
Cabo Verde, il miracolo a tre pareggi: è ai sedicesimi, sfiderà l’Argentina
Lo 0-0 con l’Arabia Saudita, unito alla vittoria della Spagna sull’Uruguay, regala alla nazionale africana la qualificazione e il record di più piccolo paese mai approdato alla fase a eliminazione diretta.
All’NRG Stadium di Houston il fischio finale aveva già sancito lo 0-0 tra Capo Verde e Arabia Saudita, ma la qualificazione ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026 è rimasta in bilico per interminabili minuti. I giocatori capoverdiani, raccolti a centrocampo con i telefoni in mano, seguivano il finale di Spagna-Uruguay in diretta streaming. Quando da Guadalajara è arrivata la notizia dell’1-0 spagnolo, è esplosa una gioia collettiva: bandiere, tamburi, lacrime. Il piccolo arcipelago di poco più di mezzo milione di abitanti aveva appena scritto la pagina più gloriosa della propria storia sportiva.
La partita era stata una battaglia di nervi e occasioni sprecate. Capo Verde, già capace di fermare la Spagna campione d’Europa (0-0) e di rimontare due gol all’Uruguay (2-2), ha controllato il gioco e creato le migliori opportunità. Il portiere saudita Mohammed Al-Owais ha negato il gol in due circostanze decisive, in particolare su Laros Duarte lanciato a tu per tu al 75’. Sull’altro fronte, il quarantenne Vozinha – diventato una star social con oltre 16 milioni di follower su Instagram – ha blindato la porta con interventi sicuri, su tutti la parata su Mohamed Kanno nel recupero del primo tempo. L’Arabia Saudita, priva di inventiva, non è mai riuscita a impensierire seriamente la difesa avversaria, uscendo dal torneo con un solo gol segnato in tre gare.
Il percorso di Capo Verde è già entrato nella leggenda del calcio. Con tre pareggi in altrettante partite, la squadra del commissario tecnico Bubista (Pedro Leitão Brito) è la prima debuttante a superare la fase a gironi dall’edizione del 2010, e la nazione meno popolosa di sempre a raggiungere la fase a eliminazione diretta. «Siamo un paese piccolo, ma lottiamo per ciò che vogliamo. Niente è impossibile», ha dichiarato l’allenatore avvolto nella bandiera nazionale. Secondo gli osservatori africani, l’impresa assume un valore simbolico che va oltre lo sport: dimostra che anche le realtà più marginali possono competere ai massimi livelli, purché sostenute da organizzazione e talento. La stampa sudamericana, intanto, sottolinea come l’Argentina di Lionel Messi dovrà guardarsi da un avversario che ha già messo in difficoltà due ex campioni del mondo.
Il sorteggio ha già stabilito che il 3 luglio, all’Hard Rock Stadium di Miami, i ‘Tubarões Azuis’ (Squali Blu) affronteranno l’Argentina campione in carica. Un appuntamento che, sulla carta, appare proibitivo, ma che per la nazionale capoverdiana rappresenta l’ennesima occasione per continuare a sognare. La fase a gironi ha insegnato che questa squadra sa difendere con ordine e colpire in contropiede, e che il fattore emotivo può trasformarsi in un’arma in più. L’attenzione dell’Europa calcistica, nel frattempo, si sposta sull’altra parte del tabellone: la Spagna, prima nel girone, se la vedrà con la seconda del Gruppo J, probabilmente Austria o Algeria, in un incrocio che potrebbe riservare sorprese.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
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