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Belgio si risveglia con una manita, l’Egitto resiste all’Iran: il Gruppo G promuove due anime diverse

Leandro Trossard e Kevin De Bruyne firmano il 5-1 che vale il primo posto, mentre i Faraoni strappano il pari e la qualificazione diretta nonostante un finale incandescente a Seattle.

A Vancouver il Belgio ha dissolto ogni incertezza con una goleada che ha il sapore della liberazione. Dopo due pareggi opachi, i Diavoli Rossi hanno travolto la Nuova Zelanda 5-1, chiudendo il Gruppo G in vetta per differenza reti. La partita si è incanalata subito sui binari del dominio tecnico: Leandro Trossard, dopo un palo e un rigore revocato dal VAR, ha sbloccato il risultato al 28’ raccogliendo una mischia su corner. Nella ripresa lo stesso Trossard ha firmato il raddoppio in avvio, prima che Kevin De Bruyne disegnasse il 3-0 con un destro chirurgico da fuori area. Il gol della bandiera neozelandese di Elijah Just all’84’ ha riaperto per un istante i calcoli del girone, ma Romelu Lukaku, entrato da un minuto, ha ristabilito le distanze di testa, e Alexis Saelemaekers ha fissato il punteggio al 94’. Secondo gli analisti di Bruxelles, la prestazione ha mostrato i segnali di una transizione generazionale che inizia a trovare equilibrio, con Hans Vanaken e Jérémy Doku a dare nuova linfa accanto ai veterani.

A Seattle, l’altra metà del gruppo ha vissuto una serata di spasmodica tensione. L’Egitto è passato in vantaggio dopo appena cinque minuti con un rasoterra di Mahmoud Saber, ma l’Iran ha reagito con veemenza: Mehdi Taremi si è fatto parare un rigore da Mostafa Shobeir, e sul capovolgimento di fronte Ramin Rezaeian ha pareggiato sfruttando una respinta corta. Il resto della partita è stato un corpo a corpo in cui i Faraoni hanno perso Mohamed Salah per un problema muscolare, mentre il Team Melli ha sfiorato il colpo del ko nel recupero: un gol annullato per fuorigioco millimetrico dopo revisione VAR e una traversa hanno negato la qualificazione diretta. Nell’ottica mediorientale, il pari sa di occasione sprecata, ma tiene ancora in vita le speranze iraniane di passare come una delle migliori terze.

La classifica finale riflette due percorsi opposti. Il Belgio, con cinque punti e una differenza reti nettamente superiore, ha ribaltato le gerarchie iniziali e ora attende un avversario ancora da definire tra le terze classificate dei gruppi A, I o J, in programma il 1° luglio sempre a Seattle. L’Egitto, a pari punti ma con una vittoria in meno, si è garantito il secondo posto e affronterà l’Australia il 3 luglio a Dallas, con la prospettiva di incrociare l’Argentina o Capo Verde agli ottavi. L’Iran, fermo a tre punti, deve sperare in una combinazione favorevole dagli altri gironi per entrare nel lotto delle otto migliori terze.

La Nuova Zelanda, ultima con un punto, torna a casa senza aver mai vinto una partita in una fase finale mondiale, eguagliando il record negativo dell’Honduras. Per gli All Whites, la serata di Vancouver ha confermato i limiti di una selezione che, secondo gli osservatori oceanici, fatica a reggere il passo contro avversarie di medio-alto livello, nonostante l’orgogliosa resistenza mostrata nei primi due incontri. L’attenzione ora si sposta sugli altri gironi, dove si deciderà il destino dell’Iran e il mosaico completo degli accoppiamenti per i sedicesimi di finale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TrionfoPragmatismo

Dopo due pareggi deludenti, il Belgio si è finalmente svegliato travolgendo la Nuova Zelanda con una 'manita' per 5-1 e conquistando il primo posto nel girone. L'Egitto è passato con il brivido grazie a un pareggio con l'Iran, che spera ancora nel ripescaggio. La stampa latinoamericana celebra la goleada e il riscatto dei Diavoli Rossi.

Stampa europea continentale/ DACH+
ScetticismoTrionfo

Dopo un inizio di Mondiale deludente, il Belgio si è improvvisamente ritrovato primo nel girone grazie al doveroso 5-1 contro la modesta Nuova Zelanda, evitando un'eliminazione imbarazzante. La stampa tedesca sottolinea il netto contrasto tra le prestazioni opache iniziali e la goleada risolutiva, con un misto di scetticismo e sollievo.

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sabato 27 giugno 2026

Belgio si risveglia con una manita, l’Egitto resiste all’Iran: il Gruppo G promuove due anime diverse

Leandro Trossard e Kevin De Bruyne firmano il 5-1 che vale il primo posto, mentre i Faraoni strappano il pari e la qualificazione diretta nonostante un finale incandescente a Seattle.

A Vancouver il Belgio ha dissolto ogni incertezza con una goleada che ha il sapore della liberazione. Dopo due pareggi opachi, i Diavoli Rossi hanno travolto la Nuova Zelanda 5-1, chiudendo il Gruppo G in vetta per differenza reti. La partita si è incanalata subito sui binari del dominio tecnico: Leandro Trossard, dopo un palo e un rigore revocato dal VAR, ha sbloccato il risultato al 28’ raccogliendo una mischia su corner. Nella ripresa lo stesso Trossard ha firmato il raddoppio in avvio, prima che Kevin De Bruyne disegnasse il 3-0 con un destro chirurgico da fuori area. Il gol della bandiera neozelandese di Elijah Just all’84’ ha riaperto per un istante i calcoli del girone, ma Romelu Lukaku, entrato da un minuto, ha ristabilito le distanze di testa, e Alexis Saelemaekers ha fissato il punteggio al 94’. Secondo gli analisti di Bruxelles, la prestazione ha mostrato i segnali di una transizione generazionale che inizia a trovare equilibrio, con Hans Vanaken e Jérémy Doku a dare nuova linfa accanto ai veterani.

A Seattle, l’altra metà del gruppo ha vissuto una serata di spasmodica tensione. L’Egitto è passato in vantaggio dopo appena cinque minuti con un rasoterra di Mahmoud Saber, ma l’Iran ha reagito con veemenza: Mehdi Taremi si è fatto parare un rigore da Mostafa Shobeir, e sul capovolgimento di fronte Ramin Rezaeian ha pareggiato sfruttando una respinta corta. Il resto della partita è stato un corpo a corpo in cui i Faraoni hanno perso Mohamed Salah per un problema muscolare, mentre il Team Melli ha sfiorato il colpo del ko nel recupero: un gol annullato per fuorigioco millimetrico dopo revisione VAR e una traversa hanno negato la qualificazione diretta. Nell’ottica mediorientale, il pari sa di occasione sprecata, ma tiene ancora in vita le speranze iraniane di passare come una delle migliori terze.

La classifica finale riflette due percorsi opposti. Il Belgio, con cinque punti e una differenza reti nettamente superiore, ha ribaltato le gerarchie iniziali e ora attende un avversario ancora da definire tra le terze classificate dei gruppi A, I o J, in programma il 1° luglio sempre a Seattle. L’Egitto, a pari punti ma con una vittoria in meno, si è garantito il secondo posto e affronterà l’Australia il 3 luglio a Dallas, con la prospettiva di incrociare l’Argentina o Capo Verde agli ottavi. L’Iran, fermo a tre punti, deve sperare in una combinazione favorevole dagli altri gironi per entrare nel lotto delle otto migliori terze.

La Nuova Zelanda, ultima con un punto, torna a casa senza aver mai vinto una partita in una fase finale mondiale, eguagliando il record negativo dell’Honduras. Per gli All Whites, la serata di Vancouver ha confermato i limiti di una selezione che, secondo gli osservatori oceanici, fatica a reggere il passo contro avversarie di medio-alto livello, nonostante l’orgogliosa resistenza mostrata nei primi due incontri. L’attenzione ora si sposta sugli altri gironi, dove si deciderà il destino dell’Iran e il mosaico completo degli accoppiamenti per i sedicesimi di finale.

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TrionfoPragmatismo

Dopo due pareggi deludenti, il Belgio si è finalmente svegliato travolgendo la Nuova Zelanda con una 'manita' per 5-1 e conquistando il primo posto nel girone. L'Egitto è passato con il brivido grazie a un pareggio con l'Iran, che spera ancora nel ripescaggio. La stampa latinoamericana celebra la goleada e il riscatto dei Diavoli Rossi.

Stampa europea continentale/ DACH+
ScetticismoTrionfo

Dopo un inizio di Mondiale deludente, il Belgio si è improvvisamente ritrovato primo nel girone grazie al doveroso 5-1 contro la modesta Nuova Zelanda, evitando un'eliminazione imbarazzante. La stampa tedesca sottolinea il netto contrasto tra le prestazioni opache iniziali e la goleada risolutiva, con un misto di scetticismo e sollievo.

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