
Ondata di calore storica in Europa: oltre mille vittime in Francia, l’Italia in allerta rossa
L’agenzia sanitaria francese registra circa 1.000 decessi in eccesso dal 24 giugno, mentre l’Oms segnala più di 1.300 morti in tutto il continente; temperature record in Germania, Repubblica Ceca e Danimarca, con 18 città italiane sotto il massimo livello di allarme.
La Francia ha contato circa mille morti in più rispetto alla media stagionale dall’inizio dell’ondata di calore eccezionale che da undici giorni attanaglia l’Europa centro-occidentale. Secondo i dati provvisori diffusi domenica 28 giugno dall’agenzia nazionale di sanità pubblica (Santé publique France), oltre 1.200 decessi sono stati registrati il 24 giugno, e più di 1.400 in ciascuno dei due giorni successivi, contro una media di 900-1.000 al giorno in aprile e maggio. L’85% delle vittime aveva più di 65 anni, e si è osservato un incremento del 40% dei decessi a domicilio, in particolare nella regione dell’Île-de-France. L’Organizzazione mondiale della sanità ha parlato di oltre 1.300 morti in eccesso in tutta Europa dal 21 giugno, definendo lo stress da calore un «killer silenzioso» che colpisce in abitazioni, scuole e luoghi di lavoro non progettati per temperature così elevate.
L’ondata, che ha infranto record in numerosi Paesi, si è spostata progressivamente verso est. In Germania, il servizio meteorologico nazionale ha registrato 41,5 °C a Möckern-Drewitz, in Sassonia-Anhalt, e la notte più calda di sempre con 29,4 °C a Kubschütz. La Repubblica Ceca ha toccato i 41,1 °C, la Danimarca ha stabilito il proprio primato assoluto con 37 °C, mentre la Svizzera ha superato per tre giorni consecutivi il record di giugno. Le conseguenze si sono estese alle infrastrutture: in Francia e Germania il calore ha deformato binari e asfalto, costringendo a limitare il traffico ferroviario; la centrale nucleare ungherese di Paks ha ridotto la produzione a causa del riscaldamento del Danubio; in Svizzera due reattori sono stati fermati per l’eccessiva temperatura del fiume Aare. In Germania, incendi boschivi sono scoppiati in aree ancora contaminate da munizioni della Seconda guerra mondiale.
In Italia, il ministero della Salute ha diramato il bollino rosso per 18 città, tra cui Milano, Roma, Torino, Bologna e Firenze. Le temperature hanno sfiorato i 42 °C in Sardegna e superato i 40 °C in Toscana, mentre a Bolzano la minima notturna non è scesa sotto i 25,4 °C, un valore mai registrato a giugno dal 1956. Le autorità locali hanno allestito «rifugi climatici» e rinviato eventi all’aperto; a Genova l’ascensore panoramico del Bigo è stato chiuso per l’assenza di climatizzazione. L’agricoltura teme ripercussioni sulla vendemmia, in particolare per il Prosecco, mentre i pronto soccorso vedono aumentare accessi per colpi di calore e disidratazione. La protezione civile monitora il rischio di temporali violenti, con possibili grandinate e trombe d’aria, attesi già nella giornata di lunedì.
Secondo lo studio di attribuzione rapida del World Weather Attribution, un’ondata di calore di questa intensità e precocità sarebbe stata praticamente impossibile senza il riscaldamento globale di origine umana, ed è oggi duecento volte più probabile rispetto a vent’anni fa. L’Europa si sta scaldando a una velocità doppia rispetto alla media planetaria, e fenomeni un tempo considerati «eccezionali» si stanno trasformando in eventi quasi annuali. Mentre le temperature cominciano ad allentarsi in Francia, con la revoca progressiva delle allerte rosse, il caldo estremo continua a spostarsi verso Polonia, Ungheria e Balcani. I servizi meteorologici prevedono un graduale ristoro solo nella seconda metà della settimana, ma il ministro della Salute francese ha avvertito che gli effetti sulla salute potrebbero protrarsi fino a dieci giorni dopo il calo delle temperature.
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La Francia registra circa 1000 decessi in eccesso durante l'ondata di calore, colpendo soprattutto gli anziani soli. Le autorità avvertono che le cifre preliminari sono probabilmente sottostimate. Si sottolinea la necessità di iniziative di solidarietà per le persone isolate, anche nelle aree urbane.
La Francia ha registrato circa 1000 decessi in eccesso dal 24 giugno, con l'85% delle vittime over 65. Gli aumenti più marcati si sono verificati tra le persone morte in casa, in particolare nella regione dell'Île-de-France. I dati provengono dall'agenzia sanitaria pubblica e sono considerati preliminari.
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