
Lula e Xi accelerano l’asse sino-brasiliano tra dazi Usa e tensioni argentine
In una telefonata di oltre un’ora i due leader hanno concordato di aprire i negoziati per un accordo Mercosur-Cina e Pechino ha dichiarato il proprio sostegno alla sovranità brasiliana contro «ingerenze esterne».
La notte di domenica 26 luglio il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il presidente cinese Xi Jinping hanno tenuto una conversazione telefonica di oltre un’ora, al termine della quale entrambe le capitali hanno annunciato l’intenzione di accelerare le trattative per un accordo commerciale tra il Mercosur e la Cina. Secondo il comunicato diffuso dal Planalto, i due leader hanno concordato sulla necessità di avviare il negoziato con «le flessibilità necessarie», mentre la stampa statale cinese ha riferito che Xi ha espresso «sostegno al Brasile nel salvaguardare la propria sovranità e indipendenza e nell’opporsi a interferenze esterne». La chiamata ha inoltre toccato la cooperazione in settori strategici come l’intelligenza artificiale, i satelliti, la lavorazione di minerali critici e il commercio di fertilizzanti, e ha ribadito l’impegno a rafforzare il coordinamento in seno ai Brics e alle Nazioni Unite.
Nell’ottica di Pechino, il gesto consolida un’alleanza con la maggiore economia latinoamericana in un momento in cui Washington ha imposto nuove tariffe sui prodotti brasiliani – un’aliquota aggiuntiva del 25% su circa tremila voci doganali, più un ulteriore 12,5% legato a un’inchiesta sul lavoro forzato – e in cui Brasilia ha negato il visto a due funzionari del Dipartimento di Stato americano che intendevano incontrare le autorità elettorali in vista delle presidenziali di ottobre. La dichiarazione cinese contro le ingerenze esterne, pur senza menzionare esplicitamente gli Stati Uniti, è stata letta negli ambienti diplomatici come un riferimento alle pressioni commerciali e politiche esercitate da Washington, mentre il governo Lula, in un editoriale pubblicato lo stesso giorno sul Washington Post, ha definito «un errore strategico» il nuovo tariffario americano e ha rivendicato la diversificazione dei mercati come risposta.
La telefonata si inserisce anche nella crescente tensione tra Brasile e Argentina dopo che il presidente Javier Milei, durante una visita privata a San Paolo, ha rivolto insulti a Lula e alle istituzioni brasiliane, inducendo Itamaraty a convocare l’ambasciatore argentino e a richiamare in consultazioni il proprio rappresentante a Buenos Aires. In questo quadro, il riavvicinamento sino-brasiliano assume per Brasilia il significato di un’ancora di stabilità regionale e di un contrappeso diplomatico, mentre per Pechino rappresenta l’occasione per estendere la propria influenza in un’area storicamente sensibile per gli equilibri commerciali globali. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, l’eventuale accelerazione di un accordo Mercosur-Cina potrebbe ridefinire le catene di approvvigionamento di materie prime critiche – dalle terre rare ai minerali strategici – e incidere sulla competitività dell’intesa già in fase di ratifica tra Unione Europea e Mercosur.
Sul piano multilaterale, Lula e Xi hanno lamentato la proliferazione dei conflitti e i loro effetti sulla sicurezza alimentare ed energetica, hanno criticato l’incapacità del Consiglio di Sicurezza dell’Onu di rispondere alle crisi e hanno indicato nel Gruppo di Amici della Pace – lanciato da Brasile e Cina nel 2024 – uno strumento per rilanciare il negoziato sulla guerra in Ucraina. I due presidenti hanno inoltre espresso preoccupazione per la situazione umanitaria a Gaza e per le restrizioni alla navigazione negli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb. Il dossier resta aperto: le cancellerie di Brasilia e Pechino hanno concordato di mantenere uno stretto coordinamento nei consessi internazionali, mentre i negoziati per l’intesa Mercosur-Cina dovrebbero entrare nel vivo nelle prossime settimane, con un occhio puntato sull’appuntamento elettorale brasiliano di ottobre.
| Stampa latinoamericana | +0.70 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | +0.20 | neutral |
Brasile e Cina rafforzano il partenariato strategico, accelerano l'accordo Mercosul-Cina e respingono le interferenze esterne.
La narrazione presenta l'alleanza come una risposta inevitabile alle pressioni esterne, legittimando l'accelerazione dei negoziati come un atto di sovranità.
La narrazione omette che la stampa cinese non ha menzionato l'accordo Mercosul-Cina, suggerendo possibili riserve.
La Cina sostiene il Brasile contro le interferenze esterne, con un chiaro accenno a chi è il bersaglio.
La domanda retorica 'chi è il bersaglio?' insinua una critica implicita senza esplicitarla.
L'articolo omette il contesto delle tariffe statunitensi e delle tensioni con l'Argentina, concentrandosi solo sulla dichiarazione di Xi.
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