
Tom Cruise, la metamorfosi irriconoscibile e il sogno dell’Oscar con Iñárritu
Il primo trailer di “Digger” mostra un attore trasformato da protesi e capelli radi, in una commedia nera che segna la prima collaborazione con il regista messicano.
Venticinque anni fa, in una sala di proiezione prima del Festival di Cannes, Tom Cruise vide “Amores perros” e, per sua stessa ammissione, pensò: “Ma che diavolo? Questo tizio!”. Quel tizio era Alejandro González Iñárritu, allora esordiente, oggi quattro volte premio Oscar. Cruise non ha mai smesso di seguirlo, e per quasi un decennio ha atteso che il regista messicano gli formulasse una proposta all’altezza. Quando Iñárritu si presentò con il copione di “Digger”, non glielo spedì: glielo lesse ad alta voce, per giorni, in un rituale di fiducia che ha segnato l’inizio di un progetto pensato per sovvertire ogni aspettativa.
Il primo trailer, diffuso lunedì, mostra un Cruise quasi irriconoscibile: addome prominente, capelli bianchi e radi, un accento del Sud degli Stati Uniti e un vecchio gatto malato tra le braccia. Interpreta Digger Rockwell, magnate del petrolio e “uomo più potente del mondo”, la cui azienda ha innescato una catastrofe ambientale – lo spostamento di un ghiacciaio in Groenlandia – capace di scatenare una crisi nucleare. Costretto dal presidente americano (John Goodman) a rimediare, Rockwell si lancia in una missione frenetica per dimostrare di essere il salvatore dell’umanità, mentre il caos si moltiplica intorno a lui. Il film, descritto dalla produzione come “una commedia di proporzioni catastrofiche”, mescola satira politica, humour nero e spettacolo apocalittico.
Per Cruise, abituato a correre sui tetti e ad aggrapparsi agli aerei, si tratta di un azzardo calcolato. Dopo anni dedicati quasi esclusivamente ai franchise di “Mission: Impossible” e “Top Gun”, l’attore ha scelto di abbandonare la fisicità eroica per un personaggio sgradevole, volgare e patetico, costruito con chili di protesi e una recitazione che, secondo le prime reazioni, attinge a un registro teatrale e imprevedibile. Iñárritu, dal canto suo, torna al cinema in lingua inglese dopo “The Revenant” del 2015 e riunisce il direttore della fotografia Emmanuel Lubezki, già premio Oscar per “Birdman” e “The Revenant”. Il cast include Sandra Hüller, Riz Ahmed, Jesse Plemons e Emma D’Arcy.
La scommessa ha già acceso il dibattito sulla corsa agli Oscar. Negli Stati Uniti, critici e addetti ai lavori sottolineano che Iñárritu ha una comprovata capacità di portare i suoi attori alla nomination – da Javier Bardem a Michael Keaton, fino alla vittoria di Leonardo DiCaprio – e che Cruise, candidato tre volte senza mai vincere, potrebbe trovare proprio in questa trasformazione la chiave per l’Academy. I fan, sui social, si sono divisi tra lo stupore per l’aspetto irriconoscibile e l’entusiasmo per un ruolo che molti definiscono “finalmente degno dell’Oscar”. In Europa, l’attenzione è catalizzata anche dalla presenza di Sandra Hüller, reduce dalla nomination per “Anatomia di una caduta”, e dal ritorno di Iñárritu a un cinema di respiro internazionale dopo l’affresco personale di “Bardo”.
Dal video messaggio inviato da Londra, dove sta ultimando il missaggio sonoro, Iñárritu ha offerto una chiave di lettura che è anche un’immagine destinata a durare: “Signore e signori, preparatevi, perché Madre Natura ama i figli di puttana”. Poi lo schermo si è riempito di un uomo in pigiama di seta, con uno specchio incorniciato da corna di cervo, che stringe un gatto bianco e fissa la catastrofe con la tracotanza di chi è certo di poter riscrivere la realtà a proprio vantaggio.
| Stampa del Golfo arabo | +0.70 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
| Stampa europea continentale | +0.40 | aligned |
Il trailer di 'Digger' è un trionfo di follia e satira, e Tom Cruise si reinventa come non mai.
Utilizza un linguaggio iperbolico e aggettivi estremi ('gloriosamente folle', 'selvaggio') per creare un'aura di evento imperdibile, trasformando una semplice anteprima in un fenomeno culturale.
Non menziona l'orgoglio nazionale per il regista messicano, elemento centrale nella copertura latinoamericana.
Tom Cruise si è trasformato in modo irriconoscibile per 'Digger', e il regista messicano Iñárritu dimostra ancora una volta il suo genio.
Enfatizza la trasformazione fisica estrema e il legame con il regista messicano, utilizzando l'orgoglio nazionale come lente per interpretare il film, rendendo la notizia un evento di rilevanza locale.
Non discute le ambizioni Oscar del film né la satira politica, che sono invece evidenziate dalla stampa europea e del Golfo.
Il nuovo film di Iñárritu con Tom Cruise è un serio candidato all'Oscar, un ritorno atteso dopo 'The Revenant'.
Adotta un tono misurato e analitico, inquadrando il film nel contesto della carriera del regista e delle prospettive di premio, conferendo autorevolezza e serietà alla notizia.
Non menziona la trasformazione fisica di Cruise né l'aspetto 'irriconoscibile', che sono il fulcro della copertura latinoamericana.
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