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Nuova Delhi accelera sul riarmo, Tokyo alleata: Pechino avverte, Dacca in bilico

L'India approva acquisizioni militari per 52.000 crore di rupie e rafforza l'asse con il Giappone, mentre la Cina denuncia 'blocchi esclusivi' e il Bangladesh valuta l'offerta di Pechino.

Il Consiglio per le acquisizioni della difesa indiano ha dato il via libera di principio a programmi di procurement per un valore stimato di 52.000 crore di rupie (circa 6,3 miliardi di dollari), un passo che, secondo fonti governative di Nuova Delhi, mira a modernizzare le forze armate riducendo la dipendenza storica dalla Russia. Il pacchetto include sistemi di guerra elettronica anti-drone ‘Akash Tarang’, missili anticarro portatili di terza generazione, missili superficie-aria a medio raggio, droni kamikaze a reazione e piattaforme pseudo-satellitari ad alta quota per la sorveglianza persistente. L’iniziativa si inserisce in un contesto segnato dallo scontro armato con il Pakistan dello scorso anno e dalla volontà, rilevata da analisti della regione, di presidiare le rotte dell’Oceano Indiano di fronte alla crescente presenza navale cinese.

La decisione di Nuova Delhi giunge mentre si consolida l’intesa strategica con Tokyo. Durante la visita della premier giapponese Sanae Takaichi, i due governi hanno rimosso gli ultimi ostacoli per la co-produzione del sistema stealth navale UNICORN – un albero integrato di antenne che riduce la segnatura radar delle fregate – e hanno concordato un quadro di partenariato economico e di cooperazione sui minerali critici. Nell’ottica di Pechino, espressa dal portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, la collaborazione tra India e Giappone “non dovrebbe prendere di mira né danneggiare gli interessi di terze parti”, né servire da pretesto per “creare cricche esclusive e fomentare divisioni”. La reazione cinese segue le restrizioni all’export di terre rare imposte da Pechino dopo le dichiarazioni della premier Takaichi su un possibile intervento a difesa di Taiwan, e riflette il timore di un accerchiamento nel quadrante indo-pacifico.

Parallelamente, Nuova Delhi osserva con attenzione il riavvicinamento tra Bangladesh e Cina. Il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Randhir Jaiswal, ha dichiarato che l’India “monitora attentamente” gli sviluppi seguiti alla visita del primo ministro bengalese Tareq Rahman a Pechino, durante la quale il presidente Xi Jinping ha proposto un corridoio economico Bangladesh-Myanmar-Cina e sono stati discussi, secondo fonti di stampa indiane, possibili acquisti di caccia J-10C. Dacca, per parte sua, ha precisato di essere ancora in una fase di “esame” del corridoio e non ha confermato ufficialmente l’interesse per i velivoli, mantenendo una posizione di equilibrio tra i due grandi vicini.

In Europa, il potenziamento delle capacità militari procede su binari distinti ma con analoghe logiche di deterrenza. Il governo spagnolo ha annunciato l’acquisizione di sei ulteriori aerei da trasporto Airbus A400M, portando la flotta a venti esemplari e recuperando parte del programma originario ridimensionato per ragioni di bilancio. Per l’Italia e per l’Unione, la corsa indiana agli armamenti e l’asse con Tokyo toccano direttamente la partita delle catene di approvvigionamento di minerali critici, già al centro del Quad Critical Minerals Initiative Framework, e sollecitano una riflessione sulla vulnerabilità europea rispetto alla concentrazione della raffinazione in Cina. I prossimi passi concreti includono la firma dei contratti di acquisizione da parte di Nuova Delhi, l’avvio della co-produzione del sistema UNICORN e la definizione della posizione bengalese sul corridoio proposto da Pechino.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa indiana e sudasiaticaStampa del Golfo arabo
Stampa indiana e sudasiatica
PragmatismoTrionfo

L'India accelera la modernizzazione delle forze armate con un maxi-appalto da 52.000 crore di rupie, che include sistemi anti-drone e missili, mentre rafforza il partenariato strategico con Tokyo. Pechino mette in guardia contro cooperazioni che prendano di mira terze parti, ma Nuova Delhi rivendica il diritto sovrano alla difesa e alla stabilità regionale.

Stampa del Golfo arabo
PragmatismoDistacco

L'India approva un accordo da 6,3 miliardi di dollari per ridurre la dipendenza da Mosca e contrastare la crescente presenza navale cinese nell'Oceano Indiano. La mossa arriva in un clima di tensione con il Pakistan e di riallineamento strategico verso Tokyo, suscitando l'ammonimento di Pechino.

