
Terremoto in Venezuela: da Roma aiuti e preghiere, l’Europa mobilita soccorsi
Oltre 1.400 morti e 50mila dispersi: Papa Leone XIV invia un primo contributo di 100mila euro e l’UE stanzia 5 milioni, mentre la Chiesa locale guida la preghiera dei fedeli.
Il 24 giugno scorso, due violente scosse di terremoto – di magnitudo 7,2 e 7,5 – hanno colpito a pochi secondi l’una dall’altra lo stato costiero venezuelano di La Guaira, affacciato sul Mar dei Caraibi a pochi chilometri da Caracas. Secondo le autorità locali e le stime delle Nazioni Unite, il bilancio provvisorio parla di almeno 1.430 morti accertati, mentre si contano circa 50mila dispersi e milioni di sfollati, molti dei quali hanno perso ogni bene materiale.
Domenica 28 giugno, al termine della preghiera dell’Angelus, Papa Leone XIV ha espresso in spagnolo la sua «vicinanza ai fratelli e alle sorelle venezuelani affetti dai recenti terremoti». Il Pontefice, già missionario in Perù e profondo conoscitore dell’America Latina, ha pregato per «il riposo eterno dei defunti» e ha rinnovato la sua «vicinanza spirituale ai familiari, ai feriti e a quanti sono stati colpiti da questa tragedia». La Segreteria di Stato vaticana, in coordinamento con il nunzio apostolico a Caracas, monsignor Alberto Ortega Martín, e con l’arcivescovo Raúl Biord Castillo, ha disposto un primo invio di 100mila euro attraverso l’Elemosineria Apostolica. Nel pomeriggio, chiudendo il concistoro straordinario, il Papa ha ribadito la solidarietà del Collegio cardinalizio e ha chiesto «che non manchi la solidarietà della comunità internazionale verso quella cara nazione».
Da Bruxelles, l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri, Kaja Kallas, ha annunciato lo stanziamento immediato di 5 milioni di euro per assistenza umanitaria. Il Meccanismo europeo di protezione civile è stato attivato, consentendo l’invio rapido di squadre di ricerca e soccorso, vigili del fuoco e personale medico da diversi Stati membri. Il sistema satellitare Copernicus sta fornendo mappe dei danni per indirizzare gli aiuti nelle aree più colpite. Parallelamente, il governo brasiliano ha inviato un quarto volo carico di medicinali, purificatori d’acqua e il materiale per allestire un ospedale da campo, affiancando i militari già impegnati nelle operazioni di soccorso.
Sul piano pastorale, la Conferenza Episcopale Venezuelana ha indetto per la stessa domenica una Giornata di preghiera per i damnificati, invitando le comunità di Caracas, La Guaira, Puerto Cabello e Tucacas a unirsi «perché la preghiera condivisa sia un balsamo che mitighi le angustie e accenda la speranza». I vescovi hanno elevato preghiere per i defunti e implorato consolazione per i feriti, mentre il nunzio Ortega Martín ha esortato i fedeli a trovare forza nella consolazione divina, assicurando che il Santo Padre segue da vicino l’evolversi dell’emergenza.
Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza sosta, concentrate nelle prime 72 ore decisive per individuare superstiti. Il bilancio delle vittime, avvertono fonti locali e organizzazioni internazionali, è ancora provvisorio e purtroppo destinato a salire mentre si monitorano le scosse di assestamento e si valutano i danni alle infrastrutture.
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