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Scienza e Salutesabato 27 giugno 2026

Quando il caldo fonde l’asfalto e mette alla prova il corpo: strategie e fragilità

Dalle autostrade tedesche raffreddate con i mezzi spargisale agli uffici italiani dove 8 lavoratori su 10 non bevono a sufficienza, l’ondata di calore estremo ridisegna priorità e comportamenti.

Con le temperature che in Germania hanno raggiunto i 40 gradi centigradi, i servizi di sgombero neve sono stati mobilitati per un compito opposto a quello invernale: irrorare d’acqua le carreggiate. Nel distretto dell’Unstrut-Hainich, in Turingia, e sull’autobahn A643/A66 in Assia, i mezzi spargisale percorrono le strade per raffreddare l’asfalto reso molle dal bitume che affiora in superficie, mentre su alcune tratte in calcestruzzo, come la A2 nel Brandeburgo, le dilatazioni termiche hanno provocato pericolosi sollevamenti delle lastre, costringendo alla chiusura di intere corsie. L’obiettivo dichiarato dalle autorità locali è evitare i divieti di circolazione imposti negli anni passati, ma l’immagine dei veicoli invernali in piena canicola segnala una pressione nuova sulle infrastrutture, che in Italia si traduce in un’attenzione crescente alla tenuta di ponti e viadotti esposti a escursioni termiche sempre più ampie.

Il corpo umano affronta la stessa minaccia con meccanismi di termoregolazione che, superata una certa soglia, possono incepparsi. Uno studio dell’Università di Wuppertal ha quantificato l’effetto sulla guida: già a 37 gradi nell’abitacolo il tasso di incidenti sale del 33 per cento, a causa di aggressività o rallentamenti improvvisi. Per questo i ricercatori tedeschi consigliano di non abbassare mai la temperatura interna di oltre cinque o sei gradi rispetto all’esterno, per evitare collassi circolatori. Sul fronte fisiologico, una ricerca giapponese ha mostrato che applicare panni freddi su polsi, tempie e nuca induce il centro cerebrale della termoregolazione a ridurre i processi metabolici che generano calore, offrendo un sollievo immediato. Il mentolo contenuto nel tè alla menta, spiegano gli stessi studi, attiva i recettori del freddo nella bocca senza stressare il circolo con liquidi ghiacciati, mentre il cocco, testato dopo sforzo fisico, ha provocato meno nausea rispetto all’acqua semplice, pur non idratando di più.

In Italia la sfida si sposta nei luoghi di lavoro. Secondo una rilevazione Ipsos per Culligan, quasi otto lavoratori su dieci non si idratano a sufficienza in ufficio, e la maggioranza ammette di dimenticarsi di bere. Il problema è aggravato dagli ambienti climatizzati, che attenuano lo stimolo della sete ma non la perdita di liquidi, con ripercussioni su concentrazione e umore. La stessa indagine segnala che il 76 per cento degli italiani è preoccupato per la qualità dell’acqua del rubinetto, citando calcare, microplastiche e PFAS, e che il 25 per cento utilizza già sistemi di filtrazione domestica, una quota che sale oltre il 30 per cento tra Millennials e Gen Z. La presenza di erogatori di acqua filtrata in azienda è considerata un benefit da quasi nove dipendenti su dieci, un dato che spinge le imprese a rivedere le dotazioni degli spazi comuni.

Sul piano individuale, gli esperti interpellati dalle testate tedesche e nigeriane convergono su alcune pratiche: indossare un solo strato di fibre traspiranti come lino o viscosa, consumare frutta e verdura ricche d’acqua, e non tuffarsi in acqua fredda per evitare shock termici. Per chi guida, il consiglio è di parcheggiare con il retro verso il sole e usare pellicole riflettenti sul parabrezza, mentre in casa lenzuola bagnate e ventilazione incrociata possono abbassare la temperatura percepita. La prossima verifica concreta arriverà dalla tenuta delle strade tedesche: la corsia dell’A7 presso Amburgo, dove la giuntura della carreggiata si è staccata, resterà chiusa fino a lunedì pomeriggio, un banco di prova per l’efficacia dei raffreddamenti d’emergenza e per la resilienza di un sistema infrastrutturale pensato per climi meno estremi.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa europea continentaleStampa africana subsahariana
Stampa europea continentale/ DACH+
AllarmeUrgenzaPragmatismo

La Germania sta soffocando sotto temperature record di 40 gradi. Il caldo estremo sta ammorbidendo l'asfalto, costringendo i servizi invernali a spruzzare acqua sulle autostrade per prevenire danni. Le autorità sanitarie avvertono dei rischi letali, soprattutto per bambini e anziani, e consigliano di raffreddare specifiche parti del corpo e bere molti liquidi.

Stampa africana subsahariana/ Anglofona
PragmatismoDistacco

Con l'aumento delle temperature, gli esperti di salute ricordano di mantenersi idratati. Si consiglia di bere almeno tre litri d'acqua al giorno per un adulto sedentario, ma in caso di caldo estremo o lavoro fisico ne serve di più. L'attenzione è sulle misure pratiche quotidiane per affrontare il caldo.

