
Tra labbra e denti: Xi a Pyongyang e l’asse militare che riscrive l’ordine mondiale
La prima visita all’estero dell’anno del leader cinese riannoda i fili di un’intesa strategica con Pyongyang, mentre la Russia si consolida come terzo polo di un’alleanza che preoccupa l’Occidente.
Quando Xi Jinping ha varcato il confine nordcoreano lo scorso giugno, non si è trattato di un semplice omaggio a un vecchio alleato. Per la prima volta dopo quasi vent’anni, il presidente cinese si è fatto accompagnare dal ministro della Difesa, e nel colloquio con Kim Jong-un ha evocato senza reticenze la necessità di rafforzare la cooperazione militare bilaterale. L’immagine è quella di un patto di ferro che Pechino decide di rivitalizzare proprio mentre l’architettura di sicurezza globale è scossa dalla guerra in Ucraina e dalla competizione sino-americana. Non è un caso che Xi abbia scelto Pyongyang per il suo primo viaggio internazionale del 2024, rompendo una consuetudine che lo vedeva in passato più cauto nell’esporsi sul fronte coreano.
Il gesto affonda le radici in una storia di alti e bassi. Dopo un lungo gelo – tra il 2011 e il 2018 la Cina osservava con malcelato fastidio i test nucleari nordcoreani, percepiti come un fattore di instabilità proprio sul suo confine – il riavvicinamento fu innescato dal timore di restare esclusi dai giochi. Quando Kim iniziò a dialogare con Seoul e con Washington, Xi lo invitò a Pechino, inaugurando una fase di fiducia personale che ha moltiplicato gli incontri faccia a faccia. Oggi entrambi i leader ricorrono alla metafora maoista dell’alleanza “come labbra e denti”: un’immagine che per gli analisti asiatici ha oggi un peso più politico che operativo, ma che serve a ricordare a tutti che la Cina è l’unica potenza legata a Pyongyang da un trattato di mutua assistenza militare.
Il quadro si complica, e si fa più minaccioso per l’Occidente, se si allarga lo sguardo verso nord. Pochi giorni dopo la visita di Xi, Kim ha inviato a Vladimir Putin un messaggio per la festa nazionale russa in cui giurava fedeltà a una «relazione di cameratismo e alleanza che apre un nuovo capitolo della storia». Mosca e Pyongyang sono legate dal Trattato di partenariato strategico globale, e secondo servizi di intelligence statunitensi ed europei la Corea del Nord fornisce ormai alla Russia munizioni e materiale bellico per il fronte ucraino, ricevendo in cambio tecnologia e derrate alimentari. Nell’ottica di Washington e di Bruxelles, si sta saldando un triangolo autoritario Pechino-Mosca-Pyongyang che erode la capacità di deterrenza delle democrazie e mette in scacco il regime delle sanzioni internazionali.
Per l’Italia e per l’Europa, le conseguenze sono meno remote di quanto appaiano sulla carta geografica. Un rafforzamento dell’asse militare tra le tre capitali allunga la resistenza del Cremlino in Ucraina e aumenta la probabilità di una nuova crisi in Estremo Oriente, con inevitabili ripercussioni sulle catene di approvvigionamento e sulla sicurezza energetica. La partita che si gioca a Pyongyang non è soltanto simbolica: seppure con ogni probabilità la cooperazione tra Pechino e Kim resterà, per ora, al di sotto di un pieno coordinamento operativo, l’esibizione di unità è già di per sé un’arma politica. Mentre l’ordine a guida statunitense nato dopo il crollo del Muro di Berlino mostra crepe sempre più profonde, la Corea del Nord si trasforma da minaccia regionale a pedina di una strategia globale. E il mondo che verrà si deciderà anche nelle stanze spoglie di Pyongyang, dove il disgelo fra Xi e Kim sta ridisegnando gli equilibri del pianeta.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La visita di Xi Jinping in Corea del Nord ha rotto un silenzio ventennale includendo il ministro della Difesa e invocando apertamente una cooperazione militare rafforzata. La mossa riattiva l'unico patto di mutua assistenza della Cina ed è letta come una reazione alle tensioni con gli Stati Uniti su Taiwan e a un riallineamento con la Russia, suscitando allarme tra gli osservatori.
La Corea del Nord sta approfondendo la sua alleanza militare con la Russia, come dimostra il messaggio di Kim Jong Un per la Giornata della Russia che promette un sostegno incrollabile. Gli esperti vedono la relazione evolversi oltre gli scambi transazionali in un solido partenariato strategico, aprendo un nuovo capitolo nella storia bilaterale.
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