
Taiwan accelera le esercitazioni di prontezza immediata mentre Pechino riduce i tempi di preavviso
Le forze armate di Taipei testano la transizione lampo allo stato di guerra, con la portaerei Fujian nello Stretto e nuove accuse cinesi di collusione con Giappone e Filippine.
Taiwan ha avviato cinque giorni di esercitazioni di “prontezza operativa immediata” concepite per verificare la capacità delle sue forze armate di passare in poche ore dalla condizione di pace a quella di guerra. La decisione, illustrata dal ministro della Difesa Wellington Koo davanti al Parlamento di Taipei, muove dalla valutazione che la finestra di preavviso in caso di attacco cinese si stia restringendo in modo critico. In parallelo, la più moderna portaerei dell’Esercito popolare di liberazione, la Fujian Type 003, ha attraversato martedì lo Stretto di Taiwan, monitorata dai sistemi di sorveglianza dell’isola. Secondo fonti militari cinesi, l’unità sarebbe in rotta verso il porto di Hainan per una sosta prima di nuove esercitazioni nel Mar Cinese Meridionale.
Nell’ottica di Pechino, le manovre di Taipei confermano l’intento del Partito democratico progressista di perseguire l’indipendenza con mezzi militari. La portavoce dell’Ufficio per gli affari di Taiwan, Zhang Han, ha definito le esercitazioni “completamente futili” di fronte all’esercito popolare e ha ribadito che la Cina non rinuncerà mai all’uso della forza per impedire la secessione. Su un fronte diplomatico parallelo, Pechino accusa l’amministrazione Lai Ching-te di essere “complice” delle iniziative di Giappone e Filippine che ledono gli interessi nazionali cinesi. I due paesi hanno avviato negoziati per delimitare le rispettive zone economiche esclusive nel Pacifico occidentale, aree che si sovrappongono alle acque rivendicate da Taiwan e che la Cina considera parte integrante del proprio territorio. Taipei, per bocca del presidente Lai, contesta il diritto di Pechino a proiettare una zona economica esclusiva in quelle acque, sostenendo che la Cina non è uno Stato rivierasco.
La simultaneità degli eventi – esercitazioni, transito della Fujian e scontro sulle zone marittime – delinea un arco di tensione in cui la deterrenza taiwanese si misura con una pressione militare e giuridica crescente. Il ministro Koo ha annunciato che le riserve saranno richiamate presso le unità di origine per mantenere le competenze specialistiche, inclusi i sistemi HIMARS di fabbricazione statunitense e i droni, il cui addestramento per i riservisti è in fase di revisione dopo le critiche parlamentari sulla sua brevità. Raymond Greene, capo della rappresentanza diplomatica americana a Taipei, ha dichiarato che gli alleati regionali condividono l’obiettivo di prevenire una crisi nello Stretto e di rafforzare la deterrenza contro qualsiasi tentativo di alterare lo status quo con la forza, in linea con la strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Per l’Europa e l’Italia, la posta in gioco va oltre la dimensione geopolitica immediata. Lo Stretto di Taiwan è un collo di bottiglia per le catene globali di approvvigionamento, in particolare per i semiconduttori, e una sua destabilizzazione avrebbe ripercussioni dirette sull’industria manifatturiera e tecnologica europea. Gli analisti di Bruxelles osservano con preoccupazione l’accorciarsi dei tempi di preavviso, che riduce lo spazio per una mediazione diplomatica e aumenta il rischio di escalation per errore di calcolo. Il dossier resta aperto su più tavoli: le esercitazioni di prontezza immediata si concluderanno nei prossimi giorni, le grandi manovre annuali Han Kuang sono attese ad agosto, mentre i negoziati marittimi tra Giappone e Filippine proseguono senza un quadro condiviso con Taipei o Pechino.
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Taiwan sta intensificando con urgenza la preparazione al combattimento perché il margine di preavviso per un attacco cinese si sta riducendo. Esercitazioni di cinque giorni mettono alla prova la capacità di passare istantaneamente dal tempo di pace alla condizione di guerra. Le manovre riflettono il timore crescente che Pechino possa trasformare rapidamente un'esercitazione di routine in un vero assalto.
La più avanzata portaerei cinese, la Fujian, ha effettuato un transito di routine attraverso lo Stretto di Taiwan. Il passaggio è avvenuto mentre l'isola teneva esercitazioni di prontezza al combattimento, che gli analisti cinesi considerano una messa in scena superflua. Le operazioni dell'Esercito Popolare di Liberazione sono normali e non costituiscono una minaccia alla stabilità regionale.
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