
Surabaya, la protesta anti-Prabowo finisce in arresti di massa
Ventiquattro manifestanti fermati dopo il lancio di pietre e petardi contro la polizia; per i gruppi per i diritti umani si è trattato di fermi arbitrari, mentre il governo affronta una crisi economica crescente.
Ventiquattro persone sono state arrestate nella notte tra venerdì e sabato a Surabaya, sull’isola di Giava, al termine di una manifestazione contro l’aumento dei prezzi dei carburanti e il programma di pasti gratuiti voluto dal presidente Prabowo Subianto. Secondo le stime dei giornalisti presenti, circa un centinaio di dimostranti, in abiti neri e mascherine, si erano radunati davanti al palazzo del governatorato Grahadi; alcuni hanno lanciato pietre e petardi contro le forze dell’ordine e incendiato rifiuti in mezzo alla strada. Il capo della polizia di Surabaya, Luthfie Sulistiawan, ha dichiarato che gli agenti sono intervenuti con «azioni ferme» dopo il lancio di proiettili, parlando di «decine» di arresti senza precisare il numero esatto. I fermati sono stati interrogati fino alle 3:30 del mattino e poi rilasciati senza accuse formali.
La versione delle autorità è contestata dalle organizzazioni per i diritti umani. Secondo il coordinatore di KontraS Surabaya, Fatkul Khoir, e gli avvocati della Rete anti-criminalizzazione, gli arresti sono stati condotti in modo casuale da agenti in borghese, che avrebbero prelevato anche persone estranee alla protesta. I gruppi legali chiedono il rilascio immediato di tutti i fermati, l’accesso a un’adeguata assistenza legale e la cessazione di ogni violenza sui manifestanti. La polizia non ha ancora reso noto il fondamento giuridico dei fermi, mentre i dimostranti, organizzati sotto lo slogan «Indonesia Sekarat» dal Fronte Anti-Capitalismo, chiedevano tra l’altro la riduzione dei prezzi dei beni di prima necessità, lo stop al programma di pasti gratuiti e alle cooperative di villaggio, l’abrogazione delle leggi su polizia ed esercito e maggiori investimenti in sanità e istruzione.
La protesta di Surabaya è l’ultimo episodio di un’ondata di malcontento che da settimane attraversa l’arcipelago. Secondo analisti economici del Sud-est asiatico, la decisione dell’amministrazione Prabowo di aumentare di circa il 30% il prezzo della benzina non sovvenzionata risponde alla necessità di contenere la pressione sui conti pubblici, aggravata dal rialzo delle quotazioni petrolifere legato alla guerra in Medio Oriente. Il programma di pasti gratuiti nelle scuole, pilastro dell’agenda presidenziale, è stato parzialmente sospeso dopo casi di intossicazione alimentare di massa e accuse di corruzione che hanno portato alla rimozione del capo dell’agenzia nazionale per la nutrizione. La Banca Mondiale ha avvertito che la crescita economica potrebbe restare sotto il 5%, al di sotto dell’obiettivo governativo del 5,4%, mentre la rupia e la borsa di Giacarta hanno subito forti perdite dall’inizio dell’anno.
Il dossier delle proteste in Indonesia è seguito con attenzione anche in Europa, dove le rappresentanze diplomatiche monitorano la stabilità di un partner chiave del commercio con l’ASEAN. Le manifestazioni di massa dell’agosto e settembre 2024, degenerate in scontri con le forze di sicurezza dopo la morte di un fattorino investito da un veicolo della polizia, avevano già provocato dieci vittime e migliaia di arresti. In quell’occasione la maggior parte dei fermati era stata rilasciata, ma il timore di una spirale repressiva resta vivo tra gli osservatori internazionali. Al momento, i 24 fermati di Surabaya sono liberi, ma le indagini potrebbero riaprirsi; intanto, i collettivi di attivisti annunciano nuove mobilitazioni per i prossimi giorni, mentre il governo non ha ancora fornito una risposta organica alle richieste della piazza.
| Stampa sud-est asiatica | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa cinese | −0.10 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.50 | critical |
Il governo indonesiano e la polizia agiscono per garantire l'ordine pubblico, mentre i cittadini esprimono il loro disagio economico.
La narrazione si basa su una descrizione fattuale degli eventi, senza attribuire colpe, ma sottolineando la necessità di equilibrio tra welfare e stabilità.
La Cina osserva la stabilità regionale; le proteste in Indonesia sono un campanello d'allarme per la gestione economica.
Il framing utilizza la prospettiva di un osservatore esterno che valuta le implicazioni per la sicurezza e la cooperazione economica.
I manifestanti sono oppressi da un governo corrotto e da potenze imperialiste; la loro lotta è giusta.
La retorica adotta un tono di solidarietà e indignazione, collegando l'evento a una narrazione più ampia di resistenza contro l'ingiustizia globale.
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