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Ogura firma la storia ad Assen: tripletta Aprilia, Bezzecchi cade, Martin nuovo leader

Il giapponese Ai Ogura trionfa dopo 22 anni di digiuno nipponico; doppietta Trackhouse e colpo di scena in classifica con Jorge Martin al comando dopo la caduta di Marco Bezzecchi.

Ad Assen, sulla pista che non concede distrazioni, Ai Ogura ha infranto un tabù che il Giappone si portava dietro dal 2004: la vittoria di un pilota del Sol Levante nella classe regina, dopo Makoto Tamada. Il venticinquenne del team Trackhouse Aprilia ha orchestrato una doppietta storica insieme a Raúl Fernández, mentre Jorge Martín, terzo con la Aprilia ufficiale, ha completato un podio monomarca che la Casa di Noale non assaporava da decenni. La corsa olandese ha ridisegnato gli equilibri, consegnando al Motomondiale scenari imprevisti.

Scattato dalla pole, Martín sembrava poter amministrare, ma già al terzo giro la gara ha perso il suo protagonista: Marco Bezzecchi, leader iridato, è scivolato alla curva 15 a oltre duecento all’ora, rimanendo cosciente ma perdendo l’anteriore in un volo spaventoso. Pochi giri dopo, Pedro Acosta ha alzato bandiera bianca per un blocco al braccio destro e Pecco Bagnaia si è fermato per un guasto ai freni della Ducati. La scia di ritiri ha aperto la via al duello tutto Trackhouse: Fernández, già vincitore della Sprint, ha prima agganciato e poi superato Martín, ma Ogura, in agguato, ha piazzato l’accelerazione decisiva a sei tornate dalla bandiera a scacchi, prendendo il comando e involandosi con oltre due secondi di margine. Fabio Di Giannantonio, quarto nonostante una penalità per un contatto con Marc Márquez, è stato il migliore degli italiani.

La classifica piloti è stata scossa in profondità. Martín torna in vetta con 193 punti, sette più di Bezzecchi, fermo a 186 e alle prese con il secondo zero consecutivo dopo la squalifica di Brno. Di Giannantonio, terzo a 177, tiene accesa la speranza italiana, mentre Ogura (168) balza al quarto posto, scavalcando il campione in carica Marc Márquez (152). Secondo gli osservatori asiatici, la vittoria di Ogura – alla seconda stagione in top class – segna il risveglio di un movimento che ha investito con decisione sui giovani talenti. Dall’Italia, invece, si guarda con amarezza alla doppia battuta d’arresto di Bezzecchi e Bagnaia, anche se la consistenza di Di Giannantonio attenua la delusione.

Con dodici gare ancora da correre e sette punti di margine tra Martín e Bezzecchi, il mondiale resta in ebollizione: meno di venticinque lunghezze separano il leader dal quinto. L’Aprilia appare la moto da battere su ogni tracciato, ma i continui scossoni impediscono di leggere il futuro. Il prossimo appuntamento, al Sachsenring, dirà se il nuovo assetto della classifica è destinato a consolidarsi o se la rincorsa italiana saprà ricompattarsi.

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domenica 28 giugno 2026

Ogura firma la storia ad Assen: tripletta Aprilia, Bezzecchi cade, Martin nuovo leader

Il giapponese Ai Ogura trionfa dopo 22 anni di digiuno nipponico; doppietta Trackhouse e colpo di scena in classifica con Jorge Martin al comando dopo la caduta di Marco Bezzecchi.

Ad Assen, sulla pista che non concede distrazioni, Ai Ogura ha infranto un tabù che il Giappone si portava dietro dal 2004: la vittoria di un pilota del Sol Levante nella classe regina, dopo Makoto Tamada. Il venticinquenne del team Trackhouse Aprilia ha orchestrato una doppietta storica insieme a Raúl Fernández, mentre Jorge Martín, terzo con la Aprilia ufficiale, ha completato un podio monomarca che la Casa di Noale non assaporava da decenni. La corsa olandese ha ridisegnato gli equilibri, consegnando al Motomondiale scenari imprevisti.\n\nScattato dalla pole, Martín sembrava poter amministrare, ma già al terzo giro la gara ha perso il suo protagonista: Marco Bezzecchi, leader iridato, è scivolato alla curva 15 a oltre duecento all’ora, rimanendo cosciente ma perdendo l’anteriore in un volo spaventoso. Pochi giri dopo, Pedro Acosta ha alzato bandiera bianca per un blocco al braccio destro e Pecco Bagnaia si è fermato per un guasto ai freni della Ducati. La scia di ritiri ha aperto la via al duello tutto Trackhouse: Fernández, già vincitore della Sprint, ha prima agganciato e poi superato Martín, ma Ogura, in agguato, ha piazzato l’accelerazione decisiva a sei tornate dalla bandiera a scacchi, prendendo il comando e involandosi con oltre due secondi di margine. Fabio Di Giannantonio, quarto nonostante una penalità per un contatto con Marc Márquez, è stato il migliore degli italiani.\n\nLa classifica piloti è stata scossa in profondità. Martín torna in vetta con 193 punti, sette più di Bezzecchi, fermo a 186 e alle prese con il secondo zero consecutivo dopo la squalifica di Brno. Di Giannantonio, terzo a 177, tiene accesa la speranza italiana, mentre Ogura (168) balza al quarto posto, scavalcando il campione in carica Marc Márquez (152). Secondo gli osservatori asiatici, la vittoria di Ogura – alla seconda stagione in top class – segna il risveglio di un movimento che ha investito con decisione sui giovani talenti. Dall’Italia, invece, si guarda con amarezza alla doppia battuta d’arresto di Bezzecchi e Bagnaia, anche se la consistenza di Di Giannantonio attenua la delusione.\n\nCon dodici gare ancora da correre e sette punti di margine tra Martín e Bezzecchi, il mondiale resta in ebollizione: meno di venticinque lunghezze separano il leader dal quinto. L’Aprilia appare la moto da battere su ogni tracciato, ma i continui scossoni impediscono di leggere il futuro. Il prossimo appuntamento, al Sachsenring, dirà se il nuovo assetto della classifica è destinato a consolidarsi o se la rincorsa italiana saprà ricompattarsi.

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