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venerdì 3 luglio 2026

Nuova Delhi accelera sul riarmo, Tokyo alleata: Pechino avverte, Dacca in bilico

L'India approva acquisizioni militari per 52.000 crore di rupie e rafforza l'asse con il Giappone, mentre la Cina denuncia 'blocchi esclusivi' e il Bangladesh valuta l'offerta di Pechino.

Il Consiglio per le acquisizioni della difesa indiano ha dato il via libera di principio a programmi di procurement per un valore stimato di 52.000 crore di rupie (circa 6,3 miliardi di dollari), un passo che, secondo fonti governative di Nuova Delhi, mira a modernizzare le forze armate riducendo la dipendenza storica dalla Russia. Il pacchetto include sistemi di guerra elettronica anti-drone ‘Akash Tarang’, missili anticarro portatili di terza generazione, missili superficie-aria a medio raggio, droni kamikaze a reazione e piattaforme pseudo-satellitari ad alta quota per la sorveglianza persistente. L’iniziativa si inserisce in un contesto segnato dallo scontro armato con il Pakistan dello scorso anno e dalla volontà, rilevata da analisti della regione, di presidiare le rotte dell’Oceano Indiano di fronte alla crescente presenza navale cinese.

La decisione di Nuova Delhi giunge mentre si consolida l’intesa strategica con Tokyo. Durante la visita della premier giapponese Sanae Takaichi, i due governi hanno rimosso gli ultimi ostacoli per la co-produzione del sistema stealth navale UNICORN – un albero integrato di antenne che riduce la segnatura radar delle fregate – e hanno concordato un quadro di partenariato economico e di cooperazione sui minerali critici. Nell’ottica di Pechino, espressa dal portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, la collaborazione tra India e Giappone “non dovrebbe prendere di mira né danneggiare gli interessi di terze parti”, né servire da pretesto per “creare cricche esclusive e fomentare divisioni”. La reazione cinese segue le restrizioni all’export di terre rare imposte da Pechino dopo le dichiarazioni della premier Takaichi su un possibile intervento a difesa di Taiwan, e riflette il timore di un accerchiamento nel quadrante indo-pacifico.

Parallelamente, Nuova Delhi osserva con attenzione il riavvicinamento tra Bangladesh e Cina. Il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Randhir Jaiswal, ha dichiarato che l’India “monitora attentamente” gli sviluppi seguiti alla visita del primo ministro bengalese Tareq Rahman a Pechino, durante la quale il presidente Xi Jinping ha proposto un corridoio economico Bangladesh-Myanmar-Cina e sono stati discussi, secondo fonti di stampa indiane, possibili acquisti di caccia J-10C. Dacca, per parte sua, ha precisato di essere ancora in una fase di “esame” del corridoio e non ha confermato ufficialmente l’interesse per i velivoli, mantenendo una posizione di equilibrio tra i due grandi vicini.

In Europa, il potenziamento delle capacità militari procede su binari distinti ma con analoghe logiche di deterrenza. Il governo spagnolo ha annunciato l’acquisizione di sei ulteriori aerei da trasporto Airbus A400M, portando la flotta a venti esemplari e recuperando parte del programma originario ridimensionato per ragioni di bilancio. Per l’Italia e per l’Unione, la corsa indiana agli armamenti e l’asse con Tokyo toccano direttamente la partita delle catene di approvvigionamento di minerali critici, già al centro del Quad Critical Minerals Initiative Framework, e sollecitano una riflessione sulla vulnerabilità europea rispetto alla concentrazione della raffinazione in Cina. I prossimi passi concreti includono la firma dei contratti di acquisizione da parte di Nuova Delhi, l’avvio della co-produzione del sistema UNICORN e la definizione della posizione bengalese sul corridoio proposto da Pechino.

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PragmatismoTrionfo

L'India accelera la modernizzazione delle forze armate con un maxi-appalto da 52.000 crore di rupie, che include sistemi anti-drone e missili, mentre rafforza il partenariato strategico con Tokyo. Pechino mette in guardia contro cooperazioni che prendano di mira terze parti, ma Nuova Delhi rivendica il diritto sovrano alla difesa e alla stabilità regionale.

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L'India approva un accordo da 6,3 miliardi di dollari per ridurre la dipendenza da Mosca e contrastare la crescente presenza navale cinese nell'Oceano Indiano. La mossa arriva in un clima di tensione con il Pakistan e di riallineamento strategico verso Tokyo, suscitando l'ammonimento di Pechino.

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