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Padri nuovi: dal podcast di Giacarta alla riscoperta della cura

Un viaggio tra Indonesia, America Latina, Africa ed Europa per capire come sta cambiando il ruolo paterno, tra affetti, moda e resistenze.

Nel caldo umido di uno studio di Giacarta, un comico, un medico e un neo-padre si sono seduti davanti a una telecamera per parlare di cosa significhi, oggi, essere padre. Il dottor Ikhsan, interpellato da Raditya Dika, ha spiegato che la presenza paterna non si misura in consigli elargiti, ma nella costanza con cui un uomo attraversa, fisicamente ed emotivamente, le fasi della vita di un figlio. Quella conversazione, diffusa su YouTube, è una finestra su un ripensamento globale della figura paterna che sta ridisegnando aspettative, armadi e lessici affettivi.

In America Latina, le cronache per la Festa del Papà raccontano un addio lento al «macho proveedor». In Argentina, una editorialista confessa di essere irresistibilmente attratta dai «buoni papà»: quelli che portano i figli al parco, parlano con loro, e sfoggiano con noncuranza un «dad bod» – un corpo che racconta ore passate a crescere bambini, non in palestra. In Messico, una nuova generazione di uomini cerca di partecipare alle cure non come aiuto occasionale ma come parte centrale della propria identità, secondo analisti locali. Non è solo sentimento: le ricerche tedesche sull’attaccamento sicuro confermano che il coinvolgimento attivo dei padri è associato a un migliore sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini, e offrono dieci consigli pratici che vanno dal chiedere scusa dopo uno scatto d’ira al chinarsi all’altezza degli occhi del figlio.

La trasformazione, tuttavia, non è lineare. Negli Stati Uniti, una voce conservatrice come quella del giornalista Alex Berenson difende una paternità tradizionale, accusando il «gentle parenting» di scoraggiare la disciplina e la stoica mascolinità necessaria a insegnare ai ragazzi a diventare uomini. Dall’altra parte dell’Atlantico, in Ghana, un’analisi femminista ricorda che il patriarcato è un sistema che danneggia anche gli uomini, costringendoli in ruoli emotivi asfittici: lo stesso sistema che vieta a un uomo di piangere è quello che lo fa sentire fallito se la moglie guadagna più di lui. La «donna forte» celebrata in un altro pezzo ghanese non è una minaccia, ma una compagna che potenzia la vita, una prospettiva che riecheggia nell’ammirazione latinoamericana per il padre coinvolto.

Anche la cultura materiale si adegua. Un reportage sulla moda maschile dagli Emirati Arabi descrive il guardaroba del papà del 2026: camicie over, chino, borse a tracolla che scivolano senza sforzo dalle chiamate di lavoro al passeggino. È uno stile che privilegia agio e sicurezza, specchio di una quotidianità in cui i ruoli si mescolano. Non è frivolezza: è la superficie di una rinegoziazione più profonda dell’identità maschile, che in Europa si traduce in rituali familiari – la cena insieme, la lettura della sera – capaci di rendere «leggibile» il mondo per un bambino, come suggeriscono gli esperti tedeschi.

Forse l’immagine più nitida di questa paternità in movimento arriva proprio da quelle pagine tedesche: un padre che si china per incontrare lo sguardo del figlio e dice «scusa, prima sono stato troppo brusco». È un gesto di riparazione, non di perfezione. In quel piccolo atto, la distanza tra il vecchio padre autoritario e il nuovo padre presente si assottiglia. Il bambino impara che la forza può essere anche vulnerabilità. E il padre, come ricorda una riflessione argentina, scopre che la paternità è un mestiere imperfetto, senza scuola né esame, ma dal quale non ci si può mai dimettere.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

49%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa latinoamericana
Stampa atlantica / anglosfera
allarmerevanscismo

Il podcast di Giacarta che promuove una nuova paternità è solo l'ennesimo esempio della moda del 'gentle parenting' che mina la forza tradizionale. Per decenni, élite mediatiche e accademiche hanno deriso i padri, ma i figli hanno bisogno della disciplina e della resilienza che solo un padre forte può dare. È tempo di respingere l'assalto alla mascolinità.

Stampa latinoamericana
trionfopragmatismo

Il podcast di Giacarta si inserisce in un cambiamento silenzioso ma profondo: una nuova generazione di uomini che abbraccia la cura come parte centrale della propria identità. La paternità non è più solo eredità e autorità, ma presenza, coinvolgimento emotivo e gesti quotidiani. Questa trasformazione sta ridisegnando cosa significa essere padre.