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sabato 27 giugno 2026

Quando il caldo fonde l’asfalto e mette alla prova il corpo: strategie e fragilità

Dalle autostrade tedesche raffreddate con i mezzi spargisale agli uffici italiani dove 8 lavoratori su 10 non bevono a sufficienza, l’ondata di calore estremo ridisegna priorità e comportamenti.

Con le temperature che in Germania hanno raggiunto i 40 gradi centigradi, i servizi di sgombero neve sono stati mobilitati per un compito opposto a quello invernale: irrorare d’acqua le carreggiate. Nel distretto dell’Unstrut-Hainich, in Turingia, e sull’autobahn A643/A66 in Assia, i mezzi spargisale percorrono le strade per raffreddare l’asfalto reso molle dal bitume che affiora in superficie, mentre su alcune tratte in calcestruzzo, come la A2 nel Brandeburgo, le dilatazioni termiche hanno provocato pericolosi sollevamenti delle lastre, costringendo alla chiusura di intere corsie. L’obiettivo dichiarato dalle autorità locali è evitare i divieti di circolazione imposti negli anni passati, ma l’immagine dei veicoli invernali in piena canicola segnala una pressione nuova sulle infrastrutture, che in Italia si traduce in un’attenzione crescente alla tenuta di ponti e viadotti esposti a escursioni termiche sempre più ampie.

Il corpo umano affronta la stessa minaccia con meccanismi di termoregolazione che, superata una certa soglia, possono incepparsi. Uno studio dell’Università di Wuppertal ha quantificato l’effetto sulla guida: già a 37 gradi nell’abitacolo il tasso di incidenti sale del 33 per cento, a causa di aggressività o rallentamenti improvvisi. Per questo i ricercatori tedeschi consigliano di non abbassare mai la temperatura interna di oltre cinque o sei gradi rispetto all’esterno, per evitare collassi circolatori. Sul fronte fisiologico, una ricerca giapponese ha mostrato che applicare panni freddi su polsi, tempie e nuca induce il centro cerebrale della termoregolazione a ridurre i processi metabolici che generano calore, offrendo un sollievo immediato. Il mentolo contenuto nel tè alla menta, spiegano gli stessi studi, attiva i recettori del freddo nella bocca senza stressare il circolo con liquidi ghiacciati, mentre il cocco, testato dopo sforzo fisico, ha provocato meno nausea rispetto all’acqua semplice, pur non idratando di più.

In Italia la sfida si sposta nei luoghi di lavoro. Secondo una rilevazione Ipsos per Culligan, quasi otto lavoratori su dieci non si idratano a sufficienza in ufficio, e la maggioranza ammette di dimenticarsi di bere. Il problema è aggravato dagli ambienti climatizzati, che attenuano lo stimolo della sete ma non la perdita di liquidi, con ripercussioni su concentrazione e umore. La stessa indagine segnala che il 76 per cento degli italiani è preoccupato per la qualità dell’acqua del rubinetto, citando calcare, microplastiche e PFAS, e che il 25 per cento utilizza già sistemi di filtrazione domestica, una quota che sale oltre il 30 per cento tra Millennials e Gen Z. La presenza di erogatori di acqua filtrata in azienda è considerata un benefit da quasi nove dipendenti su dieci, un dato che spinge le imprese a rivedere le dotazioni degli spazi comuni.

Sul piano individuale, gli esperti interpellati dalle testate tedesche e nigeriane convergono su alcune pratiche: indossare un solo strato di fibre traspiranti come lino o viscosa, consumare frutta e verdura ricche d’acqua, e non tuffarsi in acqua fredda per evitare shock termici. Per chi guida, il consiglio è di parcheggiare con il retro verso il sole e usare pellicole riflettenti sul parabrezza, mentre in casa lenzuola bagnate e ventilazione incrociata possono abbassare la temperatura percepita. La prossima verifica concreta arriverà dalla tenuta delle strade tedesche: la corsia dell’A7 presso Amburgo, dove la giuntura della carreggiata si è staccata, resterà chiusa fino a lunedì pomeriggio, un banco di prova per l’efficacia dei raffreddamenti d’emergenza e per la resilienza di un sistema infrastrutturale pensato per climi meno estremi.

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La Germania sta soffocando sotto temperature record di 40 gradi. Il caldo estremo sta ammorbidendo l'asfalto, costringendo i servizi invernali a spruzzare acqua sulle autostrade per prevenire danni. Le autorità sanitarie avvertono dei rischi letali, soprattutto per bambini e anziani, e consigliano di raffreddare specifiche parti del corpo e bere molti liquidi.

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PragmatismoDistacco

Con l'aumento delle temperature, gli esperti di salute ricordano di mantenersi idratati. Si consiglia di bere almeno tre litri d'acqua al giorno per un adulto sedentario, ma in caso di caldo estremo o lavoro fisico ne serve di più. L'attenzione è sulle misure pratiche quotidiane per affrontare il caldo.

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