
Sparatoria a Chicago durante il Juneteenth: da un SUV due uomini sparano sulla folla, 12 feriti
Nel South Side della città, mentre si celebrava la fine della schiavitù, un veicolo ha aperto il fuoco; la polizia cerca due aggressori in fuga, bilancio provvisorio.
A tarda notte del venerdì 19 giugno 2026, un SUV di colore rosso si è fermato davanti a una folla nel quartiere South Side di Chicago e due occupanti hanno aperto il fuoco contro le persone riunite per il Juneteenth, la festa nazionale che celebra l’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti. Secondo la polizia, almeno 12 persone sono rimaste ferite da colpi d’arma da fuoco, prima che il veicolo fuggisse a tutta velocità nello stesso quartiere.\n\nTra i feriti, secondo i referti medici, vi sono otto uomini e quattro donne, di età compresa tra i 17 e i 47 anni. Due uomini sono in condizioni critiche: uno per una grave ferita alla coscia, l’altro presenta ferite multiple. Una donna è stata colpita due volte alla schiena e un altro uomo ha riportato quattro ferite superficiali da striscio: entrambi sono stati giudicati in condizioni stabili. Alcune fonti giornalistiche e testimonianze raccolte sul posto parlano di un tredicesimo ferito, un adolescente di 17 anni raggiunto al femore, ma la polizia non ha ancora confermato ufficialmente questo dato. Un uomo con lesioni di natura imprecisata ha rifiutato le cure mediche.\n\nLe autorità hanno avviato un’indagine prioritaria, ma fino a questo momento non sono stati diffusi identikit dei sospetti né il numero di targa del SUV. Non risultano fermi. I detective stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza e sentendo i testimoni per ricostruire l’esatta dinamica dell’agguato. Il movente resta ignoto.\n\nL’attacco ha spezzato il clima di festa in una giornata dal forte valore simbolico. Poche ore prima, a poca distanza dal luogo della sparatoria, l’ex presidente Barack Obama e la moglie Michelle avevano inaugurato il loro centro presidenziale, accogliendo i primi visitatori. Il pastore Donovan Price, da anni impegnato nel sostegno alle vittime della violenza armata, ha dichiarato che assistere a una sparatoria di massa durante una ricorrenza come il Juneteenth è una tragedia: «Dovrebbe essere una festa. I fuochi d’artificio non dovrebbero diventare spari». L’episodio si inserisce in un fine settimana violento per la città: la polizia ha comunicato che, dalle prime ore di venerdì, almeno 21 persone sono state colpite da arma da fuoco in diversi quartieri di Chicago, con quattro vittime. Le indagini sul caso del South Side proseguono.
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I media iraniani riportano l'ennesimo episodio di violenza armata negli Stati Uniti, con due sconosciuti che sparano dalla loro auto sulla folla a Chicago, ferendo almeno 13 persone. Sottolineano che i colpi sono stati oltre cento e che i sospetti sono fuggiti. L'episodio è descritto come 'folle' e l'accento è posto sull'assenza di un movente.
I media latinoamericani evidenziano come l'attacco abbia rovinato le celebrazioni del Juneteenth, un giorno significativo per la comunità afroamericana. Descrivono l'evento come un violento attacco armato da un SUV in movimento, con 12 feriti tra cui due in condizioni critiche. L'attenzione è sulla mobilitazione della polizia e sull'ombra gettata sulla festività.
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