
Corea del Nord: la denuclearizzazione è irreversibile, Pechino rafforza i legami militari
Pyongyang respinge ogni trattativa sul nucleare mentre la visita di Xi Jinping e l'asse con Mosca ridefiniscono gli equilibri regionali.
La Corea del Nord ha ribadito che il suo status di potenza nucleare è ormai irreversibile, chiudendo la porta a qualsiasi ipotesi di denuclearizzazione. In una nota diffusa dall'agenzia statale KCNA, un portavoce del ministero degli Esteri ha definito la retorica di Washington e dei suoi alleati come un "discorso vuoto" che non scalfirà la posizione di Pyongyang. La dichiarazione arriva all'indomani del vertice trilaterale tra Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud a Tokyo, dove i tre paesi hanno ribadito l'impegno per una denuclearizzazione completa della penisola coreana. Secondo gli analisti di Seul, la mossa nordcoreana è una risposta diretta a quella che considera una crescente minaccia nucleare da parte degli avversari.
La visita del presidente cinese Xi Jinping a Pyongyang all'inizio di giugno ha aggiunto un ulteriore tassello al mosaico regionale. Accompagnato dal ministro della Difesa, Xi ha sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione militare bilaterale, un segnale che, secondo gli osservatori di Pechino, ha un valore più politico che operativo. La Cina resta il principale partner commerciale della Corea del Nord e l'unico paese con cui Pyongyang ha un trattato di mutua assistenza. In un mondo in rapido cambiamento, la mossa di Xi – che ha scelto la Corea del Nord come prima destinazione estera dell'anno – è vista come un tentativo di consolidare l'asse con Kim Jong-un in funzione anti-americana.
Parallelamente, i rapporti tra Pyongyang e Mosca si stanno evolvendo in una vera e propria alleanza militare. In un messaggio per la Festa della Russia del 12 giugno, Kim Jong-un ha assicurato al presidente Putin che la Corea del Nord "starà sempre al fianco della Federazione Russa", definendo il rapporto bilaterale una "sincera e devota relazione di fiducia e alleanza tra compagni". Secondo gli esperti di intelligence occidentali, il Trattato di partenariato strategico globale firmato lo scorso anno sta gettando le basi per una cooperazione che va oltre gli scambi commerciali, includendo possibili forniture di armi e tecnologia militare.
L'inasprimento della retorica nucleare nordcoreana e il rafforzamento dei legami con Cina e Russia rappresentano una sfida diretta all'ordine regionale. Per l'Europa e l'Italia, le implicazioni sono indirette ma significative: un eventuale conflitto nella penisola coreana potrebbe innescare una crisi globale, con ripercussioni economiche e di sicurezza. Bruxelles segue con attenzione gli sviluppi, consapevole che la stabilità dell'Indo-Pacifico è sempre più intrecciata con gli equilibri europei. La comunità internazionale si trova di fronte a un bivio: accettare una Corea del Nord nucleare come fatto compiuto o intensificare la pressione diplomatica, con il rischio di alimentare ulteriori tensioni.
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La Corea del Nord dichiara chiusa la questione della denuclearizzazione, respingendo le pressioni occidentali. Il regime sottolinea il proprio diritto sovrano alla cooperazione con la Russia e ribadisce la natura irreversibile del suo status nucleare. Le minacce congiunte di USA, Giappone e Corea del Sud vengono liquidate come provocazioni inefficaci.
Pyongyang respinge le dichiarazioni congiunte di Seul e Washington sulla denuclearizzazione, affermando che il suo status nucleare è irreversibile. La Corea del Nord critica le esercitazioni militari trilaterali e ribadisce la cooperazione con la Russia come diritto sovrano. La comunità internazionale resta preoccupata per l'escalation.
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