisti del Golfo osservano che, nonostante gli scontri, il messaggio complessivo è che le parti continuano a dialogare, sebbene in una fase iniziale e con messaggi pubblici divergenti.
Sul piano economico, Trump ha collegato i progressi diplomatici al calo del prezzo del petrolio, sceso sotto i 68 dollari al barile, un livello inferiore a quello precedente l’operazione militare americana «Epic Fury». Per l’Italia e l’Europa, la stabilizzazione del corridoio energetico del Golfo e la riduzione delle quotazioni del greggio rappresentano un fattore di immediato sollievo. Il dossier resta però aperto: la scadenza del 18 agosto per un nuovo accordo sul nucleare si avvicina, e secondo fonti di stampa americane Trump avrebbe discusso con i vertici militari la possibilità di riprendere gli attacchi contro l’Iran, optando infine per proseguire sulla via diplomatica. I prossimi passi formali dipenderanno dall’avvio effettivo dei gruppi di lavoro tecnici, mentre i mediatori del Qatar e del Pakistan continuano a facilitare i contatti tra le due delegazioni.
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Nonostante le dichiarazioni ottimistiche di Trump, i colloqui di pace diretti sono in stallo da quasi una settimana. L'Iran insiste nel finalizzare le clausole iniziali prima di procedere, e non sono in corso negoziati diretti. Il tono positivo di Trump maschera la fragilità del processo diplomatico.
Trump sostiene che gli incontri USA-Iran in Qatar siano stati molto positivi e che la denuclearizzazione stia procedendo bene. Il resoconto presenta queste affermazioni come asserzioni piuttosto che fatti accertati, mantenendo una distanza scettica dalla narrazione ufficiale.
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