
Suor Smerilli, la terza prefetta: il Vaticano e la lunga strada delle donne
La nomina della religiosa italiana a capo del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale segna un nuovo passo nel solco tracciato da Francesco, tra aperture e antichi equilibri.
Un bollettino stringato, diramato a mezzogiorno dalla Sala Stampa vaticana, ha consegnato alla storia un nome: suor Alessandra Smerilli. Era un martedì di fine giugno, il 30 giugno 2026, quando papa Leone XIV ha firmato la nomina che fa della religiosa italiana, economista e docente all’Auxilium di Milano, la nuova prefetta del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale. Suor Smerilli, cinquantun anni, già segretaria dello stesso organismo, prende il posto del cardinale canadese Michael Czerny, prossimo agli ottant’anni, e diventa la terza donna a guidare un dicastero della Curia romana, dopo suor Simona Brambilla e la laica María Montserrat Alvarado.
La scelta non arriva inattesa. Leone, in un’intervista concessa nel 2025 alla testata specializzata Crux, aveva dichiarato di voler «continuare sulle orme di Francesco nominando donne in alcuni ruoli di leadership a diversi livelli nella vita della chiesa». E in effetti il gesto si inserisce in una traiettoria che ha visto, negli ultimi anni, un’accelerazione silenziosa ma costante: Francesco aveva promosso suor Raffaella Petrini a segretaria generale del Governatorato, aveva affidato a suor Brambilla la guida del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata, e aveva aperto la strada a una presenza femminile nei gangli decisionali della Santa Sede. Secondo osservatori vicini alla Curia, la nomina di Smerilli conferma che Leone intende proseguire quella politica di riequilibrio, rispondendo alle pressioni di chi, da decenni, denuncia l’assenza delle donne dai luoghi in cui si decide il futuro della Chiesa.
Eppure, la cronaca della nomina rivela anche la complessità di un cammino che non può essere lineare. Accanto a suor Smerilli, il papa ha nominato un pro-prefetto, il cardinale Fabio Baggio, finora sotto-segretario del medesimo dicastero. Una doppia investitura che, come già accaduto per suor Brambilla, riconosce un dato giuridico e teologico: alcune funzioni di governo richiedono l’ordine sacro, precluso alle donne. È un equilibrio delicato, che secondo analisti del mondo cattolico europeo riflette la tensione tra la spinta innovatrice e la fedeltà a una struttura gerarchica che affonda le radici in secoli di tradizione. Le associazioni di fedeli laici, in particolare quelle attive in America Latina e in Asia, leggono in questa dualità non un arretramento, ma un realismo istituzionale che permette di avanzare senza rotture.
L’immagine che resta, al di là delle cronache curiali, è quella di una suora economista che si occuperà di migranti, ambiente e sviluppo, le tre grandi ferite del pianeta che il Dicastero ha il compito di curare. Suor Smerilli, descritta da chi l’ha incontrata come una figura schiva e competente, eredita un ufficio nato nel 2016 per volontà di Francesco con la missione di «promuovere la persona umana e la sua dignità donatale da Dio, i diritti umani, la salute, la giustizia e la pace». In un’epoca in cui le migrazioni scuotono le coscienze dell’Europa e le crisi ambientali ridisegnano le geografie della povertà, la sua nomina assume un significato che va oltre le mura leonine. È il segno che la Chiesa, pur tra i suoi lenti movimenti, cerca di parlare il linguaggio del presente con voci nuove, senza dimenticare le proprie radici.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Papa Leone XIV ha nominato suor Alessandra Smerilli prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, rendendola la terza donna a ricoprire un simile incarico in Vaticano. La nomina si inserisce nel solco tracciato da Francesco, che aveva già promosso donne a ruoli di vertice nella Curia. L'economista salesiana, già segretaria del dicastero, guiderà l'ufficio per migranti, ambiente e sviluppo.
In una mossa storica, Papa Leone XIV ha nominato per la prima volta una donna a un alto incarico nella Santa Sede, promuovendo suor Alessandra Smerilli a capo dell'ufficio per migranti, ambiente e sviluppo. La decisione estende l'eredità di Francesco, che aveva fatto della promozione femminile un pilastro del suo pontificato. L'economista italiana diventa così un simbolo del nuovo corso vaticano.
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