
Spagna sul tetto del mondo, Cucurella si tatuerà de la Fuente: la notte di New York
La Roja batte l'Argentina 1-0 ai supplementari e conquista il secondo titolo iridato, mentre il terzino dovrà onorare una promessa bizzarra e annuncia il ritiro dalla nazionale.
Ci sono voluti centosei minuti di una finale bloccata, tesa, quasi claustrofobica, perché il MetLife Stadium di East Rutherford si sbloccasse. Un guizzo di Ferran Torres, entrato nella ripresa, ha piegato le resistenze di un'Argentina incapace di costruire la propria consueta ragnatela offensiva e ha consegnato alla Spagna la seconda Coppa del Mondo della sua storia, a sedici anni dal trionfo di Johannesburg. La Roja, già campione d'Europa in carica, allunga così un periodo di egemonia che nel calcio maschile non si vedeva da un decennio e che, sommato al titolo iridato della selezione femminile, disegna un dominio iberico a tutto tondo.
La notte di New York, però, ha acceso i riflettori anche su un retroscena curioso destinato a segnare l'immediato dopogara. Prima del torneo, il terzino sinistro Marc Cucurella – passato durante la competizione dal Chelsea al Real Madrid per circa 55 milioni di euro – aveva lanciato due promesse in caso di vittoria: farsi tatuare il volto del ct Luis de la Fuente e, sorprendentemente, annunciare il ritiro dalla nazionale a soli ventisette anni. «Se vinciamo il Mondiale, chiamo Luis il giorno dopo per dirgli di non convocarmi più. Con Europeo e Mondiale non posso fare di meglio», aveva dichiarato, secondo quanto riportato dai media asiatici. La seconda promessa, meno diffusa ma non smentita, aggiunge un velo di malinconia a una carriera che potrebbe chiudersi sul punto più alto.
Il tecnico, dal canto suo, non ha perso l'occasione per pungolare il giocatore con l'ironia che lo contraddistingue. «Hanno fatto una sciocchezza, ma sono uomini di parola e la manterranno – ha detto de la Fuente nella conferenza stampa post-partita, come rilanciato dalla stampa anglosassone –. Non sono poi così brutto, dovranno solo trovare un punto del corpo non troppo visibile». Cucurella, che dopo l'Europeo del 2024 si era tinto i capelli di rosso, ha inizialmente accennato a una zona discreta, salvo poi chiedere pubblicamente sui social, secondo i cronisti tedeschi, la disponibilità di un tatuatore per un disegno da esibire «in un punto ben visibile». Un'altalena di dichiarazioni che ha alimentato la cronaca leggera della vittoria.
Sul fronte argentino, la sconfitta ha assunto contorni di dramma collettivo. Il ct Lionel Scaloni ha interrotto bruscamente l'incontro con i giornalisti, abbandonando la sala in lacrime dopo aver confessato di aver «già pianto negli spogliatoi». Il governo di Buenos Aires, nel frattempo, ha proclamato un giorno di festa nazionale per accogliere la squadra al rientro, con il presidente Javier Milei che ha ringraziato i giocatori via social e ha disposto il ricevimento ufficiale alla Casa Rosada. Un'Argentina che, nonostante la delusione, sceglie di celebrare un ciclo comunque straordinario, mentre resta in sospeso il futuro del suo capitano più rappresentativo.
La Spagna di de la Fuente, costruita sull'equilibrio tra giovani talenti e una disciplina tattica che mette il collettivo davanti all'individuo, si appresta ora a vivere una stagione in cui il nuovo acquisto del Real Madrid dovrà onorare l'inchiostro promesso. Il secondo titolo mondiale, che eguaglia Uruguay e Francia, consolida una generazione che ha già cominciato a riscrivere la storia del calcio europeo, mentre l'Italia osserva da lontano una supremazia che, al momento, appare difficilmente scalfibile.
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Celebriamo il trionfo della Spagna e la risposta spiritosa dell'allenatore; la promessa è una storia divertente che mostra lo spirito di squadra.
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