
Mondiale 2026: il Messico travolge la Repubblica Ceca 3-0 e chiude il girone a punteggio pieno
Con i gol di Chávez, Quiñones e Fidalgo, i padroni di casa firmano un percorso netto nel Gruppo A e si proiettano ai sedicesimi da imbattuti e senza reti subite.
Il Messico ha liquidato la Repubblica Ceca con un 3-0 che non ammette repliche, chiudendo il Gruppo A del Mondiale 2026 a punteggio pieno e senza subire reti. Davanti a oltre ottantamila spettatori dell’Estadio Azteca, la squadra di Javier Aguirre ha risolto la partita in un quarto d’ora della ripresa, trasformando un primo tempo avaro di emozioni in una festa tricolore. Mateo Chávez, all’esordio da titolare, ha sbloccato il risultato al 55’ con una fuga sulla destra e un tocco mancino preciso; sei minuti dopo Julián Quiñones ha ribadito in rete una respinta corta della difesa ceca; nel recupero, Álvaro Fidalgo ha fulminato il portiere con un destro all’incrocio per il definitivo 3-0.
La cronaca del match racconta di un avvio in cui i cechi, obbligati a vincere per sperare nella qualificazione, hanno tenuto il pallino del gioco senza però impensierire seriamente Raúl Rangel. Il Messico ha faticato a costruire, ma ha colpito in contropiede con la freddezza di chi sa di poter fare male in pochi secondi. Secondo i dati FIFA, la Repubblica Ceca ha chiuso con tredici conclusioni verso la porta, a fronte delle undici messicane, ma la qualità delle occasioni create dai padroni di casa è stata decisiva. L’ingresso di Guillermo Ochoa a venti minuti dalla fine, accolto da un boato, ha aggiunto un capitolo alla storia: a quarant’anni, il portiere ha collezionato la presenza nel suo sesto Mondiale, un traguardo che in Europa viene letto come il sigillo di una carriera straordinaria.
Per il Messico si tratta della prima volta in diciassette partecipazioni iridate in cui chiude la fase a gironi con tre vittorie. La difesa, orchestrata da César Montes e dal rientrante Edson Álvarez, non ha incassato gol in tutto il girone – impresa che non riusciva a una nazionale dal 2018, quando l’Uruguay di Tabárez mantenne la porta inviolata. L’attacco ha mostrato varietà di soluzioni, e il giovane Gilberto Mora, diciassettenne alla prima da titolare, ha convinto per personalità, al punto da dichiarare a fine partita che «questa squadra è pronta per vincere il Mondiale». Parole che, lette da osservatori sudamericani ed europei, segnalano una fiducia cresciuta in un ambiente storicamente segnato dalla sindrome del quinto partido.
La Repubblica Ceca, ultima con un solo punto, lascia il torneo senza aver mai dato l’impressione di poter competere per il passaggio del turno. Il Messico, invece, si prepara ad affrontare i sedicesimi di finale il 30 giugno, ancora all’Azteca, contro una delle migliori terze provenienti dai gruppi C, E, F, H o I. L’imbattibilità casalinga in nove gare mondiali e il percorso netto nel girone alimentano le aspettative di un movimento che, dopo anni di risultati altalenanti, intravede la possibilità di infrangere la barriera dei quarti di finale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 4 lingue
Il Messico ha concluso una fase a gironi perfetta con una vittoria per 3-0 sulla Repubblica Ceca, assicurandosi il primo posto nel Gruppo A. La vittoria ha confermato il loro dominio e il passaggio ai sedicesimi di finale, mentre i cechi sono stati eliminati.
Il Messico ha compiuto un'impresa storica, vincendo tutte e tre le partite del girone per la prima volta in 17 partecipazioni mondiali. La squadra ha mostrato grande efficacia e ora affronta gli ottavi con grandi aspettative.
Articoli correlati
Ondata di caldo in Europa: un bimbo di tre anni muore in auto, centinaia di vittime
11 lingue · 45 testate
Crimini & DisastriMessico, auto travolge i tifosi in festa a Cabo San Lucas: almeno 17 feriti
7 lingue · 16 testate
SportNeymar, lacrime e ovazione: il Brasile ritrova il suo simbolo dopo 981 giorni
7 lingue · 16 testate