
Paquetá, il guasto muscolare che costringe il Brasile a reinventarsi
L’infortunio al bicipite femorale sinistro esclude il centrocampista dagli ottavi contro la Norvegia e mette a rischio l’intero Mondiale, obbligando Ancelotti a un delicato rimpasto tattico.
La corsa di Lucas Paquetá si è fermata sul più bello, nel primo tempo di una vittoria sofferta contro il Giappone che aveva già il sapore dell’impresa. Il centrocampista del Flamengo, perno insostituibile della mediana brasiliana, ha abbandonato il campo al riposo con un dolore lancinante alla coscia sinistra. Gli esami hanno confermato il timore peggiore: una lesione muscolare di secondo grado, una parziale rottura delle fibre che, secondo fonti mediche vicine alla Seleção, richiederà dalle tre alle sei settimane di recupero. Tradotto in calendario mondiale, significa addio certo agli ottavi di finale contro la Norvegia e una speranza di rivederlo in campo soltanto nell’eventuale finale del 19 luglio al MetLife Stadium.
L’assenza di Paquetá priva Carlo Ancelotti di un equilibratore tattico che aveva saputo cucire le due fasi di gioco con intelligenza rara. Nel triangolo di centrocampo disegnato dal tecnico italiano, il ventottenne di Rio fungeva da vertice sinistro, capace di inserirsi in area quando la squadra attaccava e di ripiegare con disciplina in un 4-4-2 in fase difensiva. Ora il Carletto è chiamato a una scelta che divide gli analisti sudamericani: da un lato la sostituzione naturale con Danilo Santos, mancino di gamba e di caratteristiche simili, che ha già mostrato in amichevole contro la Croazia un’invidiabile propensione al “box to box”; dall’altro la tentazione di forzare il sistema, inserendo un attaccante aggiuntivo come Endrick o Martinelli, per colpire una difesa norvegese che in quattro partite ha già incassato otto reti.
La macchina della riabilitazione si è messa in moto con un dispiegamento di mezzi che racconta l’importanza del giocatore. Sedute quotidiane di fisioterapia, monitoraggio costante e l’impiego di un’avanzata “Led Boot”, un dispositivo a luce infrarossa e compressione pneumatica che promette di accelerare la rigenerazione muscolare. La famiglia, presente negli Stati Uniti, è stata coinvolta per alleviare la pressione psicologica su un atleta che rischia di vedere sfumare il sogno mondiale. Intanto il Flamengo, che ha investito circa 260 milioni di real per il suo cartellino, osserva con apprensione: il campionato brasiliano riprende il 22 luglio e l’incognita sulle condizioni di Paquetá getta un’ombra sulla rincorsa al Palmeiras capolista.
Domenica, sotto il sole implacabile del New Jersey, il Brasile si gioca il passaggio ai quarti contro un’avversaria che ha in Erling Haaland il suo terminale offensivo più temibile. Ancelotti dovrà sciogliere il nodo tattico in pochi giorni, con la sola consolazione di poter forse recuperare Raphinha, tornato ad allenarsi individualmente dopo l’infortunio alla coscia patito contro Haiti. La Canarinha, orfana del suo metronomo, è costretta a dimostrare che la profondità della rosa può sopperire alla perdita di un titolare la cui assenza, in un torneo a eliminazione diretta, pesa come un macigno.
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