
Scaloni e l’ombra delle Malvinas: «Contro l’Inghilterra è solo una partita di calcio»
Alla vigilia della semifinale mondiale, il ct argentino invita a separare sport e memoria bellica, mentre Maradona Jr. rilancia il peso emotivo del confronto.
La conferenza stampa della vigilia, ad Atlanta, ha consegnato un Lionel Scaloni deciso a tracciare un perimetro netto. «È solo una partita di calcio», ha ripetuto il commissario tecnico dell’Argentina, rispondendo alle domande sul conflitto delle Malvinas che da quarant’anni colora ogni incrocio con l’Inghilterra. Una presa di posizione che, secondo la stampa brasiliana, mira a depoliticizzare un duello già carico di tensione, ma che non ha spento le voci dissonanti: dall’Italia, Diego Maradona Jr. ha ribattuto che «contro l’Inghilterra niente è normale», evocando il lascito del padre e i 649 caduti argentini del 1982.
Sul piano tattico, Scaloni ha ammesso senza giri di parole la necessità di ritrovare il gioco. Dopo il sofferto successo contro la Svizzera, ha analizzato con i giocatori gli errori e ha lasciato aperta l’ipotesi di modifiche all’undici iniziale. «Dobbiamo recuperare il pallone, giocare a calcio, che è la nostra forza», ha spiegato, indicando nella velocità degli inglesi sulle fasce e nella qualità di Bellingham e Kane i pericoli principali. I media argentini hanno sottolineato come il ct abbia messo in guardia la squadra dal dipendere esclusivamente dalla capacità di soffrire, già dimostrata in più occasioni durante il torneo.
La semifinale riporta in superficie una ferita storica che il calcio ha spesso amplificato. La vittoria per 2-1 ai quarti del Mondiale 1986, con la Mano de Dios e il Gol del Secolo di Maradona, fu vissuta da molti argentini come una catarsi dopo la guerra. Oggi Scaloni chiede di non confondere i piani: «Rispetto per quel periodo triste, ma mischiare sarebbe una follia». Una linea condivisa, secondo i media brasiliani, anche dal tecnico inglese Thomas Tuchel, mentre le autorità statunitensi hanno classificato la partita come quella a più alto rischio di disordini, vietando l’ingresso di bandiere con riferimenti alle Malvinas.
L’Argentina arriva all’appuntamento con l’entusiasmo intatto e la consapevolezza di aver già superato momenti critici. Scaloni ha ricordato che nessuna delle quattro semifinaliste è giunta fin qui senza difficoltà, e ha elogiato la Spagna, già finalista, per la partita più completa del torneo. La sfida di Atlanta, in programma mercoledì alle 16 ora di Brasilia, mette in palio l’accesso alla finale di domenica contro le Furie Rosse. Per l’Albiceleste, campione in carica, si tratta di confermare un’identità di gioco che nelle ultime uscite è apparsa appannata, mentre per l’Inghilterra sarebbe la prima finale mondiale in sessant’anni.
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