
Rallenta l’occupazione USA, le Borse europee toccano nuovi record e l’Asia rimbalza
I dati deboli sul lavoro USA allontanano il rialzo dei tassi Fed, innescando una rotazione dai tecnologici ai ciclici e spingendo gli indici europei su nuovi massimi storici.
I dati sull’occupazione statunitense di giugno, molto al di sotto delle attese, hanno raffreddato le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, innescando un rally che ha portato gli indici europei a nuovi record e ha fatto rimbalzare le Borse asiatiche. In una seduta a bassa liquidità per la chiusura dei mercati americani, lo Stoxx 600 ha chiuso a 652,84 punti, massimo storico, mentre il Dax di Francoforte e l’Ibex 35 di Madrid hanno segnato nuovi primati.
Il rallentamento del mercato del lavoro, con le cifre dei mesi precedenti riviste al ribasso e un tasso di disoccupazione sceso solo per l’uscita di lavoratori dalla forza lavoro, ha modificato le scommesse dei trader. Secondo gli economisti di Sydney, il mercato non è più un freno per la Fed, che può ora concentrarsi sull’inflazione senza l’urgenza di un rialzo immediato. I future sui fondi federali attribuiscono una probabilità del 46,8% a tassi invariati a settembre, in forte aumento rispetto al giorno prima. Tuttavia, le pressioni sui prezzi restano elevate, aggravate dalle strozzature nel trasporto marittimo provocate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, i cui effetti inflazionistici, secondo gli analisti londinesi, sono ancora in fase di propagazione.
La seduta ha confermato la rotazione dai titoli tecnologici, gonfiati dall’intelligenza artificiale, verso i comparti ciclici come industriali, banche e servizi finanziari. In Europa, Siemens è salita del 2,6% dopo il miglioramento del giudizio da parte di Kepler Cheuvreux, mentre il settore della difesa ha guadagnato lo 0,7% sulla scia degli attacchi russi in Ucraina. In Asia, il Kospi di Seul è balzato del 5,8%, recuperando parte delle perdite dei produttori di chip come SK hynix e Samsung, dopo che i Pmi cinesi e giapponesi hanno indicato un’espansione dell’attività a giugno, con la domanda estera cinese al ritmo più rapido in venti mesi.
L’attenzione si sposta ora alla riunione della Fed di settembre, quando si capirà se il rallentamento del lavoro basterà a mantenere i tassi invariati, mentre in Europa la Bce resta orientata a un rialzo cumulativo di 23 punti base entro fine anno, secondo le rilevazioni Lseg. Sul fronte geopolitico, l’evoluzione dello Stretto di Hormuz e i colloqui Usa-Iran restano un fattore chiave per i prezzi del petrolio e le prospettive inflazionistiche globali.
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I mercati europei hanno festeggiato un nuovo record, spinti dal raffreddamento delle attese di rialzo dei tassi dopo i deludenti dati sull'occupazione USA. L'indice spagnolo ha partecipato al rally toccando un massimo storico, mentre la bassa liquidità ha mantenuto la seduta tranquilla. I numeri hanno rafforzato la speranza che la Fed rimandi la stretta.
L'indice europeo Stoxx 600 ha raggiunto un record, sostenuto dai guadagni dei titoli tecnologici e della difesa, mentre gli investitori riducevano le scommesse su rialzi dei tassi USA. Il debole rapporto sull'occupazione americana ha allentato la pressione sulla Federal Reserve, favorendo i titoli ciclici. Anche il Dax tedesco ha toccato un nuovo massimo.
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