
Ochoa, l'addio al calcio dopo il Mondiale: «Senza il Messico non ha più senso»
Il portiere leggendario del Tri, a 40 anni e al suo sesto Mondiale, annuncia il ritiro mentre la squadra di Aguirre prepara la sfida decisiva contro la Corea del Sud.
Con una lettera scritta dalla madre tra le mani e la voce rotta dall’emozione, Guillermo Ochoa ha scelto la vigilia di Messico-Corea del Sud per confessare al mondo ciò che fino a pochi giorni fa era solo un presentimento: il Mondiale 2026 sarà l’ultimo atto della sua carriera. «Ora che finisce il percorso con la nazionale, non vedo più un senso nel calcio», ha dichiarato il portiere quarantenne in un’intervista alla FIFA, diventata virale anche oltre i confini latinoamericani. Ochoa, che condivide con Messi e Cristiano Ronaldo il record di sei partecipazioni alla fase finale di un Mondiale, non è sceso in campo nell’esordio vittorioso contro il Sudafrica, ma il tecnico Javier Aguirre – secondo quanto riportano fonti vicine alla Federazione messicana – gli avrebbe promesso minuti preziosi per rendere speciale il suo addio.
L’atmosfera attorno al Tri, intanto, resta sospesa tra la necessità di blindare il primato nel girone e la gestione delicata del tramonto di un simbolo. Sotto un sole splendido che ha ceduto il passo a un acquazzone tropicale, la squadra ha svolto l’ultimo allenamento al Centro de Alto Rendimiento prima del trasferimento a Guadalajara. Il campo era stato riseminato con la stessa varietà di erba dello stadio Chivas – ribattezzato Estadio Guadalajara per ragioni commerciali – per abituare i giocatori alle condizioni che troveranno giovedì. Tra risate e palleggi, Aguirre ha nascosto le prove tattiche, limitandosi a richiamare il gruppo con un secco «A ver a qué hora, cabrones», mentre i portieri lavoravano agli ordini del preparatore Joseba Ituarte.
La partita con la Corea del Sud si carica di un doppio significato: storico e strategico. Negli analisti messicani è viva la memoria dei precedenti mondiali – Francia ’98 compreso – che vedono il Tri sempre vittorioso contro gli asiatici. Tuttavia, dall’ottica di Seul e dei osservatori internazionali, la velocità e la forza fisica dei coreani rappresentano un’incognita che potrebbe incrinare la narrazione di un Messico già proiettato agli ottavi. Una vittoria blinderebbe il primo posto nel gruppo e avvicinerebbe il sogno di giocare la fase a eliminazione diretta nell’iconico Estadio Ciudad de México; un pareggio, al contrario, complicherebbe il cammino.
L’operazione logistica che accompagna la squadra rivela la macchina organizzativa alle spalle del Tri. Per il trasferimento dal CAR all’aeroporto di Santa Lucía, le autorità hanno predisposto un cordone di sicurezza con ricognizioni preventive, analisi di percorsi alternativi e valutazione dei tempi di percorrenza. L’Autopista Urbana e il Circuito Exterior Mexiquense sono stati identificati come le arterie migliori per ridurre i rischi, mentre una seconda opzione prevede l’uscita da Ecatepec verso Tonanitla. Da lì, il volo per Guadalajara consegnerà la squadra al suo destino immediato.
Se il Messico dovesse confermare la tradizione favorevole, l’attenzione si sposterà inevitabilmente su Ochoa e sulla possibilità che Aguirre gli conceda quell’ultimo ballo sotto i riflettori che entrambi hanno evocato. Per l’Europa calcistica, che ha imparato a conoscerlo nelle notti magiche di Brasile 2014 e Russia 2018, il suo ritiro chiude un’era di portieri latinoamericani capaci di fermare il tempo con un guanto. In un Mondiale che l’Italia guarda da spettatrice, la parabola di Ochoa ricorda quanto il calcio sappia essere, prima di tutto, una questione di appartenenza.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il Messico affronta la Corea del Sud con ottimismo, forte di una storia favorevole nei Mondiali. Il tecnico Aguirre ha promesso di far giocare il leggendario portiere Ochoa, che ha annunciato il ritiro, per regalargli un addio speciale. La squadra si prepara tra logistica e allenamenti sotto la pioggia, puntando al primo posto nel girone.
Il portiere messicano Ochoa ha dichiarato che il calcio senza il Messico non ha senso, lasciando intendere il ritiro dopo il Mondiale. La stampa indiana riporta le sue parole con distacco, sottolineando il record di sei partecipazioni mondiali e il valore simbolico della sua carriera. L'attenzione è sulla dimensione personale e storica del giocatore, più che sulla partita imminente.
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