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venerdì 19 giugno 2026

Padri nuovi: dal podcast di Giacarta alla riscoperta della cura

Un viaggio tra Indonesia, America Latina, Africa ed Europa per capire come sta cambiando il ruolo paterno, tra affetti, moda e resistenze.

Nel caldo umido di uno studio di Giacarta, un comico, un medico e un neo-padre si sono seduti davanti a una telecamera per parlare di cosa significhi, oggi, essere padre. Il dottor Ikhsan, interpellato da Raditya Dika, ha spiegato che la presenza paterna non si misura in consigli elargiti, ma nella costanza con cui un uomo attraversa, fisicamente ed emotivamente, le fasi della vita di un figlio. Quella conversazione, diffusa su YouTube, è una finestra su un ripensamento globale della figura paterna che sta ridisegnando aspettative, armadi e lessici affettivi.

In America Latina, le cronache per la Festa del Papà raccontano un addio lento al «macho proveedor». In Argentina, una editorialista confessa di essere irresistibilmente attratta dai «buoni papà»: quelli che portano i figli al parco, parlano con loro, e sfoggiano con noncuranza un «dad bod» – un corpo che racconta ore passate a crescere bambini, non in palestra. In Messico, una nuova generazione di uomini cerca di partecipare alle cure non come aiuto occasionale ma come parte centrale della propria identità, secondo analisti locali. Non è solo sentimento: le ricerche tedesche sull’attaccamento sicuro confermano che il coinvolgimento attivo dei padri è associato a un migliore sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini, e offrono dieci consigli pratici che vanno dal chiedere scusa dopo uno scatto d’ira al chinarsi all’altezza degli occhi del figlio.

La trasformazione, tuttavia, non è lineare. Negli Stati Uniti, una voce conservatrice come quella del giornalista Alex Berenson difende una paternità tradizionale, accusando il «gentle parenting» di scoraggiare la disciplina e la stoica mascolinità necessaria a insegnare ai ragazzi a diventare uomini. Dall’altra parte dell’Atlantico, in Ghana, un’analisi femminista ricorda che il patriarcato è un sistema che danneggia anche gli uomini, costringendoli in ruoli emotivi asfittici: lo stesso sistema che vieta a un uomo di piangere è quello che lo fa sentire fallito se la moglie guadagna più di lui. La «donna forte» celebrata in un altro pezzo ghanese non è una minaccia, ma una compagna che potenzia la vita, una prospettiva che riecheggia nell’ammirazione latinoamericana per il padre coinvolto.

Anche la cultura materiale si adegua. Un reportage sulla moda maschile dagli Emirati Arabi descrive il guardaroba del papà del 2026: camicie over, chino, borse a tracolla che scivolano senza sforzo dalle chiamate di lavoro al passeggino. È uno stile che privilegia agio e sicurezza, specchio di una quotidianità in cui i ruoli si mescolano. Non è frivolezza: è la superficie di una rinegoziazione più profonda dell’identità maschile, che in Europa si traduce in rituali familiari – la cena insieme, la lettura della sera – capaci di rendere «leggibile» il mondo per un bambino, come suggeriscono gli esperti tedeschi.

Forse l’immagine più nitida di questa paternità in movimento arriva proprio da quelle pagine tedesche: un padre che si china per incontrare lo sguardo del figlio e dice «scusa, prima sono stato troppo brusco». È un gesto di riparazione, non di perfezione. In quel piccolo atto, la distanza tra il vecchio padre autoritario e il nuovo padre presente si assottiglia. Il bambino impara che la forza può essere anche vulnerabilità. E il padre, come ricorda una riflessione argentina, scopre che la paternità è un mestiere imperfetto, senza scuola né esame, ma dal quale non ci si può mai dimettere.

Divergenza delle fonti

Società e Cultura · 4 testate · 2 lingue

49%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole57%
Critico43%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa latinoamericana
Stampa atlantica / anglosfera
allarmerevanscismo

Il podcast di Giacarta che promuove una nuova paternità è solo l'ennesimo esempio della moda del 'gentle parenting' che mina la forza tradizionale. Per decenni, élite mediatiche e accademiche hanno deriso i padri, ma i figli hanno bisogno della disciplina e della resilienza che solo un padre forte può dare. È tempo di respingere l'assalto alla mascolinità.

Stampa latinoamericana
trionfopragmatismo

Il podcast di Giacarta si inserisce in un cambiamento silenzioso ma profondo: una nuova generazione di uomini che abbraccia la cura come parte centrale della propria identità. La paternità non è più solo eredità e autorità, ma presenza, coinvolgimento emotivo e gesti quotidiani. Questa trasformazione sta ridisegnando cosa significa essere padre.

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