
Mondiale 2026, Berset: «La Fifa apra il terzo tempo per l’integrità del calcio»
Dopo il torneo, il Consiglio d’Europa denuncia pressioni politiche, insulti razzisti e la partnership con un mercato di scommesse, chiedendo regole vincolanti per il 2030.
Poche ore prima della finale Argentina-Spagna, il segretario generale del Consiglio d’Europa Alain Berset ha lanciato un duro monito alla Fifa. «La celebrazione finisce stasera, le domande restano», ha dichiarato, sintetizzando il clima di scetticismo che ha avvolto il primo Mondiale a 48 squadre, disputato tra Stati Uniti, Canada e Messico. L’alto rappresentante dell’organizzazione paneuropea per i diritti umani ha denunciato tre derive principali: l’indebita pressione politica, l’odio razziale e l’invadenza del mercato delle scommesse.
Il caso più clamoroso riguarda l’intervento del presidente americano Donald Trump presso il numero uno della Fifa Gianni Infantino per ottenere la revoca della sospensione dell’attaccante statunitense Folarin Balogun. Un cartellino rosso tramutato in ammonizione senza spiegazioni pubbliche, che ha sollevato dubbi tra gli addetti ai lavori e indignazione presso la Uefa. «Quando le regole si piegano alla pressione, ogni risultato è esposto al sospetto», ha commentato Berset, secondo cui l’influenza politica è ormai arrivata fin dentro il terreno di gioco. A ciò si aggiungono gli insulti razzisti contro diversi giocatori, a volte provenienti da personalità elette, e il crescente discredito gettato sull’autorità arbitrale.
Ma è l’accordo commerciale siglato dalla Fifa con ADI Predictstreet a costituire, per il Consiglio d’Europa, la minaccia più insidiosa. Per la prima volta un mercato di previsioni è stato partner ufficiale, con spazi pubblicitari persino negli stadi. «Le scommesse non riguardano più solo il risultato finale, ma ogni singolo gesto – un passaggio, un cartellino, un calcio d’angolo – che un giocatore può compiere senza alterare il punteggio. È una porta spalancata alla frode», ha ammonito Berset. Il fenomeno si inserisce in un clima più ampio in cui denaro e potere, a detta del Consiglio, stanno erodendo l’integrità dello sport.
L’organismo, che riunisce 46 Stati, inclusi Regno Unito e Svizzera, non è nuovo a interventi nel mondo del calcio: dopo la strage dell’Heysel del 1985 elaborò un trattato per la sicurezza dei tifosi e in seguito convenzioni contro il doping e le partite truccate. Ora Berset propone un “terzo tempo” di lavoro diplomatico: un dialogo costruttivo che cominci già dalla sera della finale per mettere a punto un quadro vincolante in vista del Mondiale 2030, che sarà organizzato principalmente da Spagna e Portogallo, con il Marocco e le celebrazioni in Sudamerica. L’obiettivo è arrivare alla competizione con regole chiare, capaci di resistere a pressioni esterne e di garantire la trasparenza delle scommesse.
| Stampa del Golfo arabo | −0.50 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.90 | critical |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.80 | critical |
Il Consiglio d'Europa denuncia l'ingerenza di Trump e chiede alla FIFA di resistere alle pressioni politiche per salvaguardare l'integrità del calcio.
Concentrandosi su un episodio specifico – la sospensione del cartellino rosso dopo la telefonata di Trump – rende tangibile il problema dell'interferenza politica, rendendo la richiesta di riforme più immediata e credibile.
Non menziona gli scandali di scommesse e razzismo che hanno segnato il torneo secondo altre fonti.
Il Consiglio d'Europa impone alla FIFA riforme giuridicamente vincolanti, trasformando la richiesta di integrità in un obbligo legale per il futuro.
Utilizzando il linguaggio dei contratti obbligatori e delle riforme vincolanti, eleva la questione da semplice appello morale a necessità giuridica, aumentando la pressione sulla FIFA.
Omette di riconoscere le possibili ragioni dietro la sospensione del cartellino rosso, come la tutela dell'immagine del torneo.
Il Consiglio d'Europa lancia un attacco frontale alla FIFA, accusandola di aver compromesso l'integrità del calcio con una gestione scandalosa del Mondiale.
Adottando un tono fortemente critico e parole come 'pungente' e 'integrità messa in dubbio', crea un clima di urgenza e scandalo che rende difficile ignorare la richiesta di riforme.
Non menziona l'idea del 'terzo tempo' come soluzione specifica, preferendo un appello più generico a un quadro di integrità.
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