
Muore Hamad bin Khalifa Al Thani, l’architetto del Qatar moderno: dal gas a Al Jazeera
L’ex emiro, padre dell’attuale sovrano Tamim, ha traghettato il paese dall’isolamento a protagonista regionale, lascia un’eredità che tocca anche gli equilibri energetici europei.
Il diwan amirale del Qatar ha annunciato domenica 12 luglio 2026 la morte di Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani, ex emiro e padre dell’attuale sovrano Tamim, all’età di 74 anni. La notizia, diffusa con un comunicato che ne esalta le «opere immortali», segna la fine dell’era dell’uomo che dal 1995 al 2013 ha ridisegnato il volto del piccolo emirato, trasformandolo in un attore imprescindibile degli equilibri energetici e mediatici globali. Secondo fonti regionali, la scomparsa dell’«emiro padre» non altera gli assetti di potere immediati, ma invita a rileggere le radici della trasformazione del paese.
Nato nel 1952 a Doha e formatosi alla Reale Accademia Militare di Sandhurst, Hamad bin Khalifa assunse il potere nel giugno 1995 con un colpo di Stato incruento contro il padre Khalifa, allora in vacanza all’estero. Da subito avviò una modernizzazione accelerata: sfruttando le immense riserve del giacimento offshore di North Field, fece del Qatar il primo esportatore mondiale di gas naturale liquefatto, moltiplicando per oltre venti volte il PIL e portando il reddito pro capite ai vertici mondiali. Questo boom, osservano gli analisti del Golfo, è stato il motore di una strategia di proiezione internazionale senza precedenti per un micro-stato, accompagnata dall’espansione della compagnia aerea Qatar Airways e da massicci investimenti all’estero attraverso l’Autorità per gli investimenti, oggi uno dei più grandi fondi sovrani del pianeta.
Sul fronte mediatico, la fondazione di Al Jazeera nel 1996, fortemente voluta dall’emiro, ha rivoluzionato il panorama dell’informazione araba e ha offerto a Doha un megafono capace di influenzare le primavere arabe e i conflitti successivi. In politica estera, il Qatar di Hamad ha intrecciato una rete di relazioni complessa: ha ospitato la più grande base aerea americana della regione, al-Udeid, ha mediato accordi in Libano, Darfur e tra fazioni palestinesi, ma ha anche sostenuto movimenti islamisti durante le rivolte del 2011, generando tensioni culminate nell’embargo del 2017 da parte di Arabia Saudita, Emirati, Bahrein ed Egitto. Fonti diplomatiche europee sottolineano come l’eredità di quella stagione resti ambivalente: se da un lato il Qatar è divenuto un partner energetico cruciale per l’Europa, specialmente dopo l’invasione russa dell’Ucraina, dall’altro le accuse di interferenza e finanziamento a gruppi estremisti hanno segnato i rapporti con molti alleati occidentali.
Il gesto più inatteso di Hamad fu l’abdicazione volontaria nel giugno 2013 a favore del figlio Tamim, all’epoca trentenne, una rarità nelle monarchie del Golfo che consolidò la transizione generazionale senza scosse. Oggi Tamim guida un paese che ha appena ospitato i Mondiali di calcio 2022 e che, forte di contratti trentennali di fornitura di gas, è diventato un pilastro della sicurezza energetica italiana ed europea. Le esequie di Stato, attese nei prossimi giorni, saranno l’occasione per misurare il peso del Qatar nei nuovi equilibri regionali, mentre dall’Unione Europea si guarda con attenzione a eventuali aggiustamenti nella politica estera di Doha, consapevoli che l’architettura disegnata dall’emiro padre rimane la cornice entro cui si muoverà il suo successore.
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Lo Stato del Qatar e i suoi sudditi fedeli parlano, inquadrando la morte come una perdita nazionale e celebrando l'eredità trasformativa del leader defunto.
Uso di invocazioni religiose e titoli onorifici ('emiro padre') per sacralizzare l'immagine del leader, e l'elenco di risultati concreti per ancorare la lode a una storia tangibile.
Omettono eventuali controversie o sfide durante il suo governo, nonché le tensioni regionali affrontate dal Qatar, presentando così un'eredità uniformemente positiva.
Un osservatore esterno riporta il fatto in modo conciso, mantenendo un tono rispettoso ma distaccato.
Il minimalismo e l'omissione di lodi riducono l'evento a una normale notizia, sminuendone implicitamente l'importanza.
Omette l'ampio elogio e il contesto storico presenti nei media arabi, che avrebbero amplificato l'importanza dell'evento.
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