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Colombia spinge, il Congo regge: Muñoz annullato, palo e 0-0 a Guadalajara

La Tricolor domina il primo tempo ma non sfonda il muro africano; un gol di Muñoz cancellato dal VAR e una traversa tengono vivo il Gruppo K dopo la manita del Portogallo all'Uzbekistan.

Il primo tempo all’Estadio Akron si chiude con lo zero a zero che premia la disciplina tattica della Repubblica Democratica del Congo e frustra l’insistenza colombiana. Dopo appena tre minuti Daniel Muñoz, laterale destro di spinta, colpisce il palo esterno su un cross tagliato, e al sesto minuto lo stesso Muñoz insacca di testa su corner, ma il VAR annulla per fuorigioco millimetrico. James Rodríguez impegna Mpasi dalla distanza, mentre Luis Díaz prova a innescare i tagli di Suárez, riferimento centrale che tocca pochi palloni. La Colombia di Néstor Lorenzo, schierata con il 4-2-3-1 annunciato, tiene il 60% del possesso e cerca varchi tra le linee, ma trova davanti a sé un 5-3-2 congolese che si trasforma in 3-5-2 in transizione, con Wan-Bissaka e Masuaku pronti a chiudere e ripartire.

La partita è figlia di due debutti opposti: i cafeteros avevano travolto l’Uzbekistan 3-1 con un Díaz ispirato, mentre i Leopardi avevano strappato un sorprendente 1-1 al Portogallo di Cristiano Ronaldo grazie a un contropiede letale finalizzato da Yoane Wissa. Proprio la velocità in ripartenza era stata indicata da Davinson Sánchez come l’arma più pericolosa degli africani, e Lorenzo aveva preparato la sfida chiedendo pazienza e circolazione rapida per aprire fessure in un blocco che, secondo gli analisti europei, ricorda per densità il Lille di Mbemba e Mukau. Dall’Africa si sottolinea la crescita tattica di una selezione che mancava da un Mondiale da cinquantadue anni e che ora schiera undici giocatori attivi nei maggiori campionati del continente, dalla Premier alla Ligue 1.

Il contesto del Gruppo K è stato scosso poche ore prima dal 5-0 con cui il Portogallo ha liquidato l’Uzbekistan, portandosi a quattro punti e costringendo entrambe le contendenti a cercare i tre punti per non complicarsi la qualificazione. La Colombia, seconda con tre punti, sa che una vittoria la proietterebbe ai sedicesimi con un turno d’anticipo, mentre il Congo, a quota uno, resterebbe in corsa solo con un successo. La posta in palio si legge nei numeri: secondo le rilevazioni FIFA, la Tricolor ha prodotto quindici conclusioni nella prima giornata, ma stasera la percentuale realizzativa si scontra con la fisicità di una retroguardia che ha concesso poco anche a João Neves e compagni.

La cronaca del primo tempo conferma l’equilibrio previsto dagli osservatori sudamericani, che avevano indicato in Luis Díaz il fattore differenziale, ma anche la necessità di varianti offensive come il possibile ingresso di “Cucho” Hernández, autore di un assist decisivo contro l’Uzbekistan. Lorenzo per ora conferma Suárez, ma la panchina è calda. Il Congo di Sébastien Desabre, che in conferenza stampa aveva promesso “vittoria o pareggio”, si affida al duo Bakambu-Wissa per colpire in contropiede, consapevole che un punto muoverebbe la classifica e terrebbe aperto il discorso qualificazione fino all’ultima giornata contro il Portogallo.

Con il risultato ancora in bilico, il secondo tempo deciderà se la Colombia potrà festeggiare il passaggio del turno o se il Gruppo K si avvierà verso un finale incandescente a Miami, dove i cafeteros affronteranno i lusitani il 27 giugno.

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martedì 23 giugno 2026

Colombia spinge, il Congo regge: Muñoz annullato, palo e 0-0 a Guadalajara

La Tricolor domina il primo tempo ma non sfonda il muro africano; un gol di Muñoz cancellato dal VAR e una traversa tengono vivo il Gruppo K dopo la manita del Portogallo all'Uzbekistan.

Il primo tempo all’Estadio Akron si chiude con lo zero a zero che premia la disciplina tattica della Repubblica Democratica del Congo e frustra l’insistenza colombiana. Dopo appena tre minuti Daniel Muñoz, laterale destro di spinta, colpisce il palo esterno su un cross tagliato, e al sesto minuto lo stesso Muñoz insacca di testa su corner, ma il VAR annulla per fuorigioco millimetrico. James Rodríguez impegna Mpasi dalla distanza, mentre Luis Díaz prova a innescare i tagli di Suárez, riferimento centrale che tocca pochi palloni. La Colombia di Néstor Lorenzo, schierata con il 4-2-3-1 annunciato, tiene il 60% del possesso e cerca varchi tra le linee, ma trova davanti a sé un 5-3-2 congolese che si trasforma in 3-5-2 in transizione, con Wan-Bissaka e Masuaku pronti a chiudere e ripartire.

La partita è figlia di due debutti opposti: i cafeteros avevano travolto l’Uzbekistan 3-1 con un Díaz ispirato, mentre i Leopardi avevano strappato un sorprendente 1-1 al Portogallo di Cristiano Ronaldo grazie a un contropiede letale finalizzato da Yoane Wissa. Proprio la velocità in ripartenza era stata indicata da Davinson Sánchez come l’arma più pericolosa degli africani, e Lorenzo aveva preparato la sfida chiedendo pazienza e circolazione rapida per aprire fessure in un blocco che, secondo gli analisti europei, ricorda per densità il Lille di Mbemba e Mukau. Dall’Africa si sottolinea la crescita tattica di una selezione che mancava da un Mondiale da cinquantadue anni e che ora schiera undici giocatori attivi nei maggiori campionati del continente, dalla Premier alla Ligue 1.

Il contesto del Gruppo K è stato scosso poche ore prima dal 5-0 con cui il Portogallo ha liquidato l’Uzbekistan, portandosi a quattro punti e costringendo entrambe le contendenti a cercare i tre punti per non complicarsi la qualificazione. La Colombia, seconda con tre punti, sa che una vittoria la proietterebbe ai sedicesimi con un turno d’anticipo, mentre il Congo, a quota uno, resterebbe in corsa solo con un successo. La posta in palio si legge nei numeri: secondo le rilevazioni FIFA, la Tricolor ha prodotto quindici conclusioni nella prima giornata, ma stasera la percentuale realizzativa si scontra con la fisicità di una retroguardia che ha concesso poco anche a João Neves e compagni.

La cronaca del primo tempo conferma l’equilibrio previsto dagli osservatori sudamericani, che avevano indicato in Luis Díaz il fattore differenziale, ma anche la necessità di varianti offensive come il possibile ingresso di “Cucho” Hernández, autore di un assist decisivo contro l’Uzbekistan. Lorenzo per ora conferma Suárez, ma la panchina è calda. Il Congo di Sébastien Desabre, che in conferenza stampa aveva promesso “vittoria o pareggio”, si affida al duo Bakambu-Wissa per colpire in contropiede, consapevole che un punto muoverebbe la classifica e terrebbe aperto il discorso qualificazione fino all’ultima giornata contro il Portogallo.

Con il risultato ancora in bilico, il secondo tempo deciderà se la Colombia potrà festeggiare il passaggio del turno o se il Gruppo K si avvierà verso un finale incandescente a Miami, dove i cafeteros affronteranno i lusitani il 27 giugno.

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