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Giustizia e Dirittolunedì 29 giugno 2026

Prima condanna in Russia per 'estremismo LGBT': fino a sette anni ai gestori di un bar di Orenburg

Il tribunale ha inflitto pene detentive a tre dipendenti del locale Pose, accusati di aver organizzato eventi per la comunità LGBTQ+ dopo il divieto del 'movimento internazionale LGBT'.

Il Tribunale distrettuale centrale di Orenburg ha emesso la prima condanna penale in Russia fondata sul riconoscimento del cosiddetto 'movimento internazionale LGBT' come organizzazione estremista. Il proprietario del bar Pose, Vjačeslav Chasanov, è stato condannato a sette anni di reclusione in una colonia penale a regime generale; l’amministratrice Diana Kamil'janova a sei anni e tre mesi; il direttore artistico Aleksandr Klimov a due anni e tre mesi. A Chasanov è stata inoltre confiscata una somma superiore al milione di rubli, qualificata come provento dell’attività estremista, e a tutti e tre è stato imposto il divieto di operare nel settore dell’intrattenimento e della ristorazione per un periodo compreso tra due e tre anni dopo la scarcerazione. La sentenza non è ancora passata in giudicato e resta appellabile.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, i tre imputati – consapevoli della decisione della Corte Suprema russa del novembre 2023 che ha dichiarato 'estremista' e vietato il 'movimento pubblico internazionale LGBT' – avrebbero continuato a organizzare nel locale eventi 'accomunati dalla tematica della dimostrazione di appartenenza a persone con orientamento sessuale non tradizionale'. Le indagini hanno descritto serate con spettacoli di drag queen, riprese video curate dall’amministratrice e riunioni con gli artisti tenute dal direttore artistico, il quale avrebbe anche diffuso contenuti su Telegram. Nessuno degli imputati ha ammesso la propria colpevolezza. Il procedimento si è svolto a porte chiuse e ha avuto origine da un raid delle forze dell’ordine nel marzo 2024, seguito a segnalazioni di attivisti dell’organizzazione nazionalista 'Russkaja obščina' e a un intervento della responsabile della Lega per un Internet sicuro, Ekaterina Mizulina.

Nell’ottica delle autorità russe, la condanna rappresenta l’applicazione concreta del quadro normativo che dal 2023 criminalizza qualsiasi forma di espressione pubblica legata all’orientamento sessuale non eterosessuale, equiparandola all’attività di un’organizzazione estremista. Per gli attivisti per i diritti umani e le organizzazioni non governative che seguono la condizione delle persone LGBTQ+ in Russia, la sentenza di Orenburg segna un salto di qualità nella repressione: non si tratta più soltanto di multe o di divieti amministrativi, ma di pene detentive che colpiscono la gestione di spazi di socialità. Da Bruxelles e da altre capitali occidentali, il caso viene letto come l’ennesimo tassello di una deriva autoritaria che restringe lo spazio della società civile, con possibili ripercussioni sulle relazioni diplomatiche e sulla cooperazione in materia di diritti umani.

La vicenda del Pose non è isolata. Pochi mesi prima, nel gennaio 2025, nella regione di Kemerovo era stata comminata la prima pena detentiva per reati connessi al divieto, sebbene in un contesto diverso. Parallelamente, in marzo un tribunale di Čita aveva condannato a quattro anni la proprietaria di un altro club LGBTQ+, pena poi inasprita a sei anni e due mesi in appello. Il Ministero della Giustizia ha iscritto il 'movimento LGBT' nel registro delle organizzazioni estremiste nel marzo 2024, e il Servizio federale per il monitoraggio finanziario lo ha inserito nell’elenco dei soggetti legati al terrorismo. Al momento, il dossier giudiziario sul caso di Orenburg resta aperto in attesa di un eventuale ricorso, mentre si moltiplicano i segnali di un’applicazione sempre più estensiva della normativa anti-estremismo nei confronti della comunità LGBTQ+ russa.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa europea continentale
Stampa russa e CSI/ Statale
DistaccoPragmatismo

Un tribunale russo ha emesso le prime condanne per organizzazione e partecipazione alle attività del movimento internazionale LGBT, riconosciuto come estremista. Il proprietario, l'amministratore e il direttore artistico di un bar di Orenburg hanno ricevuto pene fino a sette anni di reclusione per aver continuato a organizzare eventi dopo il divieto. La sentenza conferma l'applicazione della legislazione contro le organizzazioni estremiste.

Stampa europea continentale
IndignazioneAllarme

Nel primo procedimento penale da quando la Russia ha etichettato l'inesistente 'movimento internazionale LGBT' come estremista, un tribunale di Orenburg ha condannato tre dipendenti di un bar queer a pene detentive da due a sette anni. Le accuse sono scaturite da un raid nel locale e il caso è considerato una nuova fase della repressione contro le minoranze sessuali. I difensori dei diritti umani denunciano l'uso delle leggi antiterrorismo per perseguitare la comunità LGBTQ+.

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lunedì 29 giugno 2026

Prima condanna in Russia per 'estremismo LGBT': fino a sette anni ai gestori di un bar di Orenburg

Il tribunale ha inflitto pene detentive a tre dipendenti del locale Pose, accusati di aver organizzato eventi per la comunità LGBTQ+ dopo il divieto del 'movimento internazionale LGBT'.

Il Tribunale distrettuale centrale di Orenburg ha emesso la prima condanna penale in Russia fondata sul riconoscimento del cosiddetto 'movimento internazionale LGBT' come organizzazione estremista. Il proprietario del bar Pose, Vjačeslav Chasanov, è stato condannato a sette anni di reclusione in una colonia penale a regime generale; l’amministratrice Diana Kamil'janova a sei anni e tre mesi; il direttore artistico Aleksandr Klimov a due anni e tre mesi. A Chasanov è stata inoltre confiscata una somma superiore al milione di rubli, qualificata come provento dell’attività estremista, e a tutti e tre è stato imposto il divieto di operare nel settore dell’intrattenimento e della ristorazione per un periodo compreso tra due e tre anni dopo la scarcerazione. La sentenza non è ancora passata in giudicato e resta appellabile.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, i tre imputati – consapevoli della decisione della Corte Suprema russa del novembre 2023 che ha dichiarato 'estremista' e vietato il 'movimento pubblico internazionale LGBT' – avrebbero continuato a organizzare nel locale eventi 'accomunati dalla tematica della dimostrazione di appartenenza a persone con orientamento sessuale non tradizionale'. Le indagini hanno descritto serate con spettacoli di drag queen, riprese video curate dall’amministratrice e riunioni con gli artisti tenute dal direttore artistico, il quale avrebbe anche diffuso contenuti su Telegram. Nessuno degli imputati ha ammesso la propria colpevolezza. Il procedimento si è svolto a porte chiuse e ha avuto origine da un raid delle forze dell’ordine nel marzo 2024, seguito a segnalazioni di attivisti dell’organizzazione nazionalista 'Russkaja obščina' e a un intervento della responsabile della Lega per un Internet sicuro, Ekaterina Mizulina.

Nell’ottica delle autorità russe, la condanna rappresenta l’applicazione concreta del quadro normativo che dal 2023 criminalizza qualsiasi forma di espressione pubblica legata all’orientamento sessuale non eterosessuale, equiparandola all’attività di un’organizzazione estremista. Per gli attivisti per i diritti umani e le organizzazioni non governative che seguono la condizione delle persone LGBTQ+ in Russia, la sentenza di Orenburg segna un salto di qualità nella repressione: non si tratta più soltanto di multe o di divieti amministrativi, ma di pene detentive che colpiscono la gestione di spazi di socialità. Da Bruxelles e da altre capitali occidentali, il caso viene letto come l’ennesimo tassello di una deriva autoritaria che restringe lo spazio della società civile, con possibili ripercussioni sulle relazioni diplomatiche e sulla cooperazione in materia di diritti umani.

La vicenda del Pose non è isolata. Pochi mesi prima, nel gennaio 2025, nella regione di Kemerovo era stata comminata la prima pena detentiva per reati connessi al divieto, sebbene in un contesto diverso. Parallelamente, in marzo un tribunale di Čita aveva condannato a quattro anni la proprietaria di un altro club LGBTQ+, pena poi inasprita a sei anni e due mesi in appello. Il Ministero della Giustizia ha iscritto il 'movimento LGBT' nel registro delle organizzazioni estremiste nel marzo 2024, e il Servizio federale per il monitoraggio finanziario lo ha inserito nell’elenco dei soggetti legati al terrorismo. Al momento, il dossier giudiziario sul caso di Orenburg resta aperto in attesa di un eventuale ricorso, mentre si moltiplicano i segnali di un’applicazione sempre più estensiva della normativa anti-estremismo nei confronti della comunità LGBTQ+ russa.

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Un tribunale russo ha emesso le prime condanne per organizzazione e partecipazione alle attività del movimento internazionale LGBT, riconosciuto come estremista. Il proprietario, l'amministratore e il direttore artistico di un bar di Orenburg hanno ricevuto pene fino a sette anni di reclusione per aver continuato a organizzare eventi dopo il divieto. La sentenza conferma l'applicazione della legislazione contro le organizzazioni estremiste.

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IndignazioneAllarme

Nel primo procedimento penale da quando la Russia ha etichettato l'inesistente 'movimento internazionale LGBT' come estremista, un tribunale di Orenburg ha condannato tre dipendenti di un bar queer a pene detentive da due a sette anni. Le accuse sono scaturite da un raid nel locale e il caso è considerato una nuova fase della repressione contro le minoranze sessuali. I difensori dei diritti umani denunciano l'uso delle leggi antiterrorismo per perseguitare la comunità LGBTQ+.

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