
Capdevila, il visto sbloccato dopo l'appello a Trump: sarà alla finale mondiale
Un tweet al presidente degli Stati Uniti e l'intervento dello chef José Andrés risolvono il caso dell'ex terzino spagnolo, bloccato per una partita in Iran di dieci anni fa.
La foto che li ritrae sulla pista di decollo, pronti a volare a New York, racconta la fine di un piccolo giallo sportivo. Joan Capdevila, terzino sinistro campione del mondo con la Spagna nel 2010, e Marcos Senna, suo compagno nell'Europeo vinto due anni prima, hanno ottenuto il via libera per assistere dal vivo alla finale di USA 2026 tra la Roja e l'Argentina.
La vicenda era esplosa venerdì, quando Capdevila si era rivolto direttamente a Donald Trump su X: "Ho bisogno del tuo aiuto, non posso volare alla finale con i miei figli perché mi è stato negato l'ESTA". L'ex giocatore, invitato dalla Federazione spagnola insieme agli altri eroi del 2010, aveva scoperto che il sistema elettronico di autorizzazione al viaggio lo considerava inammissibile. Il motivo affondava le radici in una trasferta a Teheran di un decennio prima, quando Capdevila aveva partecipato a un'amichevole tra stelle della Liga e una selezione iraniana, un dettaglio sufficiente a far scattare le restrizioni automatiche.
L'appello è rimbalzato fino a José Andrés, il celebre chef spagnolo e volto noto a Washington, che sabato ha taggato Trump, il segretario di Stato Marco Rubio e la Fifa chiedendo di risolvere il caso. La pressione pubblica ha sortito un effetto rapido: in poche ore la pratica è stata riesaminata e l'ESTA concesso, consentendo a Capdevila di imbarcarsi con Senna, naturalizzato spagnolo di origine brasiliana, verso gli Stati Uniti.
Per l'ex esterno, 48 anni, titolare inamovibile nella cavalcata sudafricana conclusa dal gol di Iniesta ai supplementari contro l'Olanda, assistere alla finale rappresentava un doppio sogno: rivivere l'atmosfera di un atto conclusivo mondiale e accompagnare i figli, appassionati di calcio, in uno stadio gremito. La partita, in programma al MetLife Stadium di New Jersey, vedrà la Spagna cercare il bis dopo il trionfo del 2010 di fronte all'Argentina di Messi, campione in carica e reduce dalla vittoria in Copa América.
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Capdevila si appella direttamente a Trump per superare un blocco burocratico legato a una partita in Iran.
Personificazione dello stato: il presidente Trump viene presentato come l'interlocutore personale che risolve il caso.
Il campione del mondo risolve il problema del visto e parte per New York.
Omissione selettiva: la causa del rifiuto iniziale (partita in Iran) viene taciuta, evitando di richiamare l'attenzione su un evento sensibile.
Il riferimento alla partita di esibizione in Iran come motivo del rifiuto iniziale.
Joan Capdevila, risolto il problema del visto, si unisce agli amici per la finale.
Universalizzazione: la vicenda viene raccontata come una storia a lieto fine per un campione amato, minimizzando il ruolo di Trump nella soluzione.
Il ruolo diretto di Donald Trump nello sblocco del visto non viene menzionato.
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