
Paraguay-Francia, ottavi di finale: l'ombra del golden goal che decise il destino
A ventotto anni dal gol d'oro di Laurent Blanc, Paraguay e Francia si ritrovano a Filadelfia con l'Albirroja che ha già eliminato la Germania e i Bleus lanciati verso il titolo.
Era il 28 giugno 1998 quando Laurent Blanc, al 114° minuto di un ottavo di finale incandescente, scoccò il colpo di testa che consegnò alla Francia il primo golden goal della storia dei Mondiali e infranse la resistenza di un Paraguay arroccato attorno al suo monumentale portiere, José Luis Chilavert. Oggi, a Filadelfia, le due nazionali si ritrovano nella stessa fase del torneo, e se i nomi sono cambiati, il copione sembra riproporre un'asimmetria di forze che i paraguaiani intendono sovvertire, forti del clamoroso 4-3 ai rigori con cui hanno estromesso la Germania ai sedicesimi.
La Albirroja arriva all'appuntamento con l'etichetta di rivelazione. Dopo un inizio di gruppo incerto — sconfitta 4-1 con gli Stati Uniti, vittoria di misura sulla Turchia e pareggio a reti bianche con l'Australia — la squadra di Gustavo Alfaro ha ritrovato compattezza e una difesa che, da quella sera contro i tedeschi, ha concesso un solo gol nei tempi regolamentari prima di blindare la porta nella lotteria finale. Lo stesso Alfaro, ex commissario tecnico di Ecuador e Costa Rica, ha scelto una metafora rurale per descrivere l'avversario: «La Francia è una tempesta elettrica. Quei fulmini che partono da ogni parte sono diretti al centro della porta. Dobbiamo capire come evitare i fulmini». Parole che tradiscono rispetto ma anche la consapevolezza di poter contare su una squadra che ha nella disciplina tattica e nella velocità in ripartenza di Julio Enciso e Miguel Almirón le sue armi più affilate.
La Francia, dal canto suo, ha percorso un sentiero opposto. Quattro vittorie in quattro partite, tredici reti segnate e appena due subite, con un Kylian Mbappé già a quota sei gol — capocannoniere della competizione alla pari con Lionel Messi — e un Ousmane Dembélé che ne ha infilati quattro. Contro la Svezia, nei sedicesimi, i Bleus hanno passeggiato sul 3-0, mostrando un’organizzazione offensiva che Didier Deschamps definisce «priva di punti deboli», ma che lui stesso invita a non caricare di eccessiva pressione: «Essere favoriti non ci aiuterà a vincere la partita. Dovremo essere perfetti dal primo all'ultimo minuto». Il centrocampo ha perso Aurélien Tchouaméni per un problema muscolare, ma il talento di Michael Olise, uomo-assist principe del torneo, e la solidità di Dayot Upamecano e William Saliba consentono alla Francia di guardare con fiducia a un eventuale passaggio ai quarti.
L'incontro si gioca in un pomeriggio rovente — si prevedono 40 gradi a Filadelfia — e in un clima di festa nazionale per i 250 anni della Dichiarazione d'Indipendenza americana. Chi prevarrà affronterà il Marocco, che ha liquidato il Canada con un secco 3-0 e attende l'esito per preparare la prima storica semifinale mondiale per una squadra africana. Il Paraguay, ultimo baluardo sudamericano rimasto in corsa insieme a Brasile e Argentina, cerca di eguagliare i quarti di finale già raggiunti nel 2010, quando si arrese solo alla Spagna campione; la Francia, invece, vuole proseguire la marcia verso una terza finale consecutiva, impresa riuscita soltanto a Brasile e Germania Ovest.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa del Sud-est asiatico presenta la partita Paraguay-Francia come una classica storia di sfavoriti, con il Paraguay che ha sorpreso la Germania nel turno precedente. La Francia è descritta come la chiara favorita, ma la copertura si concentra su dettagli pratici, previsioni e informazioni sulla trasmissione. Il tono è neutrale e informativo, senza prendere posizione.
La stampa latinoamericana inquadra la partita come una ricerca eroica per il Paraguay, una 'squadra sorpresa' che ha già eliminato la Germania e ora affronta la potente Francia. La narrazione è emotiva e piena di speranza, celebrando l'utopia impossibile del Paraguay e posizionandolo come un degno sfidante. La Francia è riconosciuta come forte favorita, ma la copertura tende a tifare per la sfavorita.
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