
L’FBI e l’inchiesta sui contratti: la AFA sotto accusa dopo il Mondiale
Agenti federali avrebbero sequestrato i telefoni di Tapia dopo la finale; la AFA smentisce, ma l’inchiesta sui contratti commerciali agita il calcio argentino.
La notte del 20 luglio, poche ore dopo la sconfitta dell’Argentina contro la Spagna nella finale del Mondiale 2026, un’operazione dell’FBI all’aeroporto JFK di New York ha gettato un’ombra sulla spedizione albiceleste. Secondo diverse testate argentine, agenti federali avrebbero fermato il presidente della AFA Claudio Tapia e altri dirigenti, sequestrando telefoni e dispositivi elettronici prima del volo charter per Buenos Aires, causando un ritardo di due ore. La AFA ha immediatamente smentito, definendo “assolutamente falso” che Tapia o il tesoriere Pablo Toviggino siano stati citati o abbiano subito perquisizioni, ma ha riconosciuto l’esistenza di un mandato di comparizione emesso dal Tribunale distrettuale della Florida meridionale nei confronti di un terzo.
Al centro dell’inchiesta, condotta dai procuratori federali Patrick Gushue, Christopher Ting e Michael Berger, c’è la TourProdEnter LLC, società con sede in Florida che dal 2021 agisce come agente commerciale esclusivo della AFA per i contratti internazionali. Secondo fonti vicine all’indagine, la società avrebbe gestito oltre 300 milioni di dollari in sponsorizzazioni, diritti televisivi e amichevoli, trattenendo commissioni fino al 30%. I sospetti degli investigatori, riportati dalla stampa argentina e statunitense, riguardano possibili riciclaggio di denaro e frode bancaria: circa 40 milioni sarebbero transitati verso società senza reale attività economica, mentre alcuni fondi sarebbero stati utilizzati per acquisti immobiliari di lusso in Florida.
La reazione della AFA è stata netta. In un comunicato ufficiale, la federazione ha precisato che la citazione riguarda un soggetto terzo, chiamato a presentare documenti e comunicazioni relative a diverse persone, tra cui dirigenti dell’associazione, ma senza alcuna misura coercitiva verso Tapia o Toviggino. La AFA ha inoltre minacciato azioni legali contro i media che diffondono “informazioni inesatte o deliberatamente distorte”, accusandoli di danneggiare l’onore dell’istituzione. Una versione che, secondo analisti sudamericani, mira a contenere i danni d’immagine in un momento già delicato per il calcio argentino, reduce da una finale persa e da tensioni politiche con il governo di Javier Milei, favorevole all’ingresso di capitali privati nei club.
L’inchiesta statunitense si intreccia con i procedimenti giudiziari in Argentina, dove Tapia è già imputato per evasione fiscale e appropriazione indebita di contributi previdenziali per oltre 19 miliardi di pesos. Il presidente della AFA aveva ottenuto un permesso speciale per recarsi al Mondiale, e ora la convocazione davanti alla Corte della Florida meridionale, fissata per il 30 luglio, rischia di aggravare la sua posizione. Sebbene la federazione insista sulla regolarità dei contratti, la vicenda getta un’ombra sulla governance del calcio sudamericano e sulla credibilità di una delle federazioni più titolate al mondo, proprio mentre l’attenzione globale era concentrata sul campo.
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.50 | critical |
L'AFA e i media argentini difendono la leadership accusando i media di diffondere notizie false.
Si utilizzano comunicati ufficiali per creare una contro-narrativa che mette in dubbio la credibilità delle fonti originali.
La narrazione basata sulla smentita omette che la citazione del tribunale USA è rivolta a un terzo, chiamato a fornire prove su Tapia e altri, come riportato da alcune fonti dello stesso blocco e da quello russo.
La Russia presenta l'FBI come un'autorità che agisce contro la corruzione, minimizzando la smentita dell'AFA.
Si enfatizzano i dettagli della procedura (sequestro, date) per conferire credibilità all'accusa, mentre la negazione viene relegata a una breve nota.
Il blocco russo omette la smentita dettagliata dell'AFA e lo scetticismo dei media argentini sulla veridicità dei rapporti, presentandola come un semplice rifiuto senza sostanza.
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