
Guerra navale nel Mar Nero: attacchi incrociati a navi mercantili e porti
Raid russi su cargo civili al largo di Odessa causano vittime, mentre Kiev colpisce petroliere nel Mar d'Azov, paralizzando le rotte del grano.
L’intensificarsi degli attacchi reciproci contro il naviglio mercantile nel bacino del Mar Nero ha segnato un’escalation senza precedenti nel conflitto. Il 14 luglio, secondo le autorità regionali di Odessa, droni russi hanno colpito tre navi cargo in rada e in navigazione, uccidendo il comandante di un mercantile battente bandiera tanzaniana e due membri dell’equipaggio di una nave delle Isole Marshall. Il Ministero della Difesa di Mosca ha rivendicato le operazioni, sostenendo che i bersagli erano «imbarcazioni utilizzate nell’interesse delle forze armate ucraine» e infrastrutture portuali per lo scarico di carburanti. Le stesse fonti militari russe hanno dichiarato di aver distrutto cinque serbatoi di combustibile nel porto di Yuzhny, a sud di Odessa.
Parallelamente, sul versante orientale, le forze di Kiev hanno rivendicato una campagna sistematica di attacchi con droni contro unità navali russe nel Mar d’Azov. Il comandante delle forze dei sistemi senza pilota ucraini, Robert Brovdi, ha affermato che in una sola notte sono state colpite undici imbarcazioni, tra cui cinque petroliere, e che in nove giorni il totale dei natanti danneggiati ha raggiunto quota 116. Secondo analisti di Bruxelles, questa offensiva asimmetrica mira a interrompere la logistica energetica e cerealicola russa, replicando la strategia già adottata contro le raffinerie. Le conseguenze sono state immediate: le autorità di Rostov hanno confermato restrizioni al traffico navale nello stretto di Kerč e nel canale Azov-Don, mentre il Ministero dell’Agricoltura russo ha annunciato l’avvio di studi per «rotte alternative» e lo spostamento di parte dei carichi su ferrovia e gomma.
L’impatto sui mercati globali delle materie prime è tangibile. I porti del Mar d’Azov movimentano circa un quarto dell’export cerealicolo russo e, secondo gli operatori del settore, i futures sul grano tenero a Chicago e Parigi hanno registrato rialzi superiori al 3% nella seduta del 10 luglio. Per l’Italia, primo trasformatore europeo di grano duro e importatore netto di cereali, un’eventuale contrazione prolungata dei flussi dal Mar Nero – da cui proviene una quota rilevante del mais e del frumento tenero destinati alla zootecnia e all’industria molitoria – potrebbe tradursi in un aumento dei costi della filiera agroalimentare. A Bruxelles, fonti diplomatiche osservano con preoccupazione il ripetersi di attacchi contro navi civili, ricordando che il diritto internazionale umanitario vieta di prendere di mira unità mercantili non implicate direttamente nelle ostilità.
Il quadro è aggravato dalla simultanea paralisi del terminal Kernel a Chornomorsk, uno dei principali snodi per l’export di olio di girasole e cereali ucraini, colpito nei giorni scorsi con danni a silos e impianti elettrici. Mentre Mosca accusa Kiev di «atti di terrorismo» che superano persino la pirateria, le cancellerie occidentali temono che la distruzione reciproca delle infrastrutture portuali possa innescare una crisi alimentare di proporzioni sistemiche, in un momento in cui la domanda globale di grano resta elevata. Al momento, non sono in programma negoziati per una tregua navale, e gli armatori stanno valutando un drastico aumento dei premi assicurativi per i rischi di guerra, con la possibilità concreta che diverse rotte vengano abbandonate.
| Stampa russa e CSI | +0.70 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.80 | critical |
La Russia colpisce legittimamente obiettivi militari ucraini.
Ripetizione della formula 'utilizzate nell'interesse delle Forze Armate ucraine' per giustificare ogni attacco.
Non menziona le vittime civili, le bandiere delle navi o la loro natura commerciale.
La Russia attacca navi civili, uccidendo innocenti.
Enfasi sulle bandiere di paesi terzi e sulle vittime civili per sottolineare la natura indiscriminata dell'attacco.
Non menziona la giustificazione russa che le navi fossero utilizzate per scopi militari.
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