
Reti criminali in Africa: sequestri, narcotraffico e violenza domestica
Operazioni di polizia in Nigeria e Ghana smantellano gang di sequestratori e trafficanti, mentre in Kenya emerge un gruppo criminale legato all'assalto a una cattedrale.
Un’offensiva coordinata nella capitale nigeriana ha messo a nudo la complessa infrastruttura dei sequestri a scopo di estorsione che affligge la periferia di Abuja. Nel corso di un’operazione nell’area di Byazin, la polizia federale ha arrestato una donna incinta che fungeva da cuoca e fornitrice logistica per una banda di rapitori, insieme a un informatore e ad altri complici. Pochi giorni prima, le stesse unità avevano demolito e incendiato i nascondigli dei sequestratori nel villaggio di Zhiko, nel Bwari Area Council, dopo un blitz in cui due banditi erano stati uccisi e cinque ostaggi liberati, tra cui un pastore. Il commissario di polizia della capitale ha descritto le strutture come veri e propri covi utilizzati per trattenere le vittime, segno di un radicamento territoriale che le autorità nigeriane stanno cercando di spezzare con operazioni mirate.
Parallelamente, in Ghana, un’operazione congiunta tra le direzioni investigative di Ho e Tema ha intercettato un camion cinese che trasportava 5.039 pacchi di sostanze stupefacenti, occultati in sessantatré sacchi, lungo la strada Tema-Akosombo. Il carico, già ribattezzato “cocaina del Volta”, è stato sequestrato nelle prime ore di domenica 14 giugno e due persone sono state fermate. Secondo analisti della sicurezza europei, il volume del sequestro suggerisce una rotta consolidata che dall’Africa occidentale punta ai mercati del continente, con l’Italia spesso indicata come snodo di transito o destinazione finale per la cocaina sudamericana che transita via Africa.
Un caso di brutalità domestica ha scosso Abuja: un uomo ha tenuto la sorella incatenata in una stanza per sedici mesi, fino a quando una chiamata di soccorso ha permesso alla polizia di irrompere nell’abitazione e liberare la vittima. L’episodio, definito dal commissario come una delle scene più disumanizzanti mai incontrate, getta luce su forme di violenza familiare estrema che, in contesti di marginalità, possono rimanere invisibili per lunghi periodi.
In altri stati della Nigeria, le forze dell’ordine hanno condotto retate significative: a Kaduna sono stati arrestati 29 sospetti legati a sequestri, omicidi, furti d’auto e traffico di Tramadol, con il recupero di armi, veicoli e gioielli per un valore superiore a 30 milioni di naira. Ad Adamawa, otto persone sono state fermate per rapina e spaccio nella zona di Yolde-Pate, mentre tre membri della temuta gang Shilla sono stati catturati a Yola. A Bauchi, un uomo è stato arrestato per il furto di una mucca da un milione e mezzo di naira. Sul versante orientale del continente, in Kenya, quattro sospetti collegati all’assalto alla cattedrale di All Saints da parte di circa duecento motociclisti sono stati trattenuti per dieci giorni; le indagini li riconducono al gruppo criminale “chini ya mnazi” attivo nel quartiere di Mathare North.
L’insieme di queste operazioni disegna una mappa di reti criminali fluide, capaci di spaziare dai sequestri locali al narcotraffico transnazionale. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, il rischio è che le rotte della droga dall’Africa occidentale si consolidino, alimentando mercati illeciti e riciclaggio. La cooperazione giudiziaria e di polizia tra paesi africani ed europei, già sollecitata da osservatori di Bruxelles, resta cruciale per arginare fenomeni che non conoscono frontiere e che sfruttano tanto la vulnerabilità sociale quanto le debolezze dei controlli portuali e stradali.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Le forze di polizia di Papua hanno scoperto 111 casi di narcotici, sequestrando oltre 40 chili di cannabis e altre sostanze. L'operazione rientra nell'impegno costante contro il traffico di stupefacenti nella regione.
Le forze di sicurezza marocchine hanno intercettato un carico di 4,5 tonnellate di stupefacenti vicino a El Jadida, arrestando il conducente del camion. L'operazione coordinata ha inferto un duro colpo alle reti di traffico.
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