
Silverstone, il rombo della Formula 1 tra crisi di energia e la rincorsa di Russell
Il Gran Premio di Gran Bretagna si apre all’insegna delle incognite tecniche sui nuovi propulsori ibridi, mentre il pilota della Mercedes cerca il tris di vittorie britanniche per riaprire il mondiale.
La vittoria di George Russell in Austria, la seconda stagionale, ha riaperto un mondiale che sembrava ipotecato dal giovane compagno di squadra Kimi Antonelli. Il britannico, a quaranta punti dalla vetta, arriva a Silverstone forte di due pole consecutive e di una Mercedes che, con nove vittorie nelle ultime tredici gare in terra inglese, si presenta come il pacchetto più temibile per le curve veloci del Northamptonshire. Russell lo sa e invoca una lotta a più voci, «come ai tempi dei kart», con Verstappen, Hamilton, Norris e Leclerc tutti in scia. Ma il circuito che fu tempio della velocità pura rischia quest’anno di trasformarsi in un banco di prova spietato per la nuova generazione di power unit ibride.
La preoccupazione, condivisa da piloti e ingegneri, riguarda la gestione dell’energia elettrica su un tracciato dove si viaggia a fondo per intere sezioni. Fernando Alonso ha parlato senza mezzi termini di uno spettacolo «triste» per piloti e spettatori, denunciando la perdita di potenza che costringerà a rallentare in curve leggendarie come Maggots e Becketts. Dalla prospettiva sudamericana, Franco Colapinto ha confermato che Silverstone, insieme a Suzuka e Melbourne, era stata identificata da Alpine già a inizio anno come una delle piste più critiche per il clipping: «Si esce a fondo dalla curva 7 e si arriva quasi alla 13 senza frenare – ha spiegato –, è difficilissimo arrivare con energia alla fine del giro». Il pilota argentino, reduce da un weekend austriaco senza punti, ha lavorato a Enstone per comprendere i limiti emersi, mentre la squadra deve fare i conti con un ulteriore handicap: la riduzione del 25% del tempo in galleria del vento, scattata dopo l’ultima ricalibrazione del sistema che premia i team meno performanti.
Lewis Hamilton, dal canto suo, torna a casa con la Ferrari consapevole che il deficit di potenza in rettilineo, costato circa quattro decimi al giro in Austria, sarà difficile da colmare in un’unica soluzione. Eppure il sette volte campione del mondo, che a Barcellona ha centrato la prima vittoria in rosso, può contare su un legame ventennale con Silverstone e su un pubblico che anche quest’anno, in concomitanza con Wimbledon e i Mondiali di calcio, promette il tutto esaurito. La scuderia di Maranello, seconda nel costruttori ma staccata di quasi cento punti dalla Mercedes, cerca conferme in un fine settimana che prevede il formato Sprint, con qualifica e gara breve già al venerdì e al sabato.
In questo quadro di tensioni tecniche e sportive, non mancano i momenti di leggerezza. Colapinto, intervistato a bordo pista, ha visto una pianta cadere sul tavolo a causa del vento e ha commentato ridendo: «Casi lesionan al piloto, è la miglior nota della storia». Poi, con i meccanici inglesi, ha sfoderato l’ironia calcistica: «Quante stelle ha l’Inghilterra? Noi ne abbiamo tre, e in semifinale vi battiamo». Alpine, intanto, ha annunciato una partnership con la Diddly Squat Farm di Jeremy Clarkson per rifornire il team di prodotti locali, in un curioso intreccio tra motorsport e campagna britannica.
La nona tappa del mondiale 2026 scatterà venerdì con le prime prove libere, per culminare domenica alle 11 ora di Buenos Aires (le 16 in Italia) con una gara che promette di riscrivere le gerarchie tecniche e di rilanciare la caccia al titolo. Con Antonelli saldamente in testa, Russell in rimonta e Verstappen a caccia del colpo su una pista dove la Red Bull ha mostrato passi avanti, Silverstone si prepara a un weekend in cui la gestione dell’energia potrebbe decidere più del talento puro.